La Ligne – La linea invisibile (2022): racconto di una famiglia disfunziale.

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Il trailer di La ligne – La linea invisibile

Presentato in concorso alla 72° edizione del Festival di Berlino, alla 23° edizione del Napoli Film Festival e al Longtake Interactive Film Festival 2022, il film vede protagoniste le attrici Stéphanie Blanchoud e Valeria Bruni Tedeschi alle prese con un complesso e atipico rapporto madre-figlia, dirette dalla regista svizzera Ursula Meier, già autrice di “Home” selezionato per la Semaine de la Critique al Festival di Cannes e insignito di numerosi premi e riconoscimenti internazionali, e del pluripremiato “Sister”, che ha ricevuto il Premio speciale della Giuria al Festival Internazionale del cinema di Berlino ed è stato nominato come Miglior Film Straniero per l’Independent Spirit Awards. Ursula Meier è stata inoltre insignita del Premio FICE del Cinema Europeo 2022 con la seguente motivazione: “Autrice abilissima nel collegare uno sguardo personale e tagliente sulle dinamiche familiari, una brillante direzione degli attori e uno stile di regia raffinato e coinvolgente.”

 La Ligne - La linea invisibile: La regista Ursula Meier
La Ligne – La linea invisibile: La regista Ursula Meier

La trama di La Ligne – La linea invisibile.

Margaret(Stéphane Blanchoud) ha 35 anni e una lunga storia di abusi fisici e psicologici alle spalle. Dopo una violenta discussione con la madre(Valeria Bruni Tedeschi) che porta quest’ultima a denunciarla, il giudice  impone  a Margaret un ordine restrittivo, in attesa del processo dovrà stare a cento metri lontano dalla madre. Questa separazione imposta getterà Margaret in un fragile stato emotivo, creandole il desiderio di stare vicino alla famiglia il più possibile. La situazione la porterà a rivalutare molti suoi comportamenti e le conseguenze di questi.

La recensione di La Ligne – La linea invisibile

Con La Ligne – La linea invisibile la regista Ursula Meier scrive e dirige un film intenso, intimo ed essenziale. Affronta prevalentemente le tematiche disfunzionali legate al nucleo familiare, ma anche le dinamiche dei traumi subiti e delle occasioni mancate. La regista riesce a delineare le tematiche con una sceneggiatura non banale, ma nel contempo lineare ed ermetica. Uno sviluppo narrativo che si evolve e si plasma attorno ai personaggi. Punta molto sulla fotografia, lavora infatti su alcune riprese on-screen e off-screen sulla gestione degli spazi per rendere più o meno claustrofobiche le situazioni, delineando confini visibili e invisibili.

 La Ligne - La linea invisibile: una scena del film
La Ligne – La linea invisibile: una scena del film

Con un’eccellente interpretazione Valeria Bruni Tedeschi raffigura una madre egoista e immatura, che ha avuto le tre figlie da giovane e incolpa loro per i propri fallimenti. Tra le tre è proprio il rapporto con la maggiore a essere il più incrinato. Infatti è la rabbia incontrollata di Margaret che la regista porta al centro del film. Viene utilizzata come espediente narrativo per caratterizzare il rapporto di amore e odio che ha con la madre, fatto di continue tensioni e non detti. Il personaggio di Margaret dovrà scontrarsi con questa linea immaginaria che crea non soltanto un distacco effettivo, ma anche uno affettivo con il quale il dovrà confrontarsi. Lei è una combattente e le sue su tante cicatrici emotive si riflettono sugli scontri dovuti ai suoi scatti d’ira. Molto interessante il personaggio di Marion, la minore delle sorelle, che viene utilizzato da “mediatrice”, come un ponte tra due mondi, in questo lungo periodo di distanza tra i componenti della famiglia e Margaret. Funzionale anche la colonna sonora che riflette le emozioni dei personaggi perse nelle pieghe di ricordi, dolori e nostalgia.

Un posto importante nel film è il rapporto con la musica, collegamento e il filo conduttore tra i personaggi. La musica è l’unica eredità positiva che la madre ha trasmesso a Margaret e che a sua volta trasmette a Marion. La musica riempie Margaret di una mancanza affettiva e sostituisce la sua incapacità di parlare o analizzare. Rivela anche una sfaccettatura a priori insospettabile del personaggio, una ricchezza e un talento pieni di fragilità e dolcezza che contrastano con la violenza di cui è capace e che solo il suo compagno ha imparato a disin- nescare. È lui, per lo spettatore, la finestra di accesso a Margaret. Riesce a comprenderla nei suoi lati oscuri e capisce come, quando è ferita, attacca e colpisce invece di parlare. Non sopporta di vederla distruggersi e teme sempre che le accada il peggio. Anche se potrebbe ancora nutrire dei sentimenti amorosi, ha interrotto la sua relazione con lei. Viverle accanto stava diventando troppo difficile, se non impossibile. E tornando a vivere da lui, Margaret si confronta con tutto ciò che ha sprecato: il suo talento musicale inespresso ma anche la sua storia d’amore con lui.

Ursula Meier
La Ligne – La linea invisibile: una scena del film

In conclusione

Il film La Ligne – La linea invisibile porta sullo schermo in maniera cruda e diretta, un’ interessante costruzione ed analisi delle tematiche familiari con un eccellente cast. Una pellicola emozionale, che riesce a far scaldare l’anima dei personaggi sotto le cicatrici della vita, catturandone l’emozione.

Note positive

  • cast
  • sceneggiatura
  • tematiche

Note negative

  • /
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Tatiana Coquio
Tatiana Coquio

Amo alla follia la settima arte, la sceneggiatura è ciò che mi interessa di più in un film, tanto da aver fatto degli studi in merito.
Star Wars fan da una vita e serie TV addicted.
Lettrice e scrittrice compulsiva, sempre pronta ad appuntare note e pensieri un po' ovunque, quando posso viaggio per il mondo accompagnata dal mio fido ipod e una colonna sonora a tema.

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