Untold Scandal (2003): Inganni e manipolazioni all’epoca della Dinastia Chosun

UNTOLD SCANDAL locandina film

Untold Scandal

Titolo originale: 스캔들 – 조선남녀상열지사

Anno: 2003

Paese: Corea del sud

Genere: drammatico

Produzione: CJ Entertainment

Distribuzione: FineCut Co. Ltd.

Durata: 107 Min

Regia: E-J-Yong

Sceneggiatura: Kim Dae-Woo, Kim Hyun-Jeong

Fotografia: Kim Byeong-Il

Montaggio: Han Seung-Ryong, Kim Yang-Il

Musiche: Lee Byung-Woo

Attori: Bae Yong-Joon, Jeon Do-Yeon, Lee Mi-Sook

Trailer del film Untold Scandal

Untold Scandal, lungometraggio coreano del cineasta E J-yong, classificato vietato ai minori di 18 anni dalla Korean Film Ethics Commission per le sue scene esplicite di nudo femminile e di erotismo, riprende il romanzo epistolare francese Les Liaisons dangereuses (1782) di Pierre Choderlos de Laclos, da cui sono stati tratti numerosi lungometraggio partendo proprio dell’omonima pellicola francese del 1959 diretta da Roger Vadim, passando poi per Valmont (1989), diretto da Miloš Forman e Dangerous Liaisons (2012), diretto da Hur Jin-ho.

In Italia la pellicola è stata presentata per la prima volta nel 2021 presso Il Korea Film Festival.

Scena di Untold Scandal
Scena di Untold Scandal

Trama di Untold Scandal

Tra il 18° e il 19° secolo, all’epoca della Dinastia Chosun, la nobildonna Lady Cho propone al cugino Cho-won, famoso donnaiolo e abile seduttore, di mettere incinta la nuova concubina di suo marito al fine di vendetta per i torti subiti in passato. Lo stesso Cho-won accetta immediatamente, mosso da una sette di rivalsa verso suo cognato, che gli tolse il suo primo vero amore, ovvero la cugina Lady Cho.

Oltre a stilare questo patto vendicativo, i due mettono in atto una sfida dal sapore prettamente lussurioso: Cho-won deve riuscire a deflorare la giovane e casta Lady Jung, definita dal governatore stesso Cancello di Castità, essendo rimasta vergine e fedele al suo marito deceduto ben nove anni prima e con cui non ha avuto nessun tipo di rapporto sessuale. Se l’uomo riuscirà a fare breccia nella solitaria e tradizionale Lady Jung portandola infine a letto, ecco che Cho-won otterrà l’ambito premio da sempre desiderato: l’amore e il corpo della cugina, la quale altro non desidera che il bramato e amato cugino.

Fotogramma di Untold Scandal
Fotogramma di Untold Scandal

Recensione di Untold Scandal

Il film coreano si dimostra un film atipico per il mondo orientale cinematografico, riprendendo una storia classica occidentale ambientata in un contesto socio – economico francese, amorale apparentemente molto divergente da quello coreano o cinese, creando una commistione tra adattamento e contaminazione narrativa, dove le stesse musiche cinesi che fanno da colonna sonora si contaminano con quelle di Bach. La bravura del regista e co-sceneggiatore è stato proprio quello di creare un opera verosimile e ben equilibrata, risulta un riadattamento funzionale al mondo orientale senza mostrare stonature storiche e scenografiche nel trattare la storia del visconte di Valmont e della marchesa de Merteuil, poiché se l’intreccio narrativo risulta pressoché il medesimo, è il contesto sociale e culturale a mutarsi completamente e proprio questo radicale trasferimento dal mondo francese a quello cinese, dove la storia è qui ambientata, dimostra come questi personaggi scritti da de Laclos siano universali e adatti a raccontare qualsiasi epoca o mondo, tanto che la stessa storia cinese contro i cristiani e i costumi tradizionali fanno da padroni a questo scorcio di vita di questi due individui egoisti e viziosi.

Parlando di Untold Scandal non possiamo che apprezzare la regia sicura e delicata nel introdurci, come un vero storico, entro questa vicenda drammatica fatta di vendetta e sessualità, elemento che appare evidente fin dalla prima inquadratura dove assistiamo al giovane Cho-won/visconte di Valmont ritrarre una donna nuda in dipinto per poi portarla a letto. Successivamente e senza tanti giri di parole entriamo a conoscenza della trasposizione femminile di Cho-won, ovvero la cugina dai tratti libertini Lady Chio/marchesa de Merteuil che proporrà maggiormente l’elemento vendicativo e lussurioso all’interno del lungometraggio presentandoci un mondo sociale dove le virtù tradizionali giapponesi sono più esclusive nei testi letterari che non nella realtà, fatta di codici e convenzioni sociali che tentano di reprimere le passione sessuale senza reale successo anche se tutto questo gioco d’amore e di lussuria è svolto in totale segreto per evitare ogni problematica sociale.

Indubbiamente proprio il carattere narrativo di Lady Chio risulta quello più affascinante all’interno del racconto audiovisivo, mostrando la risolutezza stessa dei personaggi femminili pur nella loro divergenza natura caratteriale come la cugina e la virtuosa Lady Jung; sono loro che scelgono chi e come amare, non tanto gli uomini come Cho-won che divengono pedine in mano al potere femminile, di donne libere di fare le loro scelte senza paura. Lady Jung, pur apparendo come un personaggio timido, fragile e imbarazzato dalla corte di Cho-wan, si dimostra fin dall’inizio come un carattere deciso nelle sua azioni prima nella scelta religiosa, poi nella fedeltà verso le tradizioni sociali, infine decidendo lei stessa di abbandonarsi all’amore, mostrando al pubblico tutti i suoi tormenti interiori. Non è tanto Cho-wan che riesce a catturarla ma è lei che decide liberamente di donarci all’amore fedele verso quell’uomo. Contrariamente Lady Chio appare mossa da una sete egoistica, desiderando dominare le sorti amorose e di vita di tutti colore che gli stanno intorno, come se desiderasse per loro la medesima sofferenza che lei stessa ha provato in gioventù.

La rappresentazione simbolica e visiva della pellicola, con l’uso di una scenografia e di costumi di una bellezza unica e dal sapore sessuale e libertino, segna una rottura netta con quel romanticismo edulcorato (pur essendo più una storia romantica che di sesso esplicito) tipico delle Chunhyang-ga (pansori di racconto musicale di elogio alla virtù e castità femminile) che donava un interpretazione delle donne del 1700 piuttosto divergente e più pura che quelle mostrataci in questo racconto. Detto ciò è giusto asserire che anche il personaggio maschile del cugino risulta piuttosto ben caratterizzato e possiede un arco di trasformazione netto e profondo che risulta ben creato drammaturgicamente e che lo rende il giusto protagonista della storia, colui con il quale il pubblico riesce maggiormente e empatizzare. Forse proprio riguardo a questo carattere si poteva osare di più a livello erotico all’interno della pellicola, ma la storia risulta ugualmente ben strutturata e convincente, soprattutto nell’andarci a mostrare delle figure femminili forti e dinamiche che ruotano intorno a quest’uomo senza che lui se ne renda realmente conto e di cui diviene ben presto schiavo.

Note positive

  • Personaggi femminili
  • Regia
  • Scenografia

Note negative

  • Per una storia che ruota sulla seduzione si poteva osare di più sulle scene sessuali.

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