La Storia (2023). La Conferenza stampa Rai

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La Storia” è una serie televisiva ambientata nel quartiere San Lorenzo a Roma, nella vigilia della Seconda guerra mondiale. La protagonista è Ida Ramundo, una maestra elementare vedova con un figlio adolescente di nome Nino. Ida, temendo la deportazione a causa delle sue origini ebree, decide di nascondere la sua identità. Tuttavia, dopo l’ingresso dell’Italia nella guerra, Ida subisce una violenta aggressione da parte di un soldato tedesco ubriaco.

La serie, firmata da Francesca Archibugi e basata sull’omonimo romanzo del 1974 di Elsa Morante, offre uno sguardo su questo periodo cruciale della storia attraverso le vicende personali dei personaggi. Il cast include Jasmine Trinca, Elio Germano, Asia Argento, Lorenzo Zurzolo, Francesco Zenga e Valerio Mastandrea. I primi due episodi della serie sono stati presentati in anteprima mondiale alla Festa del Cinema di Roma e il primo è stato rilasciato direttamente su Rai Play, mentre la serie debutta su Rai Uno dal 8 gennaio 2024.

“La Storia” è una coproduzione tra Picomedia e la società francese Thalie Images in collaborazione con Rai Fiction. La sceneggiatura è stata sviluppata da un team composto da Giulia Calenda, Ilaria Macchia, Francesco Piccolo e Francesca Archibugi. La serie affronta tematiche importanti legate alla guerra, all’identità e alle relazioni umane in un contesto storico complesso.

La storia (2023) - Il cast
La storia (2023) – Il cast

Il 5 gennaio 2024, alle ore 12, presso la Sala A Sergio Zavoli in Viale Mazzini 14, si è svolta la conferenza stampa sulla serie, alla quale hanno partecipato: Franceso Nardella per la Rai, Roberto Sessa, Ceo Picomedia, Francesca Archibugi, regista, Francesco Piccolo, sceneggiatore, Giulia Calenda, sceneggiatrice, Jasmine Trinca, Elio Germano, Asia Argento.

Alcune dichiarazioni:

Franceso Nardella – Produttore RAI

Il legame tra la letteratura e la produzione televisiva rappresenta uno dei pilastri fondamentali di Rai Fiction, sia nel passato che nel presente. Abbiamo collaborato con numerosi autori, ritenendo che questo approccio sia cruciale, in quanto contribuisce al senso stesso di servizio pubblico. In questa occasione, ci concentriamo su uno dei romanzi più significativi del XX secolo. Pubblicato nel 1974, questo romanzo ha raggiunto immediatamente un milione di copie e ha continuato a vendere considerevolmente nel corso degli anni. Nonostante il successo commerciale, ha ricevuto un’accoglienza critica mista, con alcuni elogi e alcune critiche dovute a una visione ideologica che ha prevalso sulla valutazione non ideologica della scrittura di Morante.

Affrontare la Storia, intendendo sia la storia collettiva con la “S” maiuscola che la storia delle persone comuni con la “s” minuscola, è una prospettiva che permette ai grandi romanzi di trasformarsi in capolavori duraturi. Gli scrittori, in un certo senso simili a sciamani, riescono a intercettare non solo il passato e il presente, ma anche il futuro. Questa caratteristica è particolarmente vera per il romanzo in questione, che contiene temi rilevanti per il nostro tempo. Oltre a esplorare temi positivi come fratellanza, maternità e solidarietà, il romanzo affronta anche la realtà della guerra, come nel caso del bombardamento a San Lorenzo.

Affrontare questa sfida insieme agli altri co-produttori è stato inizialmente intimidatorio. Abbiamo quindi optato per la formazione di un team di eccellenza, iniziando dalla scrittura con sceneggiatori di comprovata qualità, con i quali avevo già collaborato in passato. Francesca Archibugi ha poi creato un “dream team” di attori, alcuni dei quali quasi esordienti, e un cast tecnico di alto livello, compreso il nostro direttore della fotografia. L’impegno produttivo è stato notevole, ma il risultato finale è stato all’altezza delle aspettative.

Roberto Sessa – Ceo Picomedia

Non sono stato l’unico produttore a cercare di acquisire i diritti di questo straordinario romanzo. La sfida è stata oggettivamente difficile, poiché diversi produttori avevano tentato negli anni precedenti, e si era verificato un problema comune negli anni ’80 e ’90. In molti casi, i produttori fallivano, e con il fallimento andavano perduti tutti i documenti e i contratti necessari. Questo è ciò che è successo con il produttore dell’ultimo film di Luigi Comencini “La Storia”. Il produttore è fallito, e poiché Elsa Morante aveva gestito direttamente l’accordo senza intermediari, nessuno conosceva esattamente i dettagli di quei contratti, la loro durata, e se i diritti del romanzo erano tornati agli eredi. Questa situazione è stata un ostacolo, un elemento che ha scoraggiato altri produttori dal tentare di acquisire i diritti. Abbiamo impiegato nove mesi per rintracciare i documenti smarriti, e da qualche mese i diritti sono tornati agli eredi. Abbiamo dovuto negoziare con loro per ottenere l’autorizzazione a realizzare il film.

La trasposizione di questo romanzo, considerato tra i cento più importanti mai scritti, è stata un’impresa complessa e gravosa, con una responsabilità enorme. La Rai è stata fin da subito molto collaborativa, ma non è bastato, poiché si tratta di una vera coproduzione europea, coinvolgendo anche partner francesi e Beta Film, che ci ha assistito nelle vendite internazionali. È stata un’importante produzione, con un budget di circa diciassette milioni di euro, finanziato insieme ai nostri partner.

Giulia Calenda – Sceneggiatrice

Non ho visto la serie di nonno e sceneggiata da mia madre su “La Storia” e quando mi hanno proposto di sceneggiare “La Storia” non potevo vederla per non farmi influenzare. Ho dei ricordi che mi sono tornati mentre scrivevo di quando andavo sul set con mia madre, la sceneggiatrice, qualche cosa mi ricordo. Indubbiamente è un romanzo che fa parte della mia storia ma ho preferito non vederla. 

Ilaria Macchia – Sceneggiatrice

Ho visto la serie di Luigi Comencini per non dimenticarla, ma sono trascorsi molti anni, e nel frattempo il modo di scrivere per le serie televisive è cambiato. Inoltre, i tempi attuali sono diversi da quelli di Luigi Comencini, quindi dovevamo avere il libro vicino a noi, raccontare quella storia nei nostri tempi, per renderla vicina a noi. Questo è stato uno dei nostri primi pensieri: capire cosa stavamo comunicando rispetto al presente. L’esperienza di scrittura è stata naturalmente bellissima, poiché il libro era completo e adattarlo per la televisione è stato relativamente facile, dato che il libro conteneva tutto ciò che era necessario: i personaggi, i temi, tutto ciò che era importante dire era già presente nel libro. Abbiamo fatto uno sforzo di selezione e composizione, ma è stato facile confrontarsi con la sfida di rispettare il testo originale senza renderlo limitante per uno sceneggiatore.

Jasmine Trinca

È stato un lavoro di collaborazione continuativa per tutta la durata di questo progetto, che, nonostante sia una serie, mi viene da definire come un film per come è stato girato. Elsa Morante è una figura temibile, quindi venire a parlare di come ho costruito il personaggio di Ida apre il terreno sotto i miei piedi. La storia era già completa; mia figlia si chiama Elsa proprio in omaggio a Elsa Morante. Essendo di Testaccia, dove una parte del racconto è ambientata, la storia mi parlava da ogni angolo. Quando mi è stato proposto questo ruolo, è sembrato che fosse qualcosa che stessi aspettando da tutta una vita. Ida era davvero mia, e sembrava un’opportunità straordinaria per raccontare la storia da un punto di vista e con una voce femminile, considerando che la storia è solitamente raccontata dagli uomini. La storia di Ida, di una donna povera, sfortunata e insofferente, che temeva di appartenere al mondo, poteva diventare un personaggio epico. Questa epicità dei disgraziati, degli ultimi che Morante guarda con un amore immenso, mi ha spinto con molta umiltà a prendere parte a questo progetto. È stato un lavoro che ho sentito profondamente e che è durato sei mesi. Per una strana connessione, qualcosa è diventato carne, e c’è una citazione molto bella di Morante sulla precognizione: Ida aveva qualcosa che non passava attraverso l’intelletto, ma attraverso il suo corpo. Penso che il mio corpo sia diventato parte di quella cosa. Il racconto di Ida non è mai individuale, ma parla di collettività, della guerra che colpisce sempre i poveri, perché la guerra è fatta dai potenti, una banalità che non dobbiamo mai dimenticare.

Elio Germano

Il fatto che le guerre ci facciano ancora, che ancora subiamo la propaganda, la retorica, di chi vuole farci passare una guerra per giusta quando evidentemente a subire la guerra sono le persone che non ne sanno niente e subiscono le decisioni fatte dai privilegi altrui, quindi questo è un fatto che ci ha riportato anche noi attori a rivivere alcune situazioni che le persone stanno vivendo in altre parti del mondo. Dal punto di vista professionale nel leggere la sceneggiatura ho notato, che a causa di questa propaganda continua, che non siamo più abituati a questi personaggi che non sono da subito eroi o antieroi, che sono capaci di fare le più grandi sciocchezze e dei grandi gesti eroici, come quei personaggio della commedia all’italiana del passato. 
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Stefano Del Giudice
Stefano Del Giudice

Laureatosi alla triennale di Scienze umanistiche per la comunicazione e formatosi presso un accademia di Filmmaker a Roma, nel 2014 ha fondato la community di cinema L'occhio del cineasta per poter discutere in uno spazio fertile come il web sull'arte che ha sempre amato: la settima arte.

Articoli: 890

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