Regina Cleopatra (2023). L’ultima sovrana d’Egitto

La produttrice esecutiva Jada Pinkett Smith presenta una docuserie sulla vita di note e leggendarie regine africane. Questa stagione si concentra sulla regina Cleopatra, la più famosa, potente e incompresa donna del mondo, oltre che una regina audace, la cui bellezza e legami amorosi finirono per oscurare il suo vero punto di forza: l'intelletto. Cleopatra è diventata un mito, costantemente arricchito e rivisitato nel corso della storia. Ora la nostra serie rivaluta la sua irresistibile storia, il suo genio politico e le problematiche relative al suo retaggio, che rimangono oggetto di molti dibattiti.
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Locandina di Regina Cleopatra

Regina Cleopatra

Titolo originale: Queen Cleopatra

Anno: 2023

Paese: Stati Uniti d’America

Genere: documentario

Casa di Produzione: Nutopia

Distribuzione italiana: Netflix

Ideatore: Jada Pinkett Smith

Stagione: 1

Puntate: 4

Regia: Tina Gharavi, Victoria Adeola Thomas

Sceneggiatura: –

Fotografia: Sean Francis

Montaggio: Nigel Bunyan

Musica: Michael ‘Mikey’ J Asante

Attori: Adele James, Craig Russell, Nada El Belkasmi, Sami Fekkak

Trailer originale della miniserie Regina Cleopatra

Sbarca l’8 maggio 2023 su Netflix la serie documentaria storica Regina Cleopatra, incentrata sulla storia dell’ultima sovrana d’Egitto, Cleopatra Tèa Filopàtore vissuta dal 69 a.c. al 30 a.c. all’Alessandria D’Egitto, una docuserie che rientra dentro un progetto più ampio di Netflix, quello di raccontare la vita di note e leggendarie regine Africane. La serie, composta da quattro puntate, prodotta dall’attrice e imprenditrice statunitense, originaria della Giamaica e delle Barbados, Jada Pinkett Smith, che riveste anche il ruolo di voce narrante, si è trovata, ancor prima della sua uscita in streaming al centro di numerose e afferrate critiche provenienti dal Supremo Consiglio per le Antichità Egizie, che ha attaccato Netflix riguardo la scelta, effettuata dalla serie, di rappresentare esteticamente la discendenza Tolemaica e la Regina Cleopatra con lineamenti marcatamente africani di etnia nera. 

Trama de Regina Cleopatra

Cleopatra è stata l’ultima sovrana della dinastia tolemaica a regnare in Egitto ed è anche l’ultima di tutta l’età ellenistica, la cui fine viene fatta coincidere con la sua morte, quella di una lungimirante regina che ha saputo far prosperare la sua nazione, attraverso un attenta politica espansiva e accentratrice, in un contesto storico alquanto complesso, segnato dall’avanzare dell’egemonia della Repubblica romana nel Mar Mediteranno. Cleopatra Tèa Filopàtore fu un abile diplomatica dei suoi tempi, riuscendo a instaurare delle intense relazioni diplomatiche con la Repubblica romana, vantaggiose sia per la sua patria sia per la sua leadership e quella dei propri figli come Cicerone, nato da una relazione sentimentale con il generale dei romani Giulio Cesare, e poi con Marco Antonio, con cui intraprese una relazione sentimentale importante che gli donò tre figli. La sua relazione con Marco Antonio la portò a scontarsi con Ottaviano Augusto, interessato a fondare l’impero romano. 

Fotogramma della miniserie Regina Cleopatra
Fotogramma della miniserie Regina Cleopatra

Recensione de Regina Cleopatra

Spesso si opta a credere che il documentario debba per forza essere basato sulla verità dei fatti. Questa però non è la verità, poiché un documentario non è un report giornalistico che deve descrivere i fatti per quello che sono, in maniera oggettiva, ma bensì, è un prodotto narrativo filmico, soggettivo, in un cui un regista o sceneggiatore adotta, a suo piacimento, un determinato punto di vista, al fine di donare la propria interpretazione dei fatti. L’autore dei documentari sceglie con cura i materiali a sua disposizione, usando solo quelli favorevoli alla sua tesi narrativa, scartando tutte quelle informazioni che non donano forza alla propria tesi. Il documentarista trasforma, dunque, la realtà dei fatti, distorcendola (a volte) per creare una narrazione poggiata sulla propria visione soggettiva di un determinato aspetto della realtà osservata. Quindi, quando ci si accinge a visionare un docufilm o una docuserie bisogna tenere in conto questo aspetto strutturale del genere, comprendendolo bene la differenza tra servizio giornalistico, dal carattere oggettivo (almeno così dovrebbe essere), e documentario filmico, avvezzo alla distorsione, almeno in parte, degli eventi. 

La serie Regina Cleopatra prende vita da un obiettivo narrativo, quello d’impostare e di mostrare Cleopatra Tèa Filopàtore come una regina africana, è per farlo è stato deciso di donargli una carnagione nera, sfruttando un argomentazione carente e incerta sulle sue origini, soprattutto quelle lato materno, che attualmente, in data 2023, nessun studioso conosce. Di Cleopatra sapiamo solo l’origine greca – macedone della famiglia Tolemaica, ma non se questa, nel corso della propria storia genealogica, sia entrata in contatto con altre etnie, come quelle africane. Dunque ritenere Cleopatra di etnia africana potrebbe anch’essere possibile, anche se è più probabile che possedesse un aspetto etnico mediterraneo. Su questa disconoscenza dell’albero genealogico completo viene optata la scelta di donare un colore scuro alla Sovrana D’Egitto. Una scelta che però non ha trovato il plauso dal Supremo Consiglio per le Antichità Egizie che si è infuriato per questa decisione narrativa e simbolica adottata dalla produzione e da Netflix.

Il Segretario Generale del Supremo Consiglio per le Antichità conferma che la regina Cleopatra aveva la pelle chiara e lineamenti ellenici (greci). La rappresentazione è una falsificazione della storia egizia e un palese errore storico, soprattutto perché lo show è classificato come documentario e non come opera drammatica, il che si chiede ai responsabili della sua produzione di indagare sull’accuratezza storica e fare affidamento su dati storici e fatti scientifici per garantire che la storia e le civiltà non vengano falsificate. L’atteggiamento di rifiuto che precede l’uscita nasce dalla volontà di difendere la storia della regina Cleopatra VII, la quale è una parte importante e autentica della storia antica dell’Egitto, e lontana da ogni razzismo etnico, nel pieno rispetto per le civiltà africane e per i nostri fratelli nel continente africano che ci riunisce tutti. 

La replica non si fatta attende dalla regista Tina Gharavi, che rimarca le proprie scelte autoriali riguardo alla miniserie. Dichiarando ciò: Dopo molte discussioni e innumerevoli audizioni, abbiamo trovato Adele James, un’attrice che poteva trasmettere non solo la bellezza di Cleopatra, ma anche la sua forza. Ciò che gli storici possono confermare è che è più probabile che Cleopatra assomigliasse ad Adele di quanto non lo fosse Elizabeth Taylor. 

Oltre le critiche

Tralasciando le critiche storiche che possono essere fatte alla serie, ritenendo però che il documentario filmico è un genere filmico e dunque non attinente, obbligatoriamente, alla realtà dei fatti, passiamo a trattare la docuserie, una docuserie che pone il proprio obiettivo di mostrare Cleopatra, donna nera africana e sovrana d’Africa, come una femmina moderna, forte e autoritaria, come poche sovrane della storia lo sono state. La docuserie pone l’accento, spesso e volentieri, sulla condizione femminile dell’epoca, paragonando la cultura Egizia a quella Romana. Nella prima la donna è uguale al “maschio”, possedendo i suoi medesimi diritti, come quello di governare il proprio popolo, non a caso Cleopatra è la dittatrice divina dello stato d’Egitto. A Roma, invece, non esiste la dittatura ma una sorta di democrazia repubblicana in cui le donne, però, non hanno nessun peso politico, venendo trattate come esseri inferiori da parte degli uomini, che fanno il cattivo e il buon tempo del loro stato. Le donne, nella vita politica romana sono solo mere comparse, prive di qualsiasi tipo di potere decisionale, venendo relegate solo alla cura domestica dei figli e delle proprie abitazioni. La vittoria di Ottaviano su Cleopatra dunque segnerà la fine di un luogo avanguardistico, che riconosceva la parità dei sessi, un evento cancellato dal tempo e che, con estrema difficoltà, abbiamo saputo riconquistare negli anni. 

La storia della regina egizia ci viene narrata tramite l’uso di materiale girato a nuovo, che a valenza di film, sia attraverso alcune interviste a degli storici affermati su Cleopatra, ovviamente scelti per marcare la chiave di lettura prestabilita dalla serie. Il documentario, attraverso questo mix di genere, riesce a possedere un ottimo ritmo, facendoci seguire, anche grazie a un linguaggio semplice, la storia della Regina di Alessandria D’Egitto. L’unica reale pecca sono le interpretazioni del cast, a tratti dal sapore di soap opera. Gli attori non sempre riescono, anche a causa di una regia non sempre eccelsa, a indossare i panni dei personaggi che devono interpretare, soprattutto quelli che rivestono i panni di Giulio Cesare, Ottavino e Marco Antonio.

Fotogramma della miniserie Regina Cleopatra

In conclusione

Regina Cleopatra è una serie discreta, che mette in luce alcuni elementi interessanti sulla vita della sovrana. Ovviamente, dopo la visione, se uno è interessato a questo personaggio, si consiglia di approfondire, da soli e sui libri, queste parte di storia egizia, per avere uno sguardo più completo su Cleopatra e, soprattutto, più veritiero.

Note positive

  • Montaggio
  • Semplicità narrativa che ci permette di comprendere bene la storia

Note negative

  • Le interpretazioni non sempre sono eccelse
  • La regia poteva e doveva osare di più
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Stefano Del Giudice
Stefano Del Giudice

Laureatosi alla triennale di Scienze umanistiche per la comunicazione e formatosi presso un accademia di Filmmaker a Roma, nel 2014 ha fondato la community di cinema L'occhio del cineasta per poter discutere in uno spazio fertile come il web sull'arte che ha sempre amato: la settima arte.

Articoli: 925

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