
I contenuti dell'articolo:
Pillion- Amore senza freni
Titolo originale: Pillion
Anno: 2025
Nazione: Regno Unito
Genere: Commedia, Drammatico, Erotico
Casa di produzione: BBC Film, British Film Institute (BFI), Element Pictures
Distribuzione italiana: I Wonder Pictures
Durata: 103 minuti
Regia: Harry Lighton
Sceneggiatura: Harry Lighton
Fotografia: Nick Morris
Montaggio: Gareth C. Scales
Musiche: Oliver Coates
Attori: Alexander Skarsgård, Harry Melling, Brian Martin, Georgina Hellier, Paul Tallis
Trailer di “Pillion- Amore senza freni”
Informazioni sul film e dove vederlo in streaming
Pillion – Amore senza freni segna il debutto nel lungometraggio di Harry Lighton ed è liberamente tratto dal romanzo Box Hill di Adam Mars‑Jones, qui riletto in una chiave contemporanea e pienamente cinematografica. Il cast vede protagonisti Alexander Skarsgård e Harry Melling nei ruoli di Ray e Colin, affiancati da Georgina Hellier e Brian Martin.
Il film è stato presentato in anteprima al Festival di Cannes 2025 nella sezione Un Certain Regard, dove Lighton ha conquistato il premio per la miglior sceneggiatura, un riconoscimento che sottolinea la solidità del suo lavoro di adattamento e la capacità di tradurre sulla pagina filmica le sfumature psicologiche del romanzo. Il successo è proseguito ai British Independent Film Awards 2025, dove l’opera ha trionfato come miglior film indipendente britannico e Lighton ha ottenuto il premio per la miglior sceneggiatura esordiente. Il film ha inoltre ricevuto riconoscimenti tecnici, tra cui quelli per costumi e trucco.
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Trama di “Pillion- Amore senza freni “
Colin, timido e introverso, vede la sua vita piacevolmente travolta dall’incontro con Ray, carismatico e fascinoso leader di un gruppo di bikers. Tra i due si instaura presto una relazione BDSM che vede Ray nel ruolo del padrone e Colin in quelli del suo devotissimo sottomesso. Sarà l’inizio di una storia d’amore inconsueta e travolgente, che cambierà profondamente entrambi.
Recensione di “Pillion- Amore senza freni “
Ci sono storie che restano e ci sono storie che evolvono.
In Pillion- Amore senza freni il regista Harry Lighton costruisce un racconto emozionale, sentimentale a tratti disturbante, che si muove lungo una fragile e sottile linea. La linea di un limite, quello che si frappone tra il sentirsi libero da determinati schemi e l’annullamento della propria persona. La pellicola suggerisce una domanda scomoda: fino a che punto il bisogno di essere guidati sia una forma di fragilità e quando invece ne diventa una scelta consapevole?
Difatti la relazione tra Colin e Ray è più complessa e sfaccettata delle apparenze e si trasforma, dapprima iniziando con una semplice connotazione erotico sessuale, per poi diventare altro, una sorta di laboratorio emotivo, dove entrambi i personaggi cercano di evolversi ed è qui che le dinamiche del film si fanno più sottili. La dinamica BDSM viene usata come espediente narrativo, infatti non è rappresentata come rottura delle norme, bensì come nuova architettura di regole.
Leighton accompagna questa ambiguità con una regia che lavora sui corpi e che ne privilegia la prossimità. Le scene più intime anche se esplicite, non cercano l’urgenza dello scandalo, ma vengono mostrate in una strana domesticità, una sorta di routine che trasforma “l’eccezione” nel semplice quotidiano. Harry Melling che convince nell’interpretazione dell’impacciato Colin, ne costruisce una figura attraversata da una timidezza naturale, che non coincide con ingenuità, ma con una profonda difficoltà ad essere ed occupare lo spazio. Il desiderio per lui non è un gesto di conquista, ma una forma di autorizzazione, è come se esistesse perché qualcuno ne definisce l’esistenza.
In una società che chiede costantemente di essere autonomi e produttivi, Colin trova paradossalmente sollievo in una struttura di comando chiara, quasi rassicurante. Difatti il mondo dei motociclisti è una microsocietà con un microcosmo rituale, con un ecosistema maschile rigidamente strutturato nel quale Colin entra come estraneo. Il suo non è tanto un percorso di iniziazione sessuale, quanto quello di apprendimento di un’identità sociale e ridefinizione del suo concetto di persona.
Ray, interpretato da un criptico Alexander Skarsgård, non viene caratterizzato come un dominatore monolitico, con la sua carismatica presenza lascia filtrare crepe sottili di un disagio profondo che rivelano una dipendenza diversa, ma speculare da quella di Colin. Uno degli elementi più interessanti è che la pellicola propone una storia simmetrica, dove il concetto di potere non fluisce in una sola direzione, infatti non viene utilizzato il più semplicistico dei cliché per raccontare le dinamiche di questa relazione.
Il regista decide di utilizzare la motocicletta come simbolo che rappresenta non solo la libertà o la fuga, ma anche elemento di abbandono, per Colin la velocità non è euforia, ma anestesia della paura di scegliere. Il conflitto psicologico del film non nasce quindi da una opposizione esterna, ma da una frattura interiore, ponendo il quesito di quanto della trasformazione di Colin è crescita e quanto è un adattamento emotivo a una relazione che rischia di ridefinirlo interamente. La pellicola non offre una risposta semplice, ma preferisce rimanere nella zona grigia, lasciando che lo spettatore resti dentro l’inquietudine.
In conclusione
Il debutto alla regia di Harry Lighton con il film Pillion – Amore senza freni risulta essere uno dei più interessanti, per quanto riguarda il filone dei film indipendenti negli ultimi tempi. Ne emerge una commedia sentimentale atipica, attraversata da una malinconia profonda e sommersa. Un film che parla di amore senza edulcorarlo, ma senza nemmeno condannarlo. Un racconto sul desiderio come forza che costruisce identità, ma che potrebbe silenziosamente riscriverla fino a renderla irriconoscibile.
Note positive
- Film atipico
- Regia
- Scrittura
Note negative
- Alcune scene a sfondo esplicito potrebbero essere disturbanti per un determinato tipo di pubblico
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| Sceneggiatura |
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3.6
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