Alone (2020) – La pandemia crea dei mostri

alone film locandina

I contenuti dell'articolo

Alone

Titolo originale: Alone

Anno:2020

Paese: Stati Uniti d’America

Genere: Horror, Sci-fi

Produzione: ICM Partners (sales agent), JAR Films, Martini Films

Distribuzione:Grindstone Entertainment Group, Lionsgate Home Entertainment

Durata: 92 min
Regia: Johnny Martin

Sceneggiatura: Matt Naylor

Fotografia: Martim Vian
Musiche: Frederik Wiedmann
Attori: Donald Sutherland, Tyler Posey, Robert Ri’chard, John Posey, Summer Spiro


https://youtu.be/S9SdmI0KkSw
Traile ufficiale di Alone

Trama di Alone

Lo scoppio di una terribile pandemia getta il mondo nel caos e gli esperti consigliano ai cittadini di auto-isolarsi per cercare di sopravvivere. Aidan si sveglia e si ritrova intrappolato nel suo appartamento, completamente isolato dal resto del mondo e impossibilitato a contattare i suoi cari, mentre gli infetti occupano l’intero edificio. La sua disperata situazione pare migliorare quando si accorge della bella Eva, che vive nell’appartamento dall’altro lato del cortile. Ne nasce una storia d’amore, fra il caos circostante e i messaggi che i due si scambiano. Senza più elettricità e con le scorte in esaurimento, Aidan decide di rischiare il tutto per tutto.

Recensione di Alone

Con una ventennale carriera e più di 200 film come stuntman alle spalle (Seven, Titanic, Matrix reloaded, Drive tra gli altri), Johnny Martin mette su una piccola casa di produzione, la Martini Films, che ha all’attivo una dozzina di film che hanno tutti ben incassato al botteghino statunitense. Forte di quest’esperienza e spesso aiutato dalla collaborazione di grandi attori, Martin intraprende la strada della regia realizzando, solo nel 2017, ben due film: Vendetta – una storia d’amore con Nicholas Cage e Hangman – Il gioco dell’impiccato con Al Pacino, a questi segue Delirium (2018). Questo breve excursus nella carriera di Martin testimonia come la sua attenzione si sia gradualmente spostata dai film d’azione al thriller/horror.

Presentato alla 20° edizione del Trieste Science+Fiction Festival Alone si inserisce proprio in quest’ultima categoria e il tema della pandemia fa solamente da pretesto per un film di zombi. Il personaggio principale Aidan (Tyler Posey) compare in quasi tutte le inquadrature e la sua ostentata fisicità mette in chiaro fin dall’inizio la direzione che il film vuole intraprendere. Dopo una prima parte, inevitabilmente (?) ripetitiva, in cui Martin ci mostra l’isolamento forzato di Aidan e la lotta per tenere fuori dall’appartamento gli zombi infettati a caccia di esseri umani sani da poter mangiare, l’incontro con Eva (Summer Spiro), la bella e sola vicina di casa, da il via alla seconda parte del film, più movimentata e ravvivata da alcuni incontri che danno un minimo di spessore alla storia.

Il tutto è ambientato nell’appartamento di Aidan e nel comprensorio costituito dagli edifici vicini il che da modo al protagonista e agli stuntmen di mettere in mostra le doti acrobatiche di arrampicata. L’incontro con la ragazza da vita alla love story, inizialmente a distanza, che motiva Aidan a uscire dall’isolamento. Anche qui manca la profondità dei personaggi e il risultato è artificioso e immotivato rispetto alla situazione.

La produzione del film risente evidentemente del basso budget e anche gli effetti speciali nella realizzazione degli zombi non sono sempre credibili rasentando la comicità involontaria nel momento in cui il vicino di casa ormai zombi e in avanzato stato di decomposizione continua a ripetere di stare bene in ogni scena in cui compare.

A impreziosire il film un cameo di Donald Sutherland che, nell’ultima parte del film, da vita a una interessante ramificazione della trama che forse avrebbe potuto essere sfruttata meglio. Nonostante questo il film non decolla e mantiene inalterate le impressioni prodotte nei primi quindici minuti di proiezione.

In conclusione Alone è un’opera di cui onestamente non si sentiva il bisogno tanto più che la trama sembra essere la brutta copia del film coreano #Alive (2020) dir. Il Cho, impressione confermata dal fatto che lo sceneggiatore Matt Naylor è lo stesso per entrambi i film. Il tema della pandemia, soprattutto in questo specifico momento storico, avrebbe potuto essere sviluppato in modo più interessante visto che la realtà stessa offre spunti imprevedibili e inimmaginabili, forse però sarebbe chiedere troppo a un regista con il curriculum di Martin da cui invece ci si aspetterebbe una dose maggiore di azione e sano divertimento horror.

Note positive

  • Buon ritmo
  • Intrattenimento senza pretese

Note negative

  • Trama non originale
  • Poca profondità dei personaggi
  • Effetti speciali approssimativi
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