The Wrestler (2008): La ballata del guerriero caduto

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The Wrestler

Anno: 2008

Paese: Stati Uniti d’America

Genere: Drammatico / Sportivo

Produzione: Protozoa Pictures, Saturn Films

Prodotto da: Darren Aronofsky, Scott Franklin

Distribuzione: Lucky Red

Durata: 1 hr 45 min (105 min)

Regia: Darren Aronofsky

Sceneggiatura: Robert Siegel

Fotografia: Maryse Alberti

Montaggio: Andrew Weisblum

Musiche: Clint Mansell

Attori: Mickey Rourke, Marisa Tomei, Evan Rachel Wood, Mark Margolis

Trailer di Wrestler

Trama di The Wrestler

Sono un vecchio pezzo di carne maciullata, e sono solo. E me lo merito di essere solo. Vorrei soltanto che tu non mi odiassi.

CIT. RANDY ROBINSON (MICKEY ROURKE)

Anni Ottanta. Randy “The Ram” Robinson (Mickey Rourke) è un dio del wrestling professionistico; la sua carriera sfreccia tra le stelle dopo un memorabile match che lo vede vincitore contro l’Ayatollah. Vent’anni più tardi di quell’uomo è rimasto “un vecchio pezzo di carne maciullata”, separato dalla moglie, odiato dalla figlia Stephanie (Evan Rachel Wood) e al limite della povertà, scongiurata esibendosi nelle palestre delle scuole del New Jersey.

Colto da un infarto durante un incontro particolarmente sanguinoso, Randy si vede stroncata la carriera sportiva e, allontanato da un mondo di steroidi e sforzi fisici eccessivi, prova a riallacciare un rapporto con Stephanie e a tessere una relazione con l’amica spogliarellista di mezza età Cassidy (Marisa Tomei). Il fallimento è dietro l’angolo.

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Mickey Rourke in The Wrestler

Recensione di The Wrestler

Sai, quelli con le Cadillac, quello che dirigono il business, se ne fregano del talento, quindi tieni duro!

CIT. RANDY ROBINSON (MICKEY ROURKE)

C’era una volta un attore di nome Mickey Rourke. Negli Anni Ottanta era sia sex symbol oggetto del desiderio delle spettatrici cinematografiche sia attore di straordinario talento. Titoli sbalorditivi come L’anno del dragone, 9 settimane e 1/2 e Angel Heart rientrarono in un curriculum invidiabile, alimentando il mito di Rourke come icona e possibile erede di Marlon Brando. Poi vennero gli anni Novanta a decretarne il declino, tra una vita sregolata, una carriera parallela come boxeur che ne ha sfigurato il bel viso (rimesso insieme da discutibili interventi di chirurgia plastica) e una serie di scelte filmiche errate che si rivelarono mediocri (Harley Davidson & Marlboro Man) o addirittura inguardabili (Orchidea selvaggia).

Ormai divenuto un emarginato, una caricatura di sé stesso, Rourke ha trovato comunque la forza di riciclarsi come caratterista di lusso, interpretando magistralmente duri pieni di cicatrici in apprezzati blockbuster d’azione come Domino di Tony Scott e lo sperimentale Sin City di Rodriguez e Tarantino. Tuttavia i tempi de L’anno del dragone erano comunque lontanissimi, e serviva un nuovo Michael Cimino a farlo tornare vincente alla ribalta. Nel 2008 il regista di culto Darren Aronofsky lo ingaggia come protagonista di The Wrestler. Il film, tra i più belli degli anni Duemila e vincitore del Leone d’Oro a Venezia, è una vittoria sia artistica che personale per un interprete attempato che ha ormai raggiunto la pace dei sensi e la saggezza.

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Mickey Rourke e Evan Rachel Wood in The Wrestler

Analisi di The Wrestler

Molte persone mi hanno detto che non avrei più potuto combattere, ma non so fare altro. Se vivi sempre al massimo e spingi al massimo e bruci la candela dai due lati ne paghi il prezzo prima o poi. Sapete, nella vita si può perdere tutto ciò che si ama e tutti quelli che ci amano. Infatti non ci sento più come una volta, dimentico le cose, e non sono bello come un tempo. Però, maledizione, sono ancora qui, e sono “The Ram”.

CIT. RANDY ROBINSON (MICKEY ROURKE)

Prima che il revival degli Anni Ottanta al cinema diventasse una moda, lo sceneggiatore Robert Siegel ne cantò un elogio funebre di potenza fulminante. Il wrestling di questo film è uno spettacolo certamente coreografato ma senza fronzoli, dove i colpi sferrati possono produrre effetti realmente dolorosi. Eppure i combattimenti non sono che il contorno di una ballata decadente durissima da guardare, di un’immersione negli abissi della disperazione. Con un look dalla chioma bionda artificiale che ricorda Hulk Hogan, Mickey Rourke impersona il ruolo della vita, un personaggio con cui ha più di un punto di contatto e a cui dà vita con un corpo appesantito che si tende verso la luce di un’impossibile rivalsa. Ogni inquadratura appartiene all’attore americano, magistralmente spalleggiato dai talenti di Marisa Tomei e Evan Rachel Wood.

Lontano dall’anarchia narrativa di madre! e dai virtuosismi sperimentali di Requiem for a Dream, The Wrestler è il film più classico di Darren Aronofsky, che opta per una regia spesso a macchina a mano, prendendo spunto dal Martin Scorsese di Toro Scatenato per riprendere combattimenti e scene di dialogo quasi come se lo spettatore fosse lì, insieme ai personaggi. Una scelta oculata e particolare di determinate luci e musiche di repertorio contribuisce alla rievocazione di un’atmosfera crepuscolare di sicuro impatto emotivo, da cinema che colpisce il cuore e strappa più di una lacrima. Come se ne vede sempre di meno.

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Mickey Rourke in The Wrestler

NOTE POSITIVE

  • La regia dal respiro classico di Darren Aronofsky.
  • Mickey Rourke, che recita il ruolo della vita.
  • Il cast di supporto.

NOTE NEGATIVE

  • Nessuna di rilevante.

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