Mulholland Drive (2001): un viaggio tra sogno e realtà

Trailer italiano di Mulholland Drive

Inserito al primo posto nella lista dei 100 migliori film del ventunesimo secolo stilata nell’agosto del 2016 dall’emittente televisiva britannica BBC, Mulholland Drive è un film del 2001 scritto e diretto da David Lynch, una delle opere più conosciute del regista americano, nonché uno dei suoi ultimi lungometraggi. Nato come serie televisiva spin-off di Twin Peaks ordinato dall’emittente televisiva statunitense ABC, il film in seguito a varie incomprensioni tra il regista e la rete tv divenne effettivamente un lungometraggio solamente nel 2000 grazie all’acquisizione dei diritti da parte della rete televisiva francese Canal+.

Trama di Mulholland Drive

In seguito a un incidente d’auto sulla Mulholland Drive una donna, Rita, a causa di un trauma cranico perde la memoria e si intrufola di nascosto all’interno di un appartamento a Los Angeles. Il giorno seguente nella casa arriverà la nipote della proprietaria, Betty, un’aspirante attrice dando inizio così alla loro avventura insieme alla ricerca di risposte sull’identità della donna senza memoria.

Fotogramma del film Mulholland Drive (2001)
Fotogramma del film Mulholland Drive (2001)

Recensione di Mulholland Drive

Il lungometraggio di David Lynch è il frutto del Postmodernismo con rimandi a opere della storia del cinema come Persona d’Ingmar Bergman di cui si può vedere il parallelismo delle due donne protagoniste, Vertigo di Alfred Hitchcock con la sua atmosfera cupa e la suspense, Sunset Boulevard di Billy Wilder lo si può rivedere nella critica dello studio system hollywoodiano, e infine un’opera molto cara al regista, nonché già pienamente citata in Cuore Selvaggio, Il mago di Oz di Victor Fleming. In Mulholland Drive i riferimenti al lungometraggio di Fleming sono marginali e per lo più visibili nei personaggi secondari, ad esempio il cowboy, Mr. Roque e i fratelli Castigliane, i quali rappresentano lo spaventapasseri, l’uomo di latta e il leone che troviamo all’interno de Il mago di Oz. Il film contiene anche riferimenti all’universo della serie televisiva diretta da Lynch stesso e Mark Frost per il canale statunitense ABC, Twin Peaks; infatti, come è stato detto in precedenza il lungometraggio nasceva come serie tv spin-off di quest’ultima. I riferimenti si possono trovare nel personaggio di Mr. Roque interpretato da Michael J. Anderson e conosciuto come Man from another place nell’universo di Twin Peaks. Infine, nella terza stagione della serie televisiva si trovano svariati personaggi di Mulholland Drive come Rebekah del Rio e anche la stessa Naomi Watts è presente, però, nelle vesti della moglie di Douglas “Dougie” Jones, creato dal doppelganger del detective Dale Cooper.

Le protagoniste di Mulholland Drive
Le protagoniste di Mulholland Drive

Mulholland Drive è ben diviso in due parti: la prima in cui in seguito a un incidente sulla Mulholland Drive una donna perde la memoria e scappa dal luogo dove si trova per arrivare in un appartamento di Los Angeles in cui si nasconde. Il giorno successivo nella casa entrerà Betty, la nipote della proprietaria che cerca di aiutare la donna a ricordare la sua identità. Dopo la famosissima sequenza del Club Silencio, in cui le protagoniste assisteranno a uno spettacolo completamente in playback, segno che tutte quello che ha visto lo spettatore fino a quel momento potrebbe non essere la verità, Betty e Rita torneranno all’appartamento apriranno la misteriosa scatola blu ed è proprio qui che si dà inizio al secondo segmento. In questa parte, lo spettatore scoprirà che in realtà tutto il primo segmento del film era tutto un sogno di quella donna che conoscevano come Betty ma che in realtà è Diane Selwyn, la stessa persona che Betty e Rita stavano cercando poco prima. Vista questa struttura, si può notare come tutto ritorna a essere collegato all’opera cinematografica di Fleming, infatti, anche ne Il mago di Oz la protagonista, Dorothy Gale, vivrà un sogno nel suo caso per tutta la durata del film. Questa divisione tra realtà e finzione, amplificata anche dal metacinema, può apparire in un primo momento netta, ovvero, nel caso in cui decidiamo di considerare tutta la prima metà del lungometraggio un sogno prodotto da Diane per via di alcune inquadrature sfocate o per via del monologo del presentatore nel Club Silencio. Tuttavia, questo viene messo in crisi se si considera che la seconda parte di Mulholland Drive contiene scene di allucinazioni di Diane come la scena di sesso con Camilla e il suo suicidio finale.

In conclusione

Mulholland Drive è definibile come un thriller psicologico intento a giocare molto con la mente degli spettatori e con la linearità narrativa, cosa che Lynch continuerà a fare con il suo ultimo lungometraggio Inland Empire e con la terza stagione di Twin Peaks.

Note positive

  • Regia e musiche
  • Suspence hitchcockiana
  • Riferimento ad altre opere cinematografiche

Note negative

  • /

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