Spaceship Earth: Il documentario sul pianeta artificiale | Trieste Science + Fiction Festival 2020

 Spaceship Earth locandina

Spaceship Earth

Titolo originale: Spaceship Earth

Anno: 2020

Paese: Stati Uniti d’America

Genere: Documentario

Distribuzione: Wonder Pictures

Durata: 113 min

Regia: Matt Wolf

Fotografia: Sam Wootton

Montaggio: David Teague

Musiche: Owen Pallett

Trailer inglese di Spaceship Earth
Spaceship Earth: Il documentario sul pianeta artificiale | Trieste Science + Fiction Festival 2020 1

Trama di Spaceship Earth

Il film documenta la messa in atto del grande e ambizioso progetto di creare una seconda biosfera per l’uomo, da parte di 8 amici di una comune, i quali nel 1991 si trasformeranno nei primi abitanti di un nuovo pianeta artificiale, situato nel deserto dell’Arizona.

Recensione di Spaceship Earth

Nelle giornate conclusive del Trieste Science + Fiction Festival è stato mostrato su MyMovies un documentario statunitense prodotto e diretto da Matt Wolf. Il regista ha voluto raccontare la vera storia di un gruppo di amici di una comune, i quali nel 1991 sono riusciti a realizzare il loro sogno di vivere come in un film di fantascienza, attraverso la creazione di una seconda Biosfera. L’esperimento nei suoi alti e bassi sarà svolto nel deserto dell’Arizona con una grandissima attenzione mediatica, che metterà a dura prova i “Biosferiani” assieme alle diverse perplessità del comitato scientifico.

Matt Wolf si mostra un buono storyteller, decidendo di raccontare le immagini di repertorio e le brevi considerazioni dei diretti interessati (interviste ai Biosferiani) dalle origini, ovvero dall’idea fantascientifica, nata in una comune degli anni 80′, da ragazzi entusiasti poco consci delle conseguenze, mossi più dalla voglia di vivere come i personaggi dei film futuristici che tanto amavano da ragazzi e dalla ricerca di una soluzione alla minaccia di un sempre più probabile disastro ecologico. La narrazione del cineasta coinvolge grazie proprio a una strutturazione tecnica precisa e attenta, che mostra l’esperienza di Wolf nel girare e nel dirigere il montaggio di David Teague, il quale aiutato dalle musiche di Owen Pallett e dai silenzi ben orchestrati, alterna inizialmente le interviste dei protagonisti alla realtà hippie anni 70′-80′, per poi passare dal silenzio della Biosfera 2 alla calca delle televisioni fuori dallo Spaceship Earth, rendendo in questo secondo caso, dal punto di vista sonoro, una perfetta ambivalenza tra la sofferenza silente dei biosferiani ( sempre più in difficoltà nel resistere) e la confusione mediatica delle telecamere e dei notiziari, pronti a cogliere il minimo passo falso dei nostri protagonisti.

Oltre al Montaggio, un plauso però è dovuto anche alla regia, che riesce a prendersi maggiore spazio nella seconda parte del documentario, attraverso dei bellissimi totali e piani-sequenza interni alla Biosfera 2 , accompagnati da un silenzio perfetto, impreziosito solo dal rumore dell’irrigatore, intento a far crescere ciò di cui si dovranno nutrire coloro che oramai per il mondo esterno sono considerati dei veri e propri “Alieni”, trasfigurati sia fisicamente che mentalmente da un’esperienza tanto appassionante e coinvolgente quanto ardua e spericolata.

In conclusione devo ammettere di essere stato piacevolmente colpito da questi 115 minuti di racconto, il quale è tenuto in piedi dalla maestria delle riprese di Wolf, dal montaggio di Teague e dalle musiche di Pallett, piuttosto che dalla narrazione (sceneggiatura), che rimane scarna e semplicistica, viaggiando troppo sui binari dei buoni sentimenti e poco su quelli della razionalità, snobbando le evidenti criticità scientifiche di un progetto che per quanto possa essere stato ambizioso, originale e interessante non poteva sostenersi solo sulle ali dell’entusiasmo.

Note positive

  • Esperienza mostrata nel girare un documentario
  • Montaggio ben dosato
  • Musiche coinvolgenti e silenzi ben costruiti
  • Totali e PianiSequenza nella Biosfera2 ben realizzati

Note negative

  • Regia iniziale basica
  • Narrazione lasciata in mano ai buoni sentimenti
  • Mancanza di Obiettività nel finale

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