Samaritan (2022): aspettando un eroe

Locandina del film Samaritan prime video

Samaritan

Titolo originale: Samaritan

Anno: 2022

Nazione: Stati Uniti d’America

Genere: Azione, thriller, supereroi

Casa di Produzione: Metro-Goldwyn-Mayer, Balboa Productions

Distribuzione: United Artists Releasing, Amazon Studios

Durata: 101 minuti

Regia: Julius Avery

Sceneggiatura: Bragi F. Schut

Tratto dal fumetto: “Samaritan”, di Bragi F. Schut, Marc Olivent e Renzo Podesta

Fotografia: David Ungaro

Montaggio: Matt Evans, Pete Beaudreau

Musiche: Jed Kurzel, Kevin Kiner

Attori: Sylvester Stallone, Javon Walton, Pilou Asbæk, Dascha Polanco, Moises Arias

Trailer italiano del film Samaritan

Con un divieto per i minori di tredici anni, a causa della presenza di una forte violenza e un linguaggio volgare, Samaritan è una pellicola supereroistica diretta da Julius Avery, giunto al suo terzo lungometraggio, che vede il ritorno in scena dell’attore Sylvester Stallone dopo aver partecipato a Rambo: Last Blood nel 2019. La storia si basa sulla graphic novel di Mythos Comics realizzata da Schut, Marc Olivent e Renzo Podesta.

Per leggere le dichiarazioni del cast andate qui

Trama di ‘Samaritan’

Il tredicenne Sam Cleary (Javon “Wanna” Walton) sospetta che il suo misterioso e solitario vicino Mr. Smith (Sylvester Stallone) sia in realtà una leggenda sotto copertura. Vent’anni fa, il vigilante con superpoteri di Granite City, Samaritan, è stato dichiarato morto dopo una battaglia contro il suo rivale, Nemesis, in un magazzino andato a fuoco. In molti credono che Samaritan sia morto nell’incendio ma altri in città, come Sam, sperano che sia ancora vivo. Con l’aumentare delle azioni criminali e la città sull’orlo del caos, Sam decide di convincere il suo vicino a uscire allo scoperto per salvarli dalla rovina.

Fotogramma di Samaritan (2022)
Joe (Sylvester Stallone) e Sam (Javon Walton) in una scena del film

Recensione di ‘Samaritan’

Molti anni fa, una battaglia tra il bene e il male fu combattuta tra Samaritan e Nemesis, due fratelli gemelli che divennero nemici giurati. Erano mostruosamente forti, ma facevano involontariamente del male alle persone. Gli abitanti di Granite City cominciarono a temere i due fratelli. Aspettarono che la famiglia dormisse, poi sbarrarono la casa e le diedero fuoco. I genitori furono bruciati vivi, ma i gemelli rimasero illesi. Samaritan crebbe per combattere per la giustizia e per essere un protettore. Ma Nemesis, consumata dalla vendetta, voleva che il mondo soffrisse. Samaritan cercò di contenere la furia del fratello, così Nemesis forgiò un’arma potente, un martello in cui riversò tutto il suo odio e la sua rabbia. Era l’unica cosa che poteva distruggere Samaritan. I due sono morti in un esplosione durante la battaglia. È una storia che è stata raccontata a tutti a Granite City. Ma credo che Samaritan sia ancora vivo…

Introduzione di Samaritan

Quando la gente viene sfrattata dalle proprie case, la disoccupazione è alle stelle, l’intera città è sull’orlo del caos e l’ultima e unica speranza è diventa la criminalità, si prega che un eroe giunga a salvare la situazione. Ma dov’è questo eroe? Samaritan’, il super-vigilante della città, il quale non si fa più vedere da oltre vent’anni. Alcuni credono sia scappato, altri che sia morto. Un bambino, Sam (Javon Walton) crede che sia vivo e che prima o poi tornerà. Anzi, ritiene che si tratti proprio del suo anziano, nerboruto vicino Joe (Sylvester Stallone); uno uomo che passa le giornate a svuotare cassonetti dell’immondizia e riparando vecchi oggetti. Inizia quindi a seguirlo, spiarlo, frugare fra le sue cose per svelare il mistero. Nel frattempo, pur essendo il ragazzino un fan di ‘Samaritan’, visto da molti come un simbolo di pace e onestà, egli stesso si ritrova costretto a ricorrere al crimine per tirare avanti con sua madre.

Inizia così una storia di disperazione e speranza, bene e male, giustizia e criminalità, mistero e azione. Sulla carta, la pellicola avrebbe tutti gli ingredienti per un’epica, cupa, complessa re-invenzione del genere d’azione e super-eroico. Tante ottime idee di partenza che mancano però della giusta esecuzione. Gli elementi di mistero, ambiguità morale e personaggi in cerca di redenzione avrebbero potuto creare un’esperienza originale, ma finiscono per precipitare nella banalità a causa della loro mancata esplorazione. Citare tematiche profonde non basta per rendere un film profondo, bisogna anche approfondirle queste tematiche. La soluzione del mistero su Joe (Stallone) risulta abbastanza prevedibile, ma qualora giungesse inaspettata ad alcuni spettatori, non lascia che una sensazione di vuoto narrativo a causa del potenziale sprecato.

“Non sono più come una volta, il declino inizia quando smetti di preoccuparti e io ho smesso di farlo tanto tempo fa”.

Joe (Sylvester Stallone)

Uno dei simboli più ricorrenti nel film è: il Martello; “forgiato dall’odio” della nemesi che Samaritan combatteva fino a prima di scomparire. Tale simbolo si rivela assai azzeccato, poiché l’intera esperienza della visione del film consiste in ogni singola possibile cliché del cinema d’azione – popolari, forse, nell’era d’oro di Sylvester Stallone – che vengono incessantemente sbattute in faccia agli spettatori, come una serie di martellate, equiparabili alle ‘legnate’ che i ‘cattivi’ del film ricevono regolarmente. L’unico momento originale si limita ad una mini-scena di combattimento con un estintore, ma a parte quei tre secondi… Siamo così dinanzi a una premessa promettente, che risulta purtroppo un esperienza chiassosa eppure vuota. Una serie di vigorose martellate, il cui risultato finale è un prodotto di scarsa forgiatura.

S. Stallone in Samaritan
S. Stallone in Samaritan

In conclusione

Alcune delle domane ricorrenti nel film sono: Dov’è l’eroe che può salvarci da questo caos? C’è ancora speranza di salvezza? Tornerà mai, per noi, che preghiamo e lo aspettiamo? A quanto pare ci toccherà aspettare ancora, poiché in questa pellicola l’eroe di cui abbiamo bisogno semplicemente non c’è.

Note positive:

  • Premessa promettente
  • Filmato e recitato bene

Note negative:

  • Potenziale sprecato
  • Tematiche complesse introdotte, ma non approfondite
  • Trama relativamente prevedibile

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