
Non drammatizziamo…è solo questione di corna
Titolo originale: Domicile Conjugal
Anno: 1970
Nazione: Francia
Genere: Commedia, Sentimentale
Casa di produzione: Les Films du Carrosse
Distribuzione italiana: Fida Cinematografica
Durata: 87 minuti
Regia: François Truffaut
Sceneggiatura: François Truffaut, Bernard Revon
Fotografia: Néstor Almendros
Montaggio: Agnès Guillemot
Musiche: Antoine Duhamel
Attori: Jean-Pierre Léaud, Claude Jade, Daniel Ceccaldi, Hiroko Berghauer
Trailer di “Non drammatizziamo…è solo questione di corna”
Informazioni sul film e dove vederlo in streaming
Non drammatizziamo… è solo questione di corna (1970), titolo originale Domicile conjugal, è una commedia sentimentale diretta da François Truffaut, che segna il quarto capitolo della celebre saga di Antoine Doinel, il personaggio interpretato da Jean-Pierre Léaud. Il titolo italiano è stato scelto per adattarsi alla stagione della Commedia sexy, all’epoca popolare in Italia, e per attrarre un pubblico legato a quel tipo di film. Ma nonostante ciò, il film mantiene la profondità emotiva tipica della regia di Truffaut, che riesce a trattare con leggerezza temi complessi come l’infedeltà e le sfide del matrimonio.
Il film, pur non avendo ricevuto grandi premi internazionali, è stato comunque apprezzato dalla critica, essendo stato inserito nella lista dei miglior film stranieri del National Board of Review Awards del 1971.
Trama di “Non drammatizziamo…è solo questione di corna”
Dopo l’unione nel capitolo precedente, Baci rubati, Antoine (Jean-Pierre Léaud) e Christine (Claude Jade) vivono una vita coniugale apparentemente tranquilla. Lei dà lezioni di violino a domicilio, mentre lui colora fiori per poi rivenderli ai fiorai. La loro routine, però, è destinata a essere interrotta quando emergono diverse difficoltà legate alla loro immaturità e al tentativo di adattarsi a una società in continuo cambiamento, che metteranno a dura prova il loro matrimonio.
Recensione di “Non drammatizziamo…è solo questione di corna”
Non drammatizziamo…è solo questione di corna (Domicile Conjugal), girato a Parigi all’inizio del 1970 e uscito nelle sale a settembre dello stesso anno, riporta sul grande schermo le vicende di Antoine Doinel, vero e proprio alter ego del regista François Truffaut. Se ne I 400 colpi, Antoine e Colette e Baci rubati avevamo seguito il protagonista, interpretato da Jean-Pierre Léaud, nel suo percorso di crescita dall’infanzia fino alla maggiore età, in Domicile Conjugal il tema centrale, come suggerisce il titolo, è la difficile convivenza tra Antoine e sua moglie Christine (Claude Jade).
Nonostante la loro ostentata ricerca di stabilità – emblematico è l’inizio del film, in cui Christine sottolinea di essere ormai “signora, non signorina”, mentre Antoine ribadisce più volte il desiderio di costruire una famiglia – il loro rapporto si rivela fragile. La loro immaturità emerge nella difficoltà di gestire la quotidianità e le responsabilità della vita adulta: significativa, in questo senso, è la scena in cui, a corto di provviste, finiscono per mangiare l’omogeneizzato del figlio, un gesto che simboleggia la loro incapacità di emanciparsi del tutto dall’adolescenza. Allo stesso tempo, i due giovani devono fare i conti con la precarietà professionale e con un mondo in rapido cambiamento, come quello della Parigi degli anni ’70, segnata dal fermento post-’68 e dalle politiche di modernizzazione promosse dal neo-presidente Georges Pompidou.
L’adattamento dei personaggi alle nuove tecnologie moderne è messo in evidenza da Truffaut attraverso l’inserimento nella narrazione di un finto cameo del personaggio Tatiano di Monsieur Hulot – qui interpretato da Jacques Cottin – nell’intento di salire goffamente su un treno in arrivo. Sottilmente ironica è anche la scena all’interno della sala d’attesa di un’azienda, dove i rumori della poltrona e del pavimento, uniti al disagio di Antoine, ricordano le gag dello stesso Monsieur Hulot in film come Mon Oncle (1958) e Playtime (1967).
La difficoltà di Antoine e Christine nell’adattarsi alla società moderna si riflette anche nel loro percorso lavorativo. Christine è una musicista e insegna violino a domicilio, mentre Antoine sogna di diventare scrittore, ma per guadagnarsi da vivere colora artificialmente fiori bianchi per poi rivenderli ai fiorai. Il protagonista è tormentato da una smania di libertà e creatività, ma è costretto a piegarsi alle esigenze del mondo lavorativo: accetta infatti un impiego in una società americana come collaudatore di modellini, ottenuto quasi per caso dopo un’improbabile conversazione in inglese e grazie a un’errata raccomandazione.
Truffaut inserisce così le vicende di Antoine Doinel nel più ampio contesto della Francia degli anni ’70, un periodo di profonde trasformazioni in cui i valori tradizionali vengono messi in discussione. Il personaggio di Antoine, con la sua inquietudine e la sua incapacità di conformarsi alle regole imposte dalla società, riflette lo spirito di una generazione ribelle e irrisolta, proprio come la Francia di quegli anni, guidata da De Gaulle prima e Pompidou poi, alla ricerca di un’identità autonoma tra l’influenza americana e il distacco dal blocco sovietico.
In conclusione
Non drammatizziamo…è solo questione di corna segna un importante capitolo della saga di Antoine Doinel, completata nel 1978 con L’amore fugge, e rappresenta un momento delicato nella vita del protagonista, segnato dal passaggio all’età adulta. La regia di Truffaut, efficace e mai ingombrante, unita alla fluidità del montaggio, contribuisce a un ritmo che rende il film scorrevole e dinamico. Questi aspetti tecnici lasciano ampio spazio a una brillante sceneggiatura e alle interpretazioni dei personaggi, quella di Jean-Pierre-Léaud su tutti.
Note positive
- Stile leggero e ironico con cui Truffaut affronta un tema complesso come quello del rapporto coniugale.
- La regia e la fluidità del montaggio favoriscono la continuità visiva, rendendo il racconto scorrevole e naturale.
- Le ottime interpretazioni di Claude Jade e Jan-Pierre Léaud, capaci di unire ironia e naturalezza.
Note negative
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| Regia |
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| Fotografia |
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| Sceneggiatura |
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| Colonna sonora e sonoro |
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| Emozione |
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| Interpretazione |
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SUMMARY
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3.5
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