Short Term 12 scena film

Short Term 12 (2013): Film rivelazione del cinema indipendente americano

Short Term 12 locandina film

Short Term 12

Titolo originale: Short term 12

Anno: 2013

Paese: Stati Uniti d’America

Genere: drammatico

Produzione: Animal Kingdom, Traction Media

Durata: 96 min.

Regia: Destin Cretton

Sceneggiatura: Destin Cretton

Fotografia: Brett Pawlack

Montaggio: Nat Sanders

Musiche: Joel P. West

Attori: Brie Larson, John Gallagher Jr, Kaitlyn Dever, Rami Malek, Lakeith Stanfield, Melora Walters, Diana-Maria Riva

Trailer del film Short Term 12

Trama di Short Term 12

Short term 12 è il centro di accoglienza che si occupa di adolescenti meno agiati con problemi di vario tipo, e lo scopo è la loro riabilitazione sociale, attraverso il gioco, le riunioni, la parola. Grace e Mason sono i supervisori dei ragazzi, sono giovani anche loro e cercano con passione di mantenere un clima tranquillo e piacevole all’interno di questa micro – comunità. Hanno anche una relazione, e il loro rapporto sembra essere giunto ad un punto di svolta, vista la gravidanza inaspettata di Grace. Intanto al centro, nonostante i piccoli e ricorrenti problemi, le giornate trascorrono simili fino all’arrivo di Jayden, una giovane ragazza autolesionista che Grace si prende a cuore fin da subito. Con il suo arrivo, però, l’apparente forza del supervisore Grace si sgretola progressivamente, visto che le loro storie non sono poi così distanti, e si ritrova così a dover fare i conti con un passato infelice e delle questioni irrisolte.

Recensione di Short Term 12

Presentato alla 66esima edizione del festival di Locarno, il film è un adattamento del cortometraggio omonimo dello stesso Daniel Cretton, prodotto e girato da lui nel 2009. E’ un dramma a tutti gli effetti, anche se sono parecchi i momenti e i dialoghi in cui sorridiamo, anche se è un sorriso amaro. Il regista, Daniel Cretton, affronta senza timore la storia di un centro di accoglienza, (tra l’altro lui stesso ha lavorato in uno di questi centri, e proprio da quell’esperienza è nato il cortometraggio) in cui i ragazzi cercano di aiutarsi tra di loro per come possono, con l’obbiettivo di stare un po’ meglio tutti insieme, aiutandosi a vicenda.

Short Term 12 non arriva mai al melodramma, tuttavia le situazioni sono al limite; I tentativi di fuga da parte dei ragazzi, per esempio, sono all’ordine del giorno, come già dall’inizio del lungometraggio possiamo vedere. Nate è il nuovo arrivato, e vuole fare esperienza, ma faticherà a stare dietro ai ritmi e all’atmosfera del centro. Noi spettatori, con lui, ci affacciamo per la prima volta a questa realtà, e siamo subito alle prese con i primi problemi. L’energia dei supervisori, in un contesto simile, è di vitale importanza, e infatti sono l’anima del centro: danno regole, come per esempio tenere le porte delle stanze sempre aperte, e sono rigidi/ferrei sulle norme di comportamento, ma al tempo stesso sono in sintonia con ciascuno dei ragazzi, dal primo all’ultimo, e hanno instaurato con loro un rapporto sincero. In contemporanea alle vicende del centro viviamo anche la relazione di Grace e Mason entro le mura domestiche. Grace è incinta, e risponde in modo affermativo quando l’infermiera le chiede se fosse già stata incinta prima, anche se non sappiamo quando e come, ma dal suo comportamento trapelano rancore e paura. In effetti non sappiamo nulla del suo passato fino all’arrivo dell’adolescente Jayden, la cui storia apre una crepa in quella di Grace.

La frustrazione e la rabbia dei ragazzi emerge a più riprese, come quando Marcus, il ragazzo afroamericano più grande del centro e in procinto di andarsene, strappa a Mason un pezzo scritto da lui pieno d’insulti e ingiurie verso la madre, responsabile del suo malessere, e ed è proprio da queste azioni, da una canzone o da un disegno, che viene fuori l’emotività dei ragazzi, quello che sentono. La musica di sottofondo non è mai ingombrante, anzi accentua la drammaticità di certi momenti e accompagna il ritmo incalzante e mai lento della narrazione. Sicuramente uno dei migliori film presentati a Locarno, di un regista che mostra da subito il suo talento e lo conferma con il suo ultimo lungometraggio (Il diritto di opporsi, 2019).

Note positive

  • Sceneggiatura
  • Interpretazione
  • Attori
  • Montaggio

Note negativa

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