Nostalghia (1983): Il connubio fra poesia e cinema

Nostalghia

Titolo originale: Ностальгия

Anno: 1983

Nazione: Italia, Russia

Genere: Drammatico

Casa di produzione: Rai 2, Sovinfilm, Mosfilm

Distribuzione italiana: Gaumont, Fonit cetra video

Durata: 2 ore e 5 minuti

Regia: Andrej Tarkovskij

Sceneggiatura: Andrej Tarkovskij, Tonino Guerra

Fotografia: Giuseppe Lanci

Montaggio: Erminia Marani, Amedeo Salfa

Musiche: Gino Peguri

Attori: Oleg Yankovskiy, Domiziana Giordano, Erland Josephson, Patrizia Terreno, Laura De Marchi, Delia Boccardo, Milena Vukotic

Trailer del film Nostalghia

Vincitore del Grand prix du cinéma a Cannes nel 1983, Nostalghia ci apre una porta nell’intimità del maestro russo Andrej Tarkovskij, regalandoci spunti di riflessione unici e citazioni di alto livello comprensivo.

Trama di Nostalghia

Andrej Gorčakov, un poeta di nazionalità russa, compie un viaggio in Italia per scrivere la biografia di un compositore suo connazionale. Qui Gorčakov verrà affiancato da Eugenia, la sua interprete, che gli darà la possibilità, portandolo un giorno a Bagno Vignoni, di conoscere Domenico, un uomo considerato matto da tutti poiché, tempo fa, si era segregato in casa assieme alla sua famiglia convinto che la fine del mondo fosse vicina. Incuriosito dalla sua storia, il poeta russo va a trovarlo e lì l’enigmatico folle gli affida un compito: attraversare la piscina del paese con una candela accesa. Domenico si reca poi a Roma, dove in piazza del Campidoglio tiene un monologo davanti a un pubblico di matti, concludendo dandosi fuoco e morendo. Andrej, invece, dopo una breve pausa di riflessione all’interno della chiesa di san Vittorino, decide di svolgere il compito affidatogli e, al terzo tentativo, una volta arrivato dall’altra parte della piscina con la candela accesa, viene colpito da un arresto cardiaco che lo porta alla morte.

Il protagonista durante l'ultimo atto del film Nostalghia
Il protagonista durante l’ultimo atto del film Nostalghia

Recensione di Nostalghia

Bisogna essere onesti: non sono tante le opinioni possibili su questo film, né tantomeno i commenti o le critiche, essendo oggetto di analisi non solo una pellicola, ma un mondo astratto creato dall’autore in cui prevale la poesia, poesia per mezzo di dialoghi, monologhi ma anche, perché no, oggetti, o inquadrature o ancora luoghi. Nostalghia si presenta infatti dinanzi ai nostri occhi come un quadro prospettico con l’obiettivo di risvegliare i nostri pensieri più intimi, portandoci sempre più a una riflessione interna e straziante, che non esclude nessun argomento in base all’interpretazione che si voglia dare a ogni frase. Un film intimo, sincero, che ci lascia entrare nella riservatezza e nel passato di uno dei più importanti registi del Novecento, Andrej Tarkovskij, che ci spiega senza filtri temi di grande rilevanza, quali l’esilio, l’ossessione, la tentazione, la follia o, come ci indica il titolo stesso, la nostalgia; ce li descrive in modo crudo e senza filtri, sbattendoci in faccia realtà che non vogliamo accettare, facendoci immergere nella sua reale esperienza.

Il suicidio di Domenico
Il suicidio di Domenico

È infatti bene ricordare il passato e la vita di questo artista, frastagliata e drammatica, contornata da un esilio per sua decisione che lo cambierà per sempre e influenzerà in modo irreparabile la sua vena creativa, riportandoci il tema del viaggio e della speranza non solo in Nostalghia, ma anche in Stalker o, anche, il tema della lontananza da casa nella sua pellicola più psichedelica e surreale, Solaris. Queste due ore di pura poesia, inoltre, vengono accompagnate da una regia piena di piani-sequenza millimetricamente studiati, regalandoci una regia morbida e indimenticabile, capace di tenere testa a una storia altrettanto superlativa, unita soprattutto da un uso della luce e dei colori ammaliante, che mai nessuno di noi dimenticherà.

In conclusione

Prima di affrontare questa pellicola, è vivamente consigliato avere alle spalle una solida preparazione in ambito cinematografico, in modo da avere delle basi solide abbastanza da reggere questa colonna portante della nostra amata settima arte.

Note positive

  • Regia impeccabile
  • Uso della luce e dei colori strabiliante
  • dialoghi e monologhi superlativi

Note negative

  • /

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