Lupin 2 (2021): Il ritorno del ladro gentiluomo che ha stupito la Francia

Trailer Ita della seconda parte di Lupin

“Se tocchi mio figlio… Ti uccido”.

cit. Assane Diop

Trama Lupin 2

Ci eravamo lasciati dopo la prima stagione con il fiato sospeso, davanti ad Assane Diop che vede sparire suo figlio sotto i propri occhi, rapito da uno degli scagnozzi di Pellegrini. Questa seconda parte riparte proprio da qui.

Adesso è giunto il momento di fare sul serio. Il desiderio di vendetta che Assane nutre nei confronti di Hubert Pellegrini ha consumato la sua famiglia. Ora si trova con le spalle al muro e deve escogitare un nuovo piano, anche se ciò potrebbe significare mettere in pericolo sé stesso e la sua identità. L’obiettivo principale resta salvare suo figlio, senza però dimenticare i torti subiti da suo padre e dalla sua famiglia a causa di Pellegrini.

Assane è pronto a tornare in azione, per sistemare la sua vita distruggendo quella dei suoi nemici, ad iniziare dall’uomo che ha incastrato suo padre molti anni prima e che ancora oggi non ha smesso di truffare gli altri.

Recensione Lupin 2

La seconda parte della storia adrenalinica di Assane Diop rilasciata da Netflix, inizia fin da subito con l’azione che avevamo lasciato nei primi giorni del 2021, quando arrivò la prima parte. Ma, almeno nell’inseguimento iniziale proposto, manca quella miccia che rende il tutto più entusiasmante e avvincente. I primi due episodi scorrono grazie a un ottimo montaggio, ma la sceneggiatura pecca sotto alcuni punti di vista.

Superate queste prime due puntate, le altre tre tornano a livelli altissimi e già visti nella prima parte. Corse contro il tempo, adrenalina a non finire, fughe per scappare dalla polizia e la missione di Diop che cerca ancora una volta d’incastrare Pellegrini, tornano al centro della storia e così non rimane più spazio per i ripensamenti o per gli sbadigli, ma tutt’altro. Si è costretti a restare con gli occhi incollati allo schermo per non perdere neanche un dettaglio delle gesta del ladro gentiluomo, perché lo sappiamo: a Lupin, o meglio, ad Assane, basta davvero poco per avere un’idea geniale.

Se la prima stagione di Lupin scorreva leggermente, soprattutto per il fatto che non eravamo ancora a conoscenza degli infiniti retroscena della vita di Assane, questo proseguimento appare a primo impatto più contorto da seguire. Si entra nel centro dell’azione, ma soprattutto si va verso la risoluzione del caso che presto dimostrerà alla Francia chi sia il vero colpevole all’interno di questa storia.

Anche in questa seconda stagione si fa molto ricorso ai flashback che ci riportano nel 1995, quando Assane e l’amico Benjamin erano ancora due adolescenti, che però non si tiravano indietro di fronte alle ingiustizie, ma soprattutto amavano il rischio. Attraverso questi ricordi, la regia permette di approfondire i diversi legami costruiti da Diop fin da ragazzino con sua moglie, con la figlia di Pellegrini e con le mille strade scoperte per sfuggire alle conseguenze delle sue azioni.

Il montaggio fa il resto. Incolla lo spettatore allo schermo raccontando lo sviluppo e la nascita di avvenimenti accaduti anche alcuni giorni prima, solo dopo che sono accaduti. Così come il trailer aveva mandato molti di noi in confusione, queste scelte tecniche servono a mascherare al pubblico quali siano le reali mosse sulla scacchiera di Assane e quali i suoi infiniti trucchi. Molto spesso anche lo spettatore sembra essere una pedina mossa da Assane, confuso e totalmente fuori strada rispetto a ciò che sta per accadere.

I vari personaggi che avevamo iniziato a conoscere nella prima stagione, qui vengono approfonditi, sia dal punto di vista psicologico che emozionale. Assane continua ad essere un personaggio complesso e misterioso, che scopriremo solo via via durante le puntate; ma viene posta maggior attenzione sul punto di vista di Raoul e sua madre Claire e di come essi vivano la doppia vita di Diop. Juliette – figlia di Pellegrini – ricompare nella vita sentimentale di Assane, che però finge di provare un sentimento nei suoi confronti, per raggiungere il suo scopo, perché in realtà continua ad amare la sua ex moglie.

Ciò che prevale per quasi la totalità degli episodi, è ancora una volta la tensione che che si riversa su tutti i vari personaggi, accompagnata da una colonna sonora incalzante che travolge lo spettatore, mantenendo il ritmo elevato e adrenalinico delle scene che vengono presentate, spaziando tra hip-hop e rap degli anni ’70, concludendo poi con una vena classica nell’ultimo episodio della stagione.

Come già avvenuto nella prima parte, la fotografia e la scenografia rendono mozzafiato ogni inquadratura, ma soprattutto ogni corsa tra le vie di Parigi, distraendo spesso il pubblico grazie a colori caldi e panorami mozzafiato che si alternano tra le acque della Senna e l’Arco di Trionfo.

Ancora non è stata ufficializzata una terza stagione, ma visto la conclusione di questa parte e soprattutto i grandi ascolti e critiche positive ricevute, sicuramente Netflix starà lavorando come suo solito in gran segreto e noi non possiamo far altro che aspettare, consapevoli che qualora arrivasse, si tratterà ancora una volta di un prodotto meritevole.

“Non preoccuparti. Non mi vedrete, ma veglierò su di voi”.

cit. Assane Diop

Note Positive

  • Ritmo incalzante
  • Regia, montaggio e fotografia ben curati
  • Sceneggiatura non impeccabile, ma ben fatta
  • Sviluppo dei personaggi

Note Negative

  • Sottotono rispetto alla prima parte
  • Si perde in alcuni frangenti distraendo lo spettatore

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