Vieni come sei (2019): un viaggio per sentirsi vivi

Vieni come sei locandina film

Vieni come sei

Titolo originale: Hasta la vita

Anno: 2019

Nazione: Stati Uniti d’America

Genere: Commedia

Casa di produzione: BS Productions, Chicago Media Angels, Florida Hill Entertainment, The Black List

Distribuzione: 102 Distribution

Durata:  106 min

Regia: Richard Wong

Sceneggiatura: Erik Linthorst

Fotografia: Richard Wong

Montaggio: Richard Wong

Musiche: Jeremy Turner

Attori: Grant Rosenmeyer, Gabourey Sidibe, Ravi Patel, Hayden Szeto, Janeane Garofalo, C.S. Lee, Jennifer Jelsema, Martha Kuwahara, Delaney Feener, Asta Philpot, Jorge Alfaro, Daisye Tutor

Trailer italiano di Vieni come sei

La commedia diretta da Richard Wong nel 2019 arriva, a quattro anni di distanza al cinema il 28 Luglio 2022 distribuito da 102 distribution. La pellicola, remake del lungometraggio Belga Hasta la vista del 2011, è ispirata a una storia vera, quella del produttore cinematografico Asta Philpot, un uomo affetto da artrogriposi, una malattia che dalla nascita gli impedisce i movimenti. Philpot si è fatto negli anni baluardo dei diritti delle persone con disabilità fisiche dichiarando che questi devono avere, come tutti gli altri, la possibilità di avere una vita sessuale attiva, anche se questo significare pagare per il sesso. Infatti l’uomo narra nel documentario BBC For one night only (2007) della sua esperienza di vita, di essere stato in un bordello legale con accesso per portatori di sedia a rotelle durante una vacanza in Spagna nel 2006, luogo in cui ha perso la propria verginità. Dopo aver trovato questa esperienza piuttosto interessante Asta Philpot ha deciso di organizzare un viaggio con altre persone disabili impossibilitate nell’avere una vita romantica autentica. Per rintracciare altre persone creò un annuncio online dove risposero altri due giovani: un cieco e un uomo rimasto paralizzato dopo un incidente in moto. Il documentario del 2007 della BBC, che mostra proprio questa esperienza, ha scosso profondamente lo stato inglese portandolo a interrogarsi sull’opportunità di legalizzare la prostituzione rivolte a persone con disabilità fisiche che possiedono dei normali bisogni sessuali.

Trama di Vieni come sei

Scotty, un ragazzo di ventiquattro anni, in carrozzina fin dalla nascita a causa di una patologia fisica che gli impedisce di muovere il corpo a eccezione della testa, sente l’esigenza di perdere la verginità ma non riesce a trovare una ragazza che possa aiutarlo in ciò. Un giorno, in maniera causale, incontra un uomo in carrozzina che comprendendo i bisogni fisici del ragazzo, gli consiglia di andare a Montpellier dove è situato un bordello per persone disabili che hanno l’esigenza di sfogarsi sessualmente. Scotty come può raggiungere quel luogo senza doverlo dire alla madre, che però non comprende i bisogni del figlio?  Il giovane organizza un piano coinvolgendo due persone che frequentano la medesima clinica di riabilitazione: Sam, un ragazzo paraplegico di circa vent’anni, e Mo, un uomo quasi completamente cieco di trentacinque anni che vive con la madre e non ha mai avuto esperienza con il sesso. Dopo qualche tentennamento di Sam e Mo e così decidono di scappare di casa e di raggiungere Montpellier, realizzando il loro primo vero viaggio senza famiglia. Per farlo prendono a noleggio un autista con un furgone per disabile. L’autista è Sam, una donna gigantesca di colore. I tre riusciranno a raggiungere il bordello? L’esperienza sarà per loro soddisfacente?

Scena del film Vieni come sei
Scena del film Vieni come sei

Recensione di Vieni come sei

Remake del pluri-premiato film belga ‘Hasta la vista”, Vieni come sei si dimostra un’intelligente pellicola commerciale basata su un humor sporco e fuori dalle logiche perbenistiche dell’era 2020. I problemi del trio, soprattutto a livello psicologico, non ci vengono nascosti e abbelliti, ma la sceneggiatura ci concentra sul mostrare l’esigenza di sfogo sessuale che quei giovani hanno, come tutti gli esseri umani, nonostante le famiglie non riescano a comprenderli e a vederli come individui bisognosi dell’amore extra familiare e di sesso. La storia infatti va a mostrare come le famiglie di persone disabili faticano a lasciar andare via i propri figli, tenendoli stretti a loro come se non dovessero crescere e dovessero rimanere come dei bambini bisognosi solo dell’affetto materno e paterno. Scotty e Sam hanno bisogno delle loro libertà e dei loro spazi, hanno necessità di sentirsi vivi come uomini in grado di svolgere una vita normale e libera, come tutte le persone, anche Mo scoprirà il piacere di essere indipendente e slegato dalla madre nonostante prima del viaggio non sentisse questa necessita di scoprire la propria identità di uomo. Vieni come sei non è una storia di sesso ma è prima di tutto una storia di libertà, complicità e amicizia che intende mostrare con umorismo sporco un tema raramente trattato come la difficoltà che le persone con disabilità hanno nell’affrontare e di vivere apertamente e alla luce del sole la propria sessualità, mostrando, soprattutto nel finale, che sia Sam sia Scotty sia Mo non sono realmente interessati al sesso inteso come sfogo fisico ma che ricercano di più, ricercano l’amore, un amore che sanno che difficilmente troveranno (nonostante il film sia nel suo complesso molto buonista).

A livello registico la storia non brilla in maniera particolare, ma Richard Wong svolge in maniera piuttosto scolastica il suo lavoro con inquadrature alquanto classiche che hanno l’unico fine di andare a raccontare con semplicità la storia, riuscendo perfettamente nei suoi intenti, anche la fotografia non appare eccezionale, soprattutto nelle scene buie dove compare troppo rumore. La sceneggiatura, assolutamente ben scritta, dona forza alla vicenda e dona ritmo alla pellicola, anche grazie a delle scelte musicali azzeccate. A tratti però sarebbe servita una maggiore introspezione dei personaggi, soprattutto di Sam e Mo, che ci vengono si analizzati ma non come meriterebbero, soprattutto Sam di cui sappiamo fin troppe poche cose tanto che il colpo di scena sul suo personaggio si dimostra superficiale, poiché noi non né comprendiamo il motivo, ma il suo finale arriva in maniera alquanto incomprensibile, anche se il suo destino sarà fondamentale per l’evoluzione di Scotty, colui che è assolutamente ben narrato.

Fotogramma di Vieni come sei (2019)
Fotogramma di Vieni come sei (2019)

In conclusione

Un film commerciale per il grande pubblico che ha il pregio d’intrattenere parlandoci di una tematica importante nella società del 2022, dove i diritti per i portatori di Handicap sono ancora lontani e hanno ancora difficoltà di muoversi in autonomia, come invece dovrebbe essere. La pellicola non possiede una regia interessante come neppure una fotografia ottima ma grazie alla sceneggiatura e alle buone interpretazioni si ha la possibilità di empatizzare con i personaggi e di entrare pienamente dentro la vicenda. Probabilmente però il film Belga è una trasposizione della storia più riuscita.

Note positiva

  • Tema
  • Attori
  • La scrittura sul personaggio di Scotty

Note negative

  • La fotografia nelle scene notturne
  • La scrittura di Sam riguardo alla sua malattia che rimane incompresa allo spettatore.

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