200 metri (2020): la lotta di un popolo

200 metri locandina

200 metri

Titolo originale: 200 Metri

Anno: 2020

Nazione: Palestina, Giordania, Qatar, Italia, Svizzera

Genere: Avventura, Drammatico

Casa di produzione: Film i Skåne, MeMo Films, Odeh Films

Distribuzione: I Wonder Pictures

Durata: 96 min

Regia: Ameen Nayfeh

Sceneggiatura: Ameen Nayfeh

Fotografia: Elin Kirschfink

Montaggio: Kamal El Mallakh

Musiche: Faraj Suliman

Attori: Ali Suliman, Lana Zreik, Samia Bakri, Tawfeeq Nayfeh, Maryam Nayfeh, Salma Nayfeh, Ghassan Abbas, Nabil Al Raai, Ghassan Ashqar

Trailer italiano di 200 metri

200 metri, primo lungometraggio del pluripremiato regista palestinese Ameen Nayfeh, uscirà finalmente nelle sale italiane il 25 agosto del 2022. Il film, realizzato nel 2020 è stato presentato all’edizione dello stesso anno della mostra del cinema di Venezia vincendo il premio del pubblico Banca Nazionale del Lavoro.

La pellicola ha ottenuto svariati premi come quello del pubblico alle Giornate degli Autori – Venezia 77, il premio spciale della giuria all’international Thessaloniki Film Festival, Miglior Attore all’Antalya Golden Orange Film Festival e quello come miglior film all’Ajyal Youth Film Festival e al Middle East Now.

Trama di 200 metri

Mustafa (Ali Suliman) e Salwa (Lana Zreik) entrambi palestinesi, vivono a 200 metri di distanza ma sono divisi dal muro che gli israeliani costruiscono dal 2002. Il muro rende complicati gli spostamenti da una parte all’altra soprattutto per chi palestinese vuole sposarsi dalla Palestina verso i territori israeliani. Il muro, di fatto, oltre che a dividere la coppia e creare problemi relazionali, genera anche problemi economici. Per ovviare a questi problemi Salwa si è fatta i documenti israeliani e da tempo cerca di convincere anche il marito a farseli. Lui però non vuole cedere, vuole mantenere la sua identità palestinese. Un giorno il primogenito della coppia viene urgentemente ricoverato e il padre appresa la notizia vuole correre da lui. Purtroppo, però qualche giorno prima un suo documento era scaduto così Mustafa non può attraversare la frontiera tramite i checkpoint ma deve introdursi nel territorio israeliano in modo clandestino. Un viaggio complicato e ricco d’insidie, la cui riuscita è incerta.

Fotogramma di 200 metri
Fotogramma di 200 metri

Recensione di 200 metri

Ameen Nayfeh in 200 metri ci offre una breve panoramica di quello che vuol dire per un palestinese vivere in una Palestina martoriata sempre più dal governo israeliano. 

Questo non è il luogo per ricostruire tutta la vicenda però qualche elemento storico è importante per la comprensione del film. In Palestina sono sempre esistiti conflitti religiosi ma è dalla fine dell’‘800 che in quelle terre si scontrano israeliani e palestinesi. La questione è peggiorata quando nel 1947 cercando di “risolvere” il problema intervenne l’ONU che propose ai due popoli una divisione “equa” dei territori. Gli ebrei accettano subito la proposta dell’Onu facendo nascere lo stato d’Israele. Viceversa, la Palestina non accettando di essere cacciata dai territori in cui vivevano già prima degli ebrei iniziarono a opporsi al nascente stato d’Israele dando vita al conflitto che va tuttora avanti tra i due popoli. In seguito agli accordi siglati tra i due popoli tra il 1993 e il 2000 le zone assegnate al controllo palestinese sarebbero: la Striscia di Gaza e alcuni territori della Cisgiordania. In questi luoghi però sono tutt’ora presenti coloni israeliani.

Nel 2002 gli israeliani hanno iniziato la costruzione di un muro divisorio tra i due territori, ufficialmente realizzato per motivi di sicurezza, fatto sta che nel realizzarlo gli israeliani occupano territori palestinesi togliendo a quest’ultimi anche luoghi strategici e vitali come pozzi nonché la libertà. Il muro di fatto rende difficile la vita ai palestinesi soprattutto a livello economico: le merci arrivano con difficoltà, i lavoratori pendolari faticano a spostarsi e spesso rimangono senza lavoro. Inoltre, i checkpoint sparsi lungo il muro e unici luoghi di accesso tra i due territori sono gestiti in modo tale da rendere difficile il passaggio: labirintici e con regole stringenti. Non basta avere i documenti ma bisogna essere minuti di giornalieri permessi. Ed ecco che il viaggio del padre verso il figlio ammalato diventa allegoria dell’amore che prova un palestinese verso la sua terra massacrata, dilaniata. Un viaggio di amore che supera tutto.

Un elemento fondamentale è sicuramente rappresentato dal personaggio della regista tedesca in viaggio in quei luoghi per documentare. È emblematica la scelta della nazionalità tedesca del personaggio in quanto crea con le dovute differenze un’analogia importante: la presenza di un muro a dividere. Il famigerato muro di Berlino divideva in realtà un’unica popolazione fatta di persone uguali. In quest’ottica il messaggio del film potrebbe essere l’auspicio di una convivenza pacifica in cui ognuno dei due popoli mantiene la sua identità, di fatto Mustafa non vuole farsi i documenti israeliani anche se questi lo avvantaggerebbero, senza sopraffare l’altro.

200 metri è la mia storiaÈ la storia di migliaia di palestinesi e, sicuramente, le storie possono cambiare la vita. […] Qui, in Palestina, siamo abituati ad adattarci a nuove situazioni, a fare come viene detto e a camuffare i nostri sentimenti. Ma questo non dovrebbe essere più accettabile. La libertà di movimento è un diritto umano fondamentale che appare come una favola in una realtà così brutale. Il protagonista Mustafa ha obbedito alle regole, ha sopportato l’umiliazione e ha fatto come gli è stato detto per garantirsi una piccola possibilità di stare con la sua famiglia, ma quando quelle stesse regole che lo hanno alienato mettono in pericolo i suoi cari e il senso della paternità, potrà ancora obbedire?»

Le immagini del muro, dei posti di blocco e dei soldati sono, probabilmente, la prima cosa che viene in mente quando si pensa alla Palestina. Nonostante queste immagini siano presenti anche in questo film, il suo tema centrale sono le conseguenze su noi esseri umani di una separazione del genere al fine di fare luce sulle barriere e sui muri invisibili che si creano a seguito delle barriere fisiche.

Ameen Nayfeh
Scena film di 200 metri
Scena film di 200 metri

In conclusione

Note positive

  • Storia avvincente
  • L’importa storica e attuale del film

Note negative

  • /

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