When Evil Lurks (2023). Un film sulla possessione demoniaca

Recensione, trama e cast del lungometraggio horror sovrannaturale When Evil Lurks (2023), distribuito da Blue Swam per la regia di Demián Rugna
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Trailer di When Evil Lurks

Informazioni sul film e dove vederlo in streaming

When Evil Lurks, horror soprannaturale del 2023, è un lungometraggio del cineasta argentino Demián Rugna, nato a Haedo, Buenos Aires, e noto per la sua filmografia incentrata su cortometraggi e pellicole appartenenti al genere fantasy-horror. Rugna ha diretto film come The Last Gateway, Cursed Bastards!, You Don’t Know Who You’re Talking To e Terrified. When Evil Lurks, il suo quinto film, è stato presentato in anteprima mondiale al Toronto International Film Festival e successivamente proiettato in vari festival cinematografici, vincendo diversi premi, tra cui Miglior Film al Fantastic Fest e al Festival di Sitges, in un’edizione dove partecipava anche The Animal Kingdom. Ha inoltre ottenuto il premio della critica e del pubblico al Festival Internazionale del Cinema Fantastico di Gerardmer 2024 e Miglior Film ai Critics’ Choice Super Awards.

Il film di Rugna è stato distribuito nelle sale cinematografiche argentine il 16 settembre 2023, per poi essere distribuito sul servizio Shudder dal 27 ottobre dello stesso anno, mentre in Italia la pellicola viene distribuita al cinema da Blue Swan Entertainment dal 18 luglio 2024.

Trama di When Evil Lurks

In una terra abbandonata da Dio e dalla religione, i fratelli Pedro (Ezequiel Rodríguez) e Jimmy (Demián Salomón), dopo aver udito degli spari la sera prima, rinvengono in un campo il cadavere di un uomo visibilmente smembrato, di cui resta solo la parte inferiore, una mano e la sua valigetta. Grazie a un documento presente nella valigetta del misterioso uomo, i fratelli ottengono alcune piccole informazioni riguardanti il luogo verso cui questo viandante si stava dirigendo, ovvero l’abitazione di una donna che vive insieme ai suoi due figli. Arrivati a questa casa, Pedro e Jimmy scoprono che vi abita un “marcio”, un uomo dall’aspetto obeso e pieno di pustole, con la pelle in fase di deterioramento che puzza terribilmente. Da ciò che sanno, Pedro e Jimmy capiscono che quell’uomo è affetto da un’infezione demoniaca, essendo posseduto dal Diavolo in persona. Sanno bene che, se non lo fermeranno, la sua vicinanza infetterà e avvelenerà il terreno circostante e ogni bestiame locale. I due uomini, insieme a un loro vicino di casa, decidono di allontanare questo essere, portandolo molto lontano dalla loro abitazione. Tuttavia, il loro modo di agire, non rispettoso delle regole riguardanti i riti dell’esorcismo, risveglia il male, scatenando inavvertitamente un’epidemia di possessioni in tutta la comunità rurale. Ora, i fratelli devono sfuggire a un male incombente che corrompe e mutila tutti quelli a cui si espone, dovendo chiedere l’aiuto di una saggia “donna delle pulizie”, che possiede gli unici strumenti in grado di fermare questa piaga soprannaturale e bloccare il male che sta dilagando sulla Terra.

Ezequiel Rodrígue in When Evil Lurks
Ezequiel Rodrígue in When Evil Lurks

Recensione di When Evil Lurks

Esistono pellicole che non funzionano dall’inizio alla fine o che non riescono a catturare l’attenzione dello spettatore, ricadendo in evidenti scopiazzature di altri lungometraggi di genere, trattando il tema come è stato già trattato in miliardi di altri film, senza risultare interessanti o innovativi agli occhi dello spettatore. Accanto a questa tipologia di film, ne abbiamo anche di innovativi, quelle pellicole che cercano di trattare un genere in maniera originale, ricercando una prospettiva divergente per affrontare l’argomento, al fine di donare allo spettatore un’esperienza innovativa e unica, capace di rimanere nella mente del pubblico. Quando un film di questa tipologia viene realizzato, è indubbiamente da apprezzare. Tuttavia, quando un film che tenta un approccio divergente, pur rifacendosi agli elementi del genere, non riesce a risultare complessivamente riuscito, lascia un amaro in bocca, soprattutto per ciò che il film poteva essere e invece non è stato. Purtroppo, When Evil Lurks rientra in questa seconda categoria: una pellicola alquanto originale e accattivante nel suo primo atto, ma che si perde completamente nel procedere, pur possedendo sempre interessanti elementi concettuali e narrativi che potevano e dovevano essere trattati meglio, sia registicamente che narrativamente, soprattutto a causa di un approfondimento narrativo talvolta assente.

Demián Rugna si avventura nel genere demoniaco e delle possessioni, realizzando una pellicola che ha ben poco in comune con “L’esorcista” di William Friedkin, almeno per struttura drammaturgica, rifacendosi sempre però ad alcuni elementi del genere come la presenza di una figura che avrà il compito di uccidere il demonio. In “When Evil Lurks”, però, non troviamo una storia di cristianità o veri e propri riferimenti biblici connessi alla religione cristiana, né figure di preti che si recano nelle case degli impossessati per tentare di esorcizzare il male con preghiere e acqua benedetta. Siamo, invece, all’interno di una storia sporca, fatta di uomini rudi che vivono una vita dura e difficile in un territorio abbandonato da Dio e dalla religione, come sottolinea con rabbia Pedro, interpretato da un bravissimo Ezequiel Rodríguez, che dice con estrema furia: “Le chiese non esistono più ormai… Non esistono”. Un’informazione che ci colpisce, sottolineata con potenza dalla performance di Rodríguez, rimarcando con la sua espressione dura questa frase importante a livello narrativo. Essa colloca la vicenda in un mondo lontano dal nostro, in una comunità dove la religione ha perso il suo potere, tanto da essere odiata e trattata come qualcosa di pericoloso.

Se ciò è interessante, non lo è altrettanto la presentazione di questo mondo. Il primo e il secondo atto forniscono alcune informazioni, ma lo spettatore non riesce a comprendere bene le leggi morali e sociali in cui si trova “When Evil Lurks”. Il film purtroppo parte subito a tutto gas, come se fossimo già nel bel mezzo della storia, dimenticandosi di presentare allo spettatore il mondo in cui la vicenda si ambienta. L’incipit drammaturgico immette immediatamente lo spettatore all’interno della vicenda, nel bel mezzo dell’azione, senza spiegare ciò che avviene. Questo inizio scoppiettante risulta però un boomerang per il regista, poiché mantenere così alta la tensione dall’inizio alla fine non è facile. Infatti, il film ben presto perde il suo ritmo e quel pathos che aveva nella sua prima metà narrativa. Probabilmente sarebbe stata una scelta più saggia, partire con più tranquillità, concentrandosi anche su un approfondimento del “mondo ordinario”, prima che questo venga stravolto dagli eventi.

Non è dunque un caso che durante la visione, mi sono chiesto: come mai le chiese sono cadute? Perché Pedro e Jimmy sembrano così a loro agio nell’avere a che fare con un “indemoniato”? Perché la polizia tratta Pedro come un pezzente e un matto? Cosa nasconde il passato di Pedro? Elementi che andavano spiegati, seppur non didascalicamente. Il film, soprattutto nel primo e secondo atto, mostra elementi interessanti e situazioni accattivanti, ma si dimentica di approfondire il mondo in cui ci troviamo e i suoi personaggi, che sono presentati in modo marcatamente superficiale, privandoli di vera profondità. Pedro è indubbiamente il motore della storia, il personaggio più interessante del lungometraggio, ma di lui sappiamo molto poco. Veniamo a conoscenza di un suo passato drammatico e tragico, percependo che possa aver fatto qualcosa di brutale che gli ha fatto perdere la famiglia, ma tutto il suo background e la sua introspezione vengono dimenticati e non trattati nel film.

Se l’elemento orrorifico è trattato attraverso scene brutali che rimangono impresse nella memoria dello spettatore, con immagini crude e realistiche come la scena dell’accetta o il ritrovamento del primo corpo mutilato, ciò che manca alla pellicola è una giusta caratterizzazione dei personaggi e un approfondimento efficace del mondo in cui ci troviamo. Le scene di violenza sono sicuramente sconvolgenti e ben realizzate, contribuendo a creare un’atmosfera di tensione e paura congeniale alla vicenda. Tuttavia, queste scene da sole non bastano a sostenere l’intero film. La mancanza di una caratterizzazione adeguata dei personaggi è indubbiamente uno dei principali punti deboli del film. I protagonisti appaiono spesso come semplici archetipi senza profondità, impedendo al pubblico di entrare in sintonia con loro. Senza un solido sviluppo dei personaggi, le loro azioni e reazioni sembrano spesso superficiali e prevedibili, riducendo l’impatto emotivo delle scene orrorifiche, soprattutto se l’universo narrativo in cui si svolge la vicenda non viene esplorato a fondo. Il film accenna a un contesto più ampio e complesso, ma non riesce a svilupparlo in modo significativo. Questo porta a un’ambientazione che appare poco definita e che lascia molte domande senza risposta. Un approfondimento maggiore del mondo circostante avrebbe potuto aggiungere un livello di coinvolgimento e interesse, arricchendo la trama e dando maggiore senso agli eventi che si susseguono. Ecco perché questo film lascia dei rimpianti: avrebbe avuto molto da dire e molte possibilità di approfondimento e sviluppo interessanti. Tuttavia, queste potenzialità rimangono in gran parte inesplorate, limitandosi più alla teoria che all’efficacia narrativa. La pellicola si concentra sulle scene d’impatto, ma senza un adeguato supporto di trama e personaggi, queste perdono parte del loro potere e della loro capacità di coinvolgere davvero lo spettatore.

Innovazione del genere

A causa di una sceneggiatura inefficace, la storia perde forza narrativa scena dopo scena, rimanendo interessante solo per le sue scene inquietanti e sanguinose, caratterizzate da demoni, omicidi e atmosfere oscure dal forte impatto emotivo. Sebbene queste sequenze colpiscano visivamente e generino un immediato senso di terrore, il film non riesce a mantenere una coerenza narrativa solida, portando lo spettatore a sentirsi più disturbato che coinvolto. L’elemento più attraente della pellicola è senza dubbio la scelta di trattare il genere demoniaco e di possessione con un approccio marcatamente ateo, discostandosi dalla tradizione cristiana del genere. Questo approccio pragmatico vede la possessione non come una conseguenza del peccato, ma come il risultato del contatto con virus rilasciati dalle entità demoniache. Ad esempio, il cane della famiglia di Pedro diventa posseduto e diabolico dopo aver toccato dei vestiti contaminati dal “marcio”. Questa innovativa visione trasforma il fenomeno della possessione in una sorta di pandemia, evocando analogie con la realtà del periodo post-Covid 19.

Durante la pandemia di Covid-19, il mondo è stato travolto da un caos sociale senza precedenti a causa di un virus infettivo. Il film riflette questo stato di incertezza e paura, utilizzando la possessione demoniaca come metafora di una pandemia virale. Non è tanto il peccato a condurre l’essere umano alla possessione, ma il contatto fisico con i virus demoniaci, il che rappresenta una novità nel panorama dei film di genere. Questo approccio pandemico alla possessione permette al film di esplorare temi di attualità come la paura del contaggio o del crollo del mondo come noi lo conosciamo a causa di un qualsiasi tipo di batterio. Tuttavia, nonostante l’interessante premessa, la sceneggiatura non riesce a sviluppare appieno questa idea, risultando spesso frammentaria e poco incisiva. Il potenziale di creare una narrazione ricca di tensione e significato rimane in gran parte inesplorato.

Il tentativo di innovare il genere attraverso un’interpretazione pandemica della possessione demoniaca è audace e offre spunti di riflessione, ma il film non riesce a sfruttare completamente questa scelta originale. La narrazione, pur con momenti di alto impatto visivo ed emotivo, manca di una struttura coesa e di un approfondimento adeguato dei personaggi e delle loro motivazioni, lasciando lo spettatore con la sensazione di aver assistito a un’esperienza visivamente potente ma narrativamente debole.

Demián Rugna

Cerco sempre di creare un mio universo e qualcosa di unico nel genere, pensando sempre a me stesso come spettatore piuttosto che come regista. Come credo di aver fatto nel mio film precedente, Terrified (Aterrados), con When Evil Lurks la mia intenzione e ra quella di far vivere al pubblico situazioni inquietanti nel contesto della vita quotidiana. In questo caso, mi interessava trovare la mia strada nel sottogenere della possessione demoniaca, senza cadere in luoghi scontati o generici. A differenza di Terrified, dove i protagonisti facevano base in un paio di case e andavano a cercare il “male” fino a scontrarsi con esso, qui ho proposto l’esatto contrario: il male avrebbe cercato i nostri personaggi, che avrebbero dovuto attraversare un ‘intera regione per evitare lo scontro. L’idea è sempre stata quella di creare un road movie horror di personaggi con legami familiari in stato di decadenza, il che rende tutto ciò che accade più brutale e inquietante. Volevo anche presentare scene e immag ini suggestive all’interno del genere horror e fantasy ambientato in America Latina.
When Evil Lurks
When Evil Lurks

In conclusione

“When Evil Lurks” si distingue per il suo coraggioso tentativo di innovare il genere delle possessioni demoniache, adottando un approccio pandemico e ateo. Tuttavia, nonostante alcune scene visivamente potenti e performance notevoli, il film soffre di una sceneggiatura frammentaria e superficiale che compromette la coesione narrativa. La mancanza di approfondimento dei personaggi e del contesto sociale limita l’impatto emotivo della storia, lasciando lo spettatore con la sensazione di un’opportunità mancata. Pur con tutte le sue ambizioni, “When Evil Lurks” non riesce a tradurre appieno il suo potenziale innovativo in una narrazione robusta e coinvolgente.

Note positive

  • Approccio Innovativo al Genere: “When Evil Lurks” si distingue per il suo audace tentativo di reinterpretare il genere delle possessioni demoniache attraverso una lente atea e pandemica. Questo approccio aggiunge freschezza e originalità alla trama, trattando il tema in modo nuovo e provocatorio.
  • Scene di impatto visivo: Il film riesce a creare scene visivamente potenti e inquietanti, soprattutto nelle sequenze che mostrano la possessione e i suoi effetti. Questi momenti contribuiscono a creare un’atmosfera di terrore e tensione che rimane impressa nella memoria dello spettatore.
  • Performance degne di nota: L’interpretazione di Ezequiel Rodríguez, in particolare, risalta per la sua intensità e capacità di trasmettere l’angoscia del suo personaggio, Pedro. Le performance contribuiscono a elevare il livello emotivo delle scene più drammatiche.

Note negative

  • Sceneggiatura frammentaria e superficiale: Nonostante l’innovazione concettuale, la sceneggiatura manca di coesione e profondità. Il film si perde nella sua narrazione, concentrando troppo l’attenzione sulle scene di impatto visivo a discapito dello sviluppo dei personaggi e della trama complessiva.
  • Mancanza di approfondimento del contesto: Il film non riesce a spiegare adeguatamente il mondo in cui si svolge la storia, lasciando molte domande senza risposta riguardo alle dinamiche sociali e morali del luogo. Questo impedisce allo spettatore di comprendere appieno il contesto e le motivazioni dei personaggi.
  • Perdita di ritmo e pathos: Dopo un inizio promettente, il film non riesce a mantenere lo stesso livello di tensione e pathos. La mancanza di un ritmo narrativo coerente porta a un calo nell’interesse dello spettatore nel corso della visione.
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Stefano Del Giudice
Stefano Del Giudice

Laureatosi alla triennale di Scienze umanistiche per la comunicazione e formatosi presso un accademia di Filmmaker a Roma, nel 2014 ha fondato la community di cinema L'occhio del cineasta per poter discutere in uno spazio fertile come il web sull'arte che ha sempre amato: la settima arte.

Articoli: 923

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