Falcon Lake (2022). Una storia di fantasmi e di crescita

Recensione, trama, cast del lungometraggio Falcon Lake (2022), opera prima della cineasta canadese - francese Charlote Le Bon
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Locandina di Falcon Lake

Falcon Lake

Titolo originale: Falcon Lake

Anno: 2022

Nazione: Francia

Genere: Dramma adolescenziale

Casa di produzione: Cinéfrance Studios, Metafilms, OnzeCinq, Canal+, Les Productions du Ch’timi, Société de Développement des Entreprises Culturelles, Téléfilm Canada, Eurimages

Distribuzione italiana: Movies Inspired

Durata: 93 min

Regia: Charlotte Le Bon

Sceneggiatura: François Choquet, Charlotte Le Bon

Fotografia: Kristof Brandl

Montaggio: Julie Lena

Musiche: Shida Shahabi

Attori: Monia Chokri, Joseph Engel, Karine Gonthier-Hyndman, Sara Montpetit, Arthur Igual, Anthony Therrien, Pierre-Luc Lafontaine, Thomas Laperriere, Lévi Doré, Jeff Roop

Trailer di Falcon Lake

Informazioni sul film e dove vederlo in streaming

Charlote Le Bon, classe 1986, di origine franco-canedese ha vissuto la sua giovinezza in Quebec, una provincia del Canada, dove si diploma in Arti Plastica, per poi trasferirsi in Francia, intraprendendo una carriera come illustratrice. Per riuscire a mantenersi economicamente inizia a effettuare alcuni lavori come modella per Viva Model Management, un attività che le apre le porte del cinema e della moda. Le Bon, ben presto, si ritrova a vestire i panni di attrice cinematografica venendo diretta da alcuni cineasti di fama mondiale e parigina come Michel Gondry, Jalil Lespert, Robert  Zemeckis, Sean Ellis e Lasse Hallström. Nel suo curriculum troviamo film come Asterix & Obelix al servizio di Sua Maestà (2012), The Walk (2015), Fresh (2022). Charlote Le Bon, però, non solo un attrice ma anche un artista che ama esplorare la stranezza attraverso la realizzazione di dipinti e litografie, inoltre è una grande appassionata di film di genere. Nel 2018 scrive e dirige il suo primo cortometraggio, presentato a Cannes dal titolo Judith Hotel. Dopo questa sua prima esperienza dietro la macchina da presa, dirige e scrive con François Choquet e Bastien Vivès la pellicola Falcon Lake, un dramma adolescenziale prettamente di genere, adattamento della graphic novel “Una sorella” di Bastien Vivès. Il film, girato a metà 2021 a Gore e dintorni (Quebec), durante la pandemia di Covid-19, ha debuttato al Festival di Cannes 2022, nella sezione indipendente Quinzaine des Réalisateurs, venendo presentato in anteprima canadese al Toronto International Film Festival 2022. In Italia arriva nelle sale cinematografiche il 29 giugno 2023 per Movies Inspired. 

Trama di Falcon Lake

Una famiglia francese si reca in Quebec per trascorrere le vacanze con una vecchia amica, in una baita vicina a un lago che una leggenda vuole infestato da fantasmi. I coniugi francesi, ospitati da un’amica di gioventù della madre, portano con loro i due figli in vacanza: Bastien (Joseph Engel) di tredici anni e il fratellino di circa cinque anni. L’amica della madre ha una figlia di sedici anni, Chloé, una ragazzina oscura con fare, a tratti, insolente. Nonostante la differenza di età e un’iniziale scontrosità, tra i due adolescenti si sviluppa un intenso legame inatteso che si basa sulle loro fragilità e solitudini interiori. Con il passare dei giorni, Bastien e Chloé trascorrono sempre più tempo insieme, imparando a conoscere l’un l’altro. Nel cuore di entrambi nasce un nuovo sentimento, non di amicizia ma di amore. Un amore destinato a scontrarsi con la realtà e con le menzogne, conducendo la storia in un labirinto oscuro di emozioni non dichiarate.

Joseph Engel è Bastien in Falcon Lake
Joseph Engel è Bastien in Falcon Lake

Recensione di Falcon Lake

L’attrice, modella e regista Charlote Le Bon, per realizzare il suo primo lungometraggio basato sulla graphic novel di Bastien Vivés, sente il bisogno di inserire nella narrazione elementi a lei riconducibili, che richiamino il suo background interiore e il suo stesso gusto di genere cinematografico, marcatamente orientato all’elemento oscuro e all’horror. La Le Bon trasforma il fumetto di Vivés in maniera profonda senza intaccare, però, quel senso di carnalità e di attrazione che Bastien Vivés riesce abilmente a raccontare nella sua storia a fumetti. La cineasta crea dunque un adattamento piuttosto libero, prendendo dalla graphic novel solo alcuni elementi, quelli a lei più interessanti e funzionali alla storia che intende trattare. Innanzitutto, decide di cambiare drasticamente l’ambientazione spostando gli eventi dalla spiaggia della Bretagna al Quebec. La pellicola si sviluppa in luoghi familiari alla cineasta, con i personaggi ambientati nella regione della Laurentides, a nord-ovest di Montreal, sul lago Falcon Lake, luogo che dà il titolo al lungometraggio, risultando l’elemento geografico centrale dell’intero racconto audiovisivo. In secondo luogo, attua una riscrittura importante dei personaggi, soprattutto di Chloé, che risulta diversa da quella presentata nella graphic novel. Il cambiamento del luogo e le modifiche apportate ai caratteri narrativi servono alla regista e agli sceneggiatori per inserire nella narrazione elementi che indaghino sia l’attrazione romantica dei due protagonisti, all’interno di un intenso racconto in stile coming of age, ma che una tematica più introspettiva come l’isolamento entro una scrittura marcatamente rivolta alla creazione di una crescente inquietudine interiore, in grado di trascinarci dentro un climax gotico – horror.

La narrazione adotta un mood alquanto oscuro che intende creare delle dinamiche a tratti inquietanti, al fine di tessere un’atmosfera tagliente, basata su una crescente tensione narrativa introspettiva. Il film si basa su silenzi, scenografie minimaliste e dialoghi essenziali, che servono per indagare ciò che le immagini non possono raccontarci. Ogni parola è scritta con estrema attenzione e niente è lasciato al caso. Gli elementi scritti e le emozioni trasmesse su carta ottengono, inoltre, grande potenza grazie alle ottime interpretazioni dei due giovani attori Joseph Engel e Sara Montpetit, le vere star della pellicola, in un lungometraggio che sceglie di concentrarsi esclusivamente su di loro, tralasciando completamente le dinamiche familiari e genitoriali. Le madri e i padri in Falcon Lake non vengono mai analizzati o raccontati in maniera tridimensionale, non per un errore sceneggiativo, ma semplicemente perché alla regista canadese non interessava raccontarli. Charlote Le Bon, all’interno del suo primo lungometraggio, si dimostra piuttosto abile a giocare con i vari generi e mood cinematografici ma, soprattutto, mostra tutta la sua capacità come direttrice attoriale riuscendo a far rendere i giovani interpreti al massimo delle loro possibilità, specialmente Sara Montpetit che riesce a trasmettere, semplicemente con il suo corpo, tutto il malessere del suo personaggio, una giovane donna che si sente isolata dal mondo e, soprattutto, da sé stessa, non riuscendo a instaurare veri rapporti sentimentali ed emotivi con gli altri e nemmeno con la madre. L’arrivo di Bastien per lei è una ventata d’aria fresca, una riscoperta interiore. Nel giovane rivede se stessa e con lui ritiene di potersi mostrare per quello che è veramente. Bastien è l’unico che vede tutte le sfumature di Chloé e l’unico di cui la ragazza si fida completamente. Chloé ci viene presentata, per tutta la narrazione, come una ragazza rotta in cerca di uno scopo, di un cambiamento netto nella sua esistenza. La giovane è fissata, per tutto il lungometraggio, con la “leggenda di un fantasma”. Lei ritiene che qualcuno sia morto in quel lago e che ora si trovi sempre lì, in veste di spirito di Falcon Lake. Questo racconto ritorna costantemente all’interno della narrazione, facendo nascere in noi una sensazione di strana inquietudine, un presentimento che qualcosa di oscuro possa capitare da un momento all’altro.

Joseph Engel e Sara Montpetit in Falcon Lake
Joseph Engel e Sara Montpetit in Falcon Lake

In conclusione

Una pellicola splendidamente diretta, sebbene a tratti possa risultare eccessivamente lenta, rendendola una visione impegnativa per un pubblico generalista poco incline all’attesa e al silenzio. Charlote Le Bon si rivela una cineasta eccellente, capace di narrare una storia complessa a livello emotivo e adolescenziale con maestria registica sopraffina.

Note positive

  • Regia
  • Sceneggiatura
  • Gestione dei vari generi
  • Interpretazione di Sara Montpetit

Note negative

  • A tratti risulta eccessivamente lento
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Stefano Del Giudice
Stefano Del Giudice

Laureatosi alla triennale di Scienze umanistiche per la comunicazione e formatosi presso un accademia di Filmmaker a Roma, nel 2014 ha fondato la community di cinema L'occhio del cineasta per poter discutere in uno spazio fertile come il web sull'arte che ha sempre amato: la settima arte.

Articoli: 930

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