
I contenuti dell'articolo:
Super Mario Galaxy – Il film
Titolo originale: The Super Mario Galaxy Movie
Anno: 2026
Nazione: Stati Uniti d’America, Giappone
Genere: Animazione, Azione, Commedia, Fantastico, Avventura
Casa di produzione: Illumination Entertainment, Nintendo
Distribuzione italiana: Universal Pictures
Durata: 99 minuti
Regia: Aaron Horvath, Michael Jelenic
Sceneggiatura: Matthew Fogel
Montaggio: Allie J. Mills
Musiche: Brian Tyler, Kōji Kondō
Doppiatori originali: Chris Pratt, Anya Taylor‑Joy, Jack Black, Charlie Day, Keegan‑Michael Key, Kevin Michael Richardson
Doppiatori italiani: Claudio Santamaria, Emiliano Coltorti, Alessio Cigliano, Valentina Favazza, Nanni Baldini, Fabrizio Vidale, Luisa D’Aprile, Manuel Meli, Franco Mannella, Raffaele Carpentieri, Roberto Stocchi
Trailer di “Super Mario Galaxy – Il film”
Informazioni sul film e dove vederlo in streaming
Con Super Mario Galaxy – Il film tornano alla regia Aaron Horvath e Michael Jelenic, già autori del fortunato Super Mario Bros. – Il film del 2023. Questa nuova avventura si presenta come l’erede naturale — e più ambizioso — del blockbuster precedente. Il sequel riunisce il cast vocale originale, con Chris Pratt (Mario), Charlie Day (Luigi), Anya Taylor‑Joy (Peach) e l’inarrestabile Jack Black nei panni di Bowser, ma al tempo stesso amplia in modo significativo i confini del franchise. La storia porta infatti i personaggi più amati dell’universo Nintendo oltre le verdi colline del Regno dei Funghi, proiettandoli nelle profondità inesplorate del cosmo, aprendo la strada a un immaginario visivo più vasto e a nuove possibilità narrative.
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Trama di “Super Mario Galaxy – Il film”
Dopo essersi stabiliti nel Regno dei Funghi, Mario (Chris Pratt) e Luigi (Charlie Day) vengono catapultati in una nuova avventura quando una misteriosa richiesta d’aiuto riemerge dal passato sconosciuto della Principessa Peach (Anya Taylor‑Joy, Golden Globe). Questa chiamata li spinge — insieme ai loro nuovi alleati — oltre i confini del mondo che conoscono, in un viaggio intergalattico ricco di scoperte, pianeti inesplorati e alleanze inattese.
Recensione di “Super Mario Galaxy – Il film”
Sventata la minaccia del primo film, Mario si trova ora a fronteggiare un nuovo asse malvagio formato da Wario e Bowser Jr., determinati a superare le ambizioni del loro predecessore. Questo nuovo scontro trascina il cast originale in un’avventura ai confini dell’universo, guidata dalla misteriosa Rosalinda a bordo dell’Osservatorio Cometa. Tra l’esordio di Yoshi, pianeti inediti e scenari visivi mozzafiato, la pellicola intreccia i fili narrativi del capitolo precedente con una struttura da space opera, dove ritmo, azione e meraviglia cosmica diventano gli strumenti principali per contrastare il caos orchestrato dalla nuova alleanza oscura.
A tre anni dal successo globale che ha presentato l’idraulico baffuto sul grande schermo, Nintendo e Illumination, per i 40 anni del franchise, tornano in sala con Super Mario Galaxy – Il Film, un sequel che abbandona la dimensione terrestre del primo capitolo per proiettarsi apertamente verso un immaginario cosmico. Se l’esordio cinematografico era un omaggio a Brooklyn e al Regno dei Funghi, questo nuovo capitolo punta alle stelle, cercando di ridefinire le coordinate visive dell’animazione mainstream.
C’è un momento, nel film, in cui si comprende che la narrazione voglia diventare un dispositivo profondamente ludico sia della saga galaxy e della successiva espansione del brand Nintendo. Difatti c’è una precisa scelta di cambiare la struttura del racconto, si è passati dalla linearità del viaggio del capitolo precedente a una costruzione frammentata, quasi episodica, articolata in pianeti-miniatura. Ogni sequenza funziona come un microcosmo regolato da leggi proprie ed autosufficienti. Una soluzione, che come un’arma a doppio taglio, se da un lato restituisce una fedeltà videoludica, dall’altro espone il racconto a una certa dispersione e superficialità.
Aaron Horvath e Michael Jelenic scelgono una regia dinamica che ribalta continuamente il punto di vista. L’impatto visivo è massivo e viene privilegiata l’esperienza sensoriale. Si tende a a creare un’atmosfera più onirica e meno marcatamente cartoon rispetto al predecessore, elevando lo standard qualitativo dell’animazione Illumination. Tuttavia, questa abbondanza visiva finisce talvolta per comprimere il respiro emotivo, lasciando in secondo piano le esigenze più profonde della narrazione.
Per quanto riguarda la sceneggiatura Matthew Fogel si muove su un equilibrio fragile. Il film mantiene il tono accessibile e brillante che ha decretato il successo del franchise, ma tenta al contempo aperture più contemplative, affidate soprattutto al personaggio di Rosalina. I momenti a lei dedicati introducono una malinconia inattesa, allungando temporaneamente il ritmo e suggerendo una direzione più ambiziosa, che però resta solo parzialmente sviluppata, schiacciata da una progressione narrativa costruita per accumulo di eventi a “livelli”.
All’interno di questo impianto si inserisce anche una riflessione più consapevole sul fan service. Gli easter egg, numerosi, risultano qui meglio integrati nella narrazione. Come ad esempio il ritorno dello Sfavillotto Blu, che assume una funzione di contrappunto comico, mentre la presenza di Yoshi non è solo un cameo, ma diventa un personaggio funzionale all’azione. I richiami ai capitoli più oscuri dell’universo Nintendo contribuiscono inoltre a delineare i contorni di un possibile universo condiviso, sempre più strutturato. In questo contesto, l’introduzione di Bowser Jr. aggiunge una dinamica da villain antagonista fresca e rinnovata, giocata su un conflitto generazionale che si affianca senza sovrapporsi alla figura ormai consolidata di Bowser.
Il doppiaggio originale si fonda su una riconoscibilità ormai consolidata, mentre quello italiano mantiene una buona coesione, restituendo il tono scanzonato senza scivolare nella caricatura. Funziona la colonna sonora, intreccia temi iconici a nuove orchestrazioni dal respiro più cinematografico, accompagnando l’espansione cosmica del racconto.
In conclusione
Super Mario Galaxy – Il Film si dimostra come un’opera in un equilibrio instabile, sospesa tra videogioco e cinema, tra nostalgia e desiderio di evoluzione. Non sempre riesce a tenere insieme la struttura narrativa a tratti poco sviluppata e più propensa alla videoludicità, ma nel suo complesso funziona soprattutto per il target di riferimento e per gli appassionati. Forse è proprio in questa instabilità, che il film rivela la sua natura, con un viaggio frammentato a tratti persino dispersivo, ma capace di ricordare che anche nel disordine dell’universo, si può ancora scorgere della meraviglia.
Note positive
- Regia
- Presenza di Easter Egg
e utilizzo più consapevole del fan service. - Comparto tecnico visivo
Note negative
- Narrazione superficiale e dispersiva
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| Sceneggiatura |
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| Colonna sonora e sonoro |
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3.4
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