Tutti per Uma (2021) – Una commedia fiabesca che non incanta

Tutti per Uma Locandina

Tutti per Uma

Anno: 2021

Paese: Italia

Genere: Commedia

Produzione: Camaleo Film, Elly Films

Distribuzione: Vision Distribution

Durata: 100 min (1h e 40 min)

Regia: Susy Laude

Sceneggiatura: Susy Laude

Fotografia: Marcello Montarsi

Montaggio: Giacomo Villa

Musiche: Daniele Grammaldo, Luca Proietti

Attori: Pietro Sermonti, Pasquale Petrolo, Antonio Catania, Laura Bilgeri, Dino Abbrescia, Gabriele Ansanelli, Valerio Bartocci.

Trailer Ita del film Tutti per Uma

“La vuoi chiamare Kill Bill?”.

“Uma, idiota. Come Uma Turman”.

Scambio di battute tra i due bambini protagonisti

Trama Tutti per Uma

Il primo film diretto da Susy Laude, racconta la storia della famiglia Ferliga, composta soltanto da uomini: Nonno Attila (Antonio Catania), il capofamiglia legato ancora alle tradizioni; il fratello minore Dante (Lillo) che nonostante la sua età è ancora un immaturo; il primogenito Ezio (Pietro Sermonti), apicoltore e vedovo e i suoi due figli Francesco (Gabriele Ansanelli), amante della danza e per questo bullizzato a scuola, ed Emanuele (Valerio Bartocci). La famiglia vive insieme nella stessa casa e questo spesso provoca litigi e un clima di nervosismo e suscettibilità.

Si trovano in crisi economica e tentano di risollevare le sorti dell’azienda di famiglia, ma con scarsi risultati e pieni di debiti in banca e questo porta all’aumento degli scontri in famiglia. Un giorno però, arriva la giovane Uma (Laura Bilgeri) che porterà una ventata di falsa serenità, perché di fronte a lei tutti inizieranno a fingere di andare d’accordo l’uno con l’altro, pur di far colpo sulla ragazza…

Recensione Tutti per Uma

L’idea alla base del primo film firmato da Susy Laude è curiosa sotto diversi punti di vista e osservando le prime scene, si nota fin da subito il tema fiabesco alla base, ma proseguendo nel corso del film, la sceneggiatura inizia a fare continui errori che portano al calo dell’attenzione e soprattutto all’utilizzo di diversi cliché a cui ormai siamo abituati. Se inizialmente lo spettatore cerca di adeguarsi alla trama “bambinesca”, successivamente le scene al limite del pensabile aumentano costantemente portando in chi osserva, quasi un senso di incredulità

I personaggi sono molto scontati nelle loro scelte di vita e l’unico con un minimo di caratterizzazione è Pietro Sermonti, che insieme a Dante (interpretato da Lillo) cerca di salvare il film attraverso battute originali e dette con tempi giusti, che strappano un piccolo sorriso allo spettatore.

Come già detto, il film cerca di raccontare una visione fiabesca della vita quotidiana di una famiglia composta da soli uomini, ma tentando di realizzare un prodotto diverso dalla massa e adatto per tutta la famiglia, cade in realtà in banalità caratteristiche del genere, diventando ben presto un film adatto in particolare ad un pubblico di bambini.

Per rispettare le basi poste negli anni dalle fiabe a cui siamo abituati, vi è la presenza di una principessa desiderata da tutti, che in realtà rappresenta la metafora della spensieratezza che porterà i vari personaggi a riscoprire la gioia di vivere in famiglia, ma soprattutto a riassaporare il benessere personale.

Non poteva mancare un cattivo in una storia del genere, e così il ruolo viene affidato a Dino Abbrescia, che non sfigura totalmente, ma il suo personaggio sembra uscito da Una serie di sfortunati eventi e la sua unica nota da antagonista è una risata malvagia che non incute terrore ma un senso di smarrimento nello spettatore. La moglie di quest’ultimo è interpretata dalla regista stessa, che fa qualche piccola comparsa all’interno del film.

Il risultato finale è che Tutti per Uma è un film per bambini che cerca di mettere insieme diverse storie della nostra infanzia, che vanno da Biancaneve e i sette nani a Mamma ho perso l’aereo, passando per Mary Poppins. Nessuna di queste storie però prevale sulle altre e così il film diventa un’accozzaglia di buone idee sviluppate in modo pessimo, lasciandosi andare anche ad alcune scene di musical che non riescono a salvare la situazione.

Neanche un cast condito da diversi protagonisti della commedia italiana riesce a salvare una sceneggiatura quanto meno rivedibile e in conclusione il primo prodotto di Laude è qualcosa che facilmente avrebbe ottenuto l’attenzione del pubblico, ma che per diverse scelte tecniche può coinvolgere solo un pubblico di età inferiore ai dieci anni, sempre che non si perdano tra i mille dialoghi alquanto folli.

“Non mi importa se mi porterai via tutto, perché c’è qualcosa di più importante nella vita: la mia famiglia”.

cit. Nonno Attila

Note Positive

  • Battute di Lillo e Pietro Sermonti

Note Negative

  • Sceneggiatura scadente
  • Personaggi banali
  • Storia prevedibile e “bambinesca”

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