Sentimental value (2025): il dramma familiare che ha trionfato a Cannes

Dopo "La persona peggiore del mondo" Joachim Trier ritorna al cinema con "Sentimental value", Gran Premio della giuria all'ultimo festival di Cannes, nelle sale a partire dal 22 gennaio.

Condividi su
Sentimental Value (2025) - Stellan Skarsgard ed Elle Fanning - Photo: Kasper Tuxen Andersen - Immagine concessa a uso editoriale da Lucky Red
Sentimental Value (2025) – Stellan Skarsgard ed Elle Fanning – Photo: Kasper Tuxen Andersen – Immagine concessa a uso editoriale da Lucky Red

Trailer di “Sentimental value”

Informazioni sul film e dove vederlo in streaming

Dopo l’acclamato La persona peggiore del mondo, il regista Joachim Trier ritorna con Sentimental Value, il lungometraggio che ha conquistato la 78ª edizione del Festival di Cannes aggiudicandosi il Grand Prix, il secondo riconoscimento più prestigioso dopo la Palma d’Oro . Il film è stato accolto con entusiasmo anche nel percorso dei premi internazionali: ha ottenuto numerose candidature ai Golden Globe 2026, vincendo il premio per il miglior attore non protagonista grazie all’interpretazione di Stellan Skarsgård . In vista della cerimonia degli Oscar 2026, prevista per la notte tra il 15 e il 16 marzo, Sentimental Value è considerato uno dei titoli favoriti della stagione, forte anche del suo straordinario successo agli European Film Awards, dove ha ricevuto sei premi, tra cui miglior film europeo, miglior regia, miglior sceneggiatura e entrambi i premi per le interpretazioni principali .

Il film in Italia è distribuito da Teodora Film e Lucky Red ed è uscito nelle sale italiane il 22 gennaio 2026.

Vuoi aggiunger il titolo alla tua collezione Home video?

Trama di “Sentimental value”

Al funerale della madre nella loro vecchia casa di famiglia, le sorelle Nora e Agnes incontrano per la prima volta dopo diversi anni il padre Gustav. Nora, la sorella maggiore, è un’attrice teatrale che soffre di forti attacchi di panico prima di entrare in scena, ha una relazione con un collega sposato e non ha figli. Agnes, la minore, è una ricercatrice che si è creata una famiglia ed ha un figlio. Il padre Gustav è un acclamato regista, e quando si ripresenta nella vita delle figlie propone a Nora di interpretare la protagonista del suo ultimo film, ambientato nella loro casa d’infanzia. Nora tuttavia rifiuta il ruolo, e Gustav decide allora di affidarlo a Rachel Kemp, una famosa attrice americana. La presenza del padre e la lavorazione del film, costringeranno le due sorelle a fare i conti con la loro infanzia e con il rapporto con loro padre.

Recensione di “Sentimental value”

Le prime inquadrature di “Sentimental Value” raccontano tutti i dettagli dell’enorme casa rossa dove le due protagoniste sono cresciute, che appartiene alla famiglia da generazioni. Ed è proprio la casa che, oltre a essere in sè ulteriore protagonista di questa storia familiare che Joachim Trier vuole raccontare, è stata spettatrice di tutti i momenti fondamentali della vita delle due sorelle: Nora interpretata dalla ormai musa del regista Renate Reinsve e Agnes, intrepretata da Inga Ibsdotter Lilleaas. La casa, enorme e con i pavimenti che scricchiolano ha ospitato l’infanzia sia del padre che delle figlie, e ora diventa teatro del nuovo film del padre, che rappresenta un tentativo di riconciliazione.

Con “Sentimental Value” il regista decide di calarsi nell’intimità dei rapporti umani, raccontando come possono evolversi e cambiare nel tempo, e come l’infanzia spesso rimane impressa nella persona che poi diventiamo. Trier realizza un film profondo, che non ha bisogno di una trama eccessivamente complessa per arrivare; i temi sono semplici, ma la capacità del regista sta nel metterli in scena in modo mai banale, aiutato da una sceneggiatura scritta insieme a Eskil Vogt e a delle interpretazioni di forte impatto, sia da parte delle due attrici protagoniste, sia da parte di Stellan Skarsgård nel ruolo del padre Gustav.

I rapporti familiari, grande tema del film, vengono sviscerati nelle loro varie sfaccettature in modo intenso, in particolare quello fra le due sorelle. Nora, la maggiore, un’attrice che soffre di attacchi di panico prima di salire sul palco, che non vuole alcun legame fisso, e Agnes, che invece appare centrata, con una famiglia e un figlio. In un primo momento Agnes appare come quella forte, che anche con il padre tenta di avere un rapporto e un dialogo, mentre Nora appare più chiusa e intransigente. Nel corso del film però, le apparenze si dissolvono ed entrambe le sorelle dovranno fare i conti con la loro infanzia e il loro legame così profondo.

L’altro rapporto messo al centro del racconto cinematografico di Trier è quello fra Nora e Gustav, una figlia e un padre che non riescono a trovare un modo per comunicare. Gustav non sa nulla di Nora, non è stato presente nella sua vita e nel momento in cui ricompare le propone il ruolo da protagonista della sua ultima sceneggiatura, nonostante non sia mai andato a vedere la figlia a teatro. E’ interessante come il tentativo di dialogo da parte del padre venga realizzato attraverso un’arte che sia lui che la figlia amano, anche se in forme diverse. L’iniziale rifiuto della figlia, fa in modo che Gustav cerchi di affidare la parte a Rachel Kemp, interpretata da un’ottima Elle Fanning, ma è chiaro che questo ruolo non le appartenga, e che Gustav lo abbia scritto con la figlia in mente, dimostrando di conoscerla più di quanto lei possa immaginare.

Il film nel suo finale non ci mostra una riconciliazione, non c’è un lieto fine nel senso più stretto del termine, ma in un momento meta cinematografico, dove il padre sta dirigendo la figlia, i due si scambiano uno sguardo gentile, il primo nell’arco di tutto il film.

Sentimental value è un film che si regge oltre che sulla regia delicata di Trier, che cattura in modo magistrale i volti e le emozioni dei suoi attori, proprio sulle grandi interpretazioni. Renate Reinsve interpreta Nora in modo potente, facendo trasparire il suo dolore e le sue fragilità senza mai esagerare e senza abbandonarsi ai sensazionalismi. Insieme a lei un magnetico già citato Stellan Skarsgård, che a 74 anni regala un’interpretazione complessa e magistrale. Il suo Gustav è arrogante, distaccato, ma allo stesso tempo divertente e premuroso.

In conclusione

Sentimental value è un film riuscito, un dramma familiare che affronta in maniera profonda i rapporti umani e le fragilità personali, senza mai risultare stucchevole, con una regia intima che accompagna, e mai sovrasta, le ottime interpretazioni degli attori.

Note positive

  • Tematiche
  • Interpretazioni
  • Regia

Note negative

  • /

L’occhio del cineasta è un progetto libero e indipendente: nessuno ci impone cosa scrivere o come farlo, ma sono i singoli recensori a scegliere cosa e come trattarlo. Crediamo in una critica cinematografica sincera, appassionata e approfondita, lontana da logiche commerciali. Se apprezzi il nostro modo di raccontare il Cinema, aiutaci a far crescere questo spazio: con una piccola donazione mensile od occasionale, in questo modo puoi entrare a far parte della nostra comunità di sostenitori e contribuire concretamente alla qualità dei contenuti che trovi sul sito e sui nostri canali. Sostienici e diventa anche tu parte de L’occhio del cineasta!

Review Overview
Regia
Sceneggiatura
Fotografia
Interpretazione
Emozione
SUMMARY
4.1
Condividi su
Emma D'Este
Emma D'Este