The Shift (2020): l’esordio alla regia di Alessandro Tonda

trailer The Shift

The Shift, al cinema dal 3 giugno 2021, è l’opera prima del regista italiano Alessandro Tonda, classe ’82 con una lunga esperienza da aiuto – regista in numerose e importanti produzioni italiane degli ultimi anni: Romanzo criminale (la serie), Gomorra (la serie) e Suburra. Una gavetta che gli ha permesso di confezionare veramente un ottimo film di esordio.

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Il regista Alessandro Tonda

Trama di The Shift

La tranquillità di una scuola di Bruxelles viene stravolta da due studenti di origine araba, armati e imbottiti di esplosivo. Uno dei due, Abdel, si fa saltare in aria, mietendo molte vittime e facendo svenire il suo compagno, Eden. Quest’ultimo, ancora privo di sensi, viene caricato in ambulanza da due operatori della croce rossa, Adamo e Isabelle. Il giovane terrorista, si sveglierà durante il tragitto, finendo per tenere in ostaggio i due soccorritori.

Recensione di The Shift

The Shift, (il titolo gioca con il doppio significato: cambio – turno e cambiamento interiore) è un thriller dal ritmo serrato e dal respiro internazionale: è stato infatti girato a Bruxelles per dare, visti i temi trattati, una certa credibilità alle vicende raccontate. Scelta saggia. La pellicola è esclusivamente girata con camera a mano, garantendo così allo spettatore un posto accanto ai protagonisti: la sensazione di trovarsi al loro fianco è evidente e la scelta è quindi molto azzeccata. L’ansia è palpabile per tutta la pellicola e la tensione rimane alta per tutta la sua durata.

Anche la scelta di svolgere quasi tutto il film dentro un’ambulanza in movimento, con i tre protagonisti bloccati all’interno, si è rivelata vincente (Piccola curiosità: la decisione di rendere protagonisti due volontari della croce, è dovuta al fatto che il padre del regista guidi appunto questi mezzi di soccorso). L’idea è relativamente originale nonostante film claustrofobici o con il protagonista bloccato in un unico luogo non siano più una novità neppure per il cinema nostrano (vedi “The End – l’inferno fuori” o “Mine“).

Oltre questi aspetti, anche dal lato tecnico la pellicola fa pienamente il suo dovere, la fotografia e le musiche dosate con il contagocce donano un ulteriore senso di realismo a ciò che stiamo vedendo. La sceneggiatura, non mostra particolari scivoloni e tutto risulta molto verosimile, come per esempio l’attenzione ai dettagli per quanto riguarda la parte dedicata alle indagini della polizia.

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The Shift (2020)

I personaggi e i loro interpreti

Data la durata così breve, non avrebbe assolutamente appesantito la visione una piccola parte dedicata al passato di Eden. Il giovane terrorista seppur interpretato benissimo da Adam Amara è, dei tre protagonisti, il personaggio meno approfondito, e senza fare spoiler, ad un certo punto pare si tenda a minimizzare quello che compie come conseguenza di una mera ribellione adolescenziale. Il ragazzo è talentuoso, tenendo conto del fatto che non è neppure un professionista, ed è stato scovato dopo svariati provini nelle periferie di Bruxelles dalla produzione, che ricercava un giovane senza esperienza per garantire maggiore naturalezza all’interpretazione.

Passando a Clotilde Hesme e Adamo Dionisi non si possono che apprezzare le loro interpretazioni. I due personaggi hanno una reazione diversa nei confronti del ragazzo e della gestione del pericolo. Isabelle più comprensiva e materna, sceglierà il dialogo per cercare di calmare il ragazzo e salvarsi la vita. Adamo, impotente ed arrabbiato si ritrova costretto a guidare osservando tramite lo specchietto quello che accade dietro di lui, rimanendo il più freddo possibile. I loro interpreti hanno reso perfettamente l’idea dei due diversi approcci. Limitati in spazi angusti tutti e tre gli attori hanno dovuto fare fronte alle problematiche del recitare in un simile ambiente: da una parte abbiamo Clotilde e il giovane Adam obbligati a condividere il piccolo spazio del retro – ambulanza con il cameraman. Dall’altra parte troviamo Adamo costretto a recitare senza interagire con gli altri due attori bensì con la telecamera tramite specchietto retrovisore.

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The Shift (2020)

Lingua originale o adattamento in italiano?

Il film funziona molto meglio in lingua originale, principalmente per un problema legato al personaggio interpretato da Dionisi, in quanto con l’adattamento nella nostra lingua non si può cogliere la differenza di accento che c’è tra lui, italiano emigrato in Belgio e gli altri personaggi. Nella versione originale questo aspetto è più evidenziato dall’accento nostrano dell’attore che però parla francese e che talvolta si lascia andare ad espressioni in italiano. In sintesi, la sceneggiatura rende il personaggio molto più credibile in lingua originale.

Conclusione

The Shift è sicuramente un film interessante e da vedere, un’ottima opera prima di un regista, che ha deciso di avventurarsi in un terreno rischioso, uscendone davvero egregiamente e per questo andrebbe premiato. Film come questi seppure non perfetti, rappresentano una vera e propria boccata di ossigeno per il cinema Italiano.

Note positive

  • Regia che immerge lo spettatore negli avvenimenti
  • Comparto tecnico di valore
  • Ottime interpretazioni

Note negative

  • Addirittura troppo breve, sarebbe stato bello vedere più approfonditi i personaggi
  • Qualche piccolo problema di adattamento del doppiaggio legata al personaggio di Adamo.

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