Voglio mangiare il tuo pancreas ed il fenomeno Hikikomori dilagante

Voglio mangiare il tuo pancreas locandina film

Voglio mangiare il tuo pancreas

Titolo originale:  Kimi no suizô o tabetai

Anno: 2018

Paese: Giappone

Genere: Animazione. Teen Drama

Casa di produzione: Studio VOLN

Distribuzione: Nexo Digital

Durata: 108 minuti

Regia: Shinichiro Ushijima

Sceneggiatura: Shinichiro Ushijima

Fotografia:Mayuko Koike

Montaggio:Yumi Jinguji

Musiche: Hiroko Sebu

Trailer ita – Voglio mangiare il tuo pancreas – 2018

Kimi no Suizō o Tabetai è un lungometraggio d’animazione del 2018 per la regia di Shinichirō Ushijima, alla sua opera prima dove un ampia esperienza in alcune serie anime. La storia si rifà all’omonimo romanzo di Yoru Sumino pubblicato nel 2014. Da questa opera sono derivate anche un manga del 2016 e un film in live – action per la regia di  Sho Tsukikawa, uscito in Giappone nel 2017.

In Italia il lungometraggio anime è stato rilasciato come evento speciale dal 21 al 23 gennaio 2019 da Nexo Digital.

Voglio mangiare il tuo pancreas scena film
Voglio mangiare il tuo pancreas

Trama di Voglio mangiare il tuo pancreas

Haruki Shiga, studente delle superiori solitario e depresso, trova il diario di una compagna di classe: Sakura Yamauchi, scoprendo che la ragazza soffre di una grave malattia pancreatica che le ha dato i giorni contati. Il ragazzo quindi deciderà di trascorrere sempre più tempo con lei, usando questo periodo per conoscerla e per conoscersi meglio.

Recensione Voglio mangiare il tuo pancreas

Voglio mangiare il tuo pancreas, diretto da Shinichiro Ushijima, è una pellicola che racconta di due ragazzi che si conoscono per caso in una biblioteca e che col tempo impareranno a comprendersi nelle loro incertezze e fragilità. In particolare Haruki, studente delle superiori solitario e depresso, il quale vedrà in Sakura, sua compagna di classe, una figura amica con cui confidarsi facendo trasparire tutta la foga e la rabbia repressa in un atteggiamento mansueto e remissivo. Il ragazzo incontra per la prima volta Sakura mentre sta catalogando e leggendo libri di ogni genere, al contrario la ragazza risulta tutt’altro che interessata alle letture e appena ne ha l’occasione proverà subito a conversarci, rompendo in un certo senso la barriera che il giovane fino a ora si era creato con il resto delle persone.

Haruki, in seguito scoprirà un inconsueto “feeling” con il proprio opposto Sakura, tanto da spingersi, dopo essere venuto a conoscenza della malattia della ragazza, a trascorrere con lei il tempo che le resta. Una scelta che seppur inizialmente possa sembrare fatta per pietismo, si rivelerà una fuga giovanile che porterà il ragazzo a conoscersi meglio e a cercare un contatto umano con cui relazionarsi, imparando così ad apprezzarsi e ad apprezzare i piaceri della vita.

Scena di Voglio mangiare il tuo pancreas
Scena di Voglio mangiare il tuo pancreas

D’altro canto queste tematiche sono molto sentite in Giappone, prima vittima del fenomeno da loro denominato Hikikomori (dilagante oramai in tutto il mondo) che vede milioni di ragazzi isolarsi senza parlare dei propri problemi con nessuno, nemmeno con i familiari. Vittime di una società ipercapitalistica e ultra competitiva, alla ricerca di una concorrenza continua che inevitabilmente pone degli step sociali, che se non conseguiti, li lascia sentire inadatti/e a vivere con gli altri. Sakura è l’altro, Sakura è il sociale che ci vorrebbe, Sakura è la fuga da una vita grigia e cupa, che può essere risollevata da una follia giovanile in un albergo. La ragazza infatti nonostante sia conscia della propria salute cagionevole cercherà di godersi ogni attimo “curando” Haruki.

Shinchiro Ushijima dirige il tutto in modo accurato e preciso, ricostruendo questo teen drama con una scaletta ben narrata che porta lo spettatore a immergersi pienamente nella love story e nei problemi giovanili di questo secolo. Una generazione costituita da una componente sempre più massiccia di giovani rivolti verso una chiusura e un individualismo sociale, caratterizzato quasi interamente dall’uso smodato della tecnologia, la quale si pone come unico “rimedio” contro la depressione perenne di questi ragazzi.

Un comparto tecnico ricco di animazioni sempre più curate riesce a mettere in luce una quotidianità piena anche di momenti esclusivamente sentimentali, seppur in questo caso meno evocativi rispetto a precedenti pellicole come Your Name di Makoto Shinkai, appesantendo non poco la narrazione sul finale con dialoghi fin troppo smielati e didascalici Voglio mangiare il tuo pancreas seppur presenti nella parte conclusiva dei difetti rimane comunque una pellicola toccante, d’amore e d’odio tra i due protagonisti, i quali si ritroveranno a scontrarsi diverse volte, in particolare Haruki, che con difficoltà riuscirà ad aprirsi a un “nuovo” stile di vita, in cui il benessere della comunità prevalga sull’ostentazione della chiusura tra le mura domestiche.

Note positive

  • comparto tecnico d’animazione
  • analisi sociale del fenomeno hikikomori
  • struttura della love story
  • coinvolgimento dello spettatore (fino al finale)
  • ritratto del giovane solitario

Note negative

  • finale eccessivamente didascalico
  • finale eccessivamente smielato
  • dialoghi finali smodati

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