Amazing Grace (2018): quando è l’anima a parlare.

Amazing Grace (2018): quando è l'anima a parlare. 1

Amazing Grace

Titolo originale: Amazing Grace

Anno: 2018

Paese: Stati Uniti d’America

Genere: Documentario, Musica

Produzione: Al’s Records & Tapes Production

Distribuzione: Neon, Time

Durata: 87 minuti

Regia: Alan Elliott, Sydney Pollack

Montaggio: Jeff Buchanan

Attori: Aretha Franklin, James Cleveland, Alexander Hamilton, C.L. Franklin, Clara Ward, Charlie Watts, Sydndey Pollack, Chuck Rainey, Bernard Purdie, Cornell Dupree, Kenny Luper, Poncho Morales.

Trailer ITA del film Amazing Grace

Trama di Amazing Grace

Nel gennaio del 1972 la Regina del Soul, dopo aver registrato più di 20 album, vinto 5 Grammy Awards ed essere stata per 11 volte consecutive al primo posto nelle principali classifiche Pop e R&B con singoli come “Respect”, “I Say a Little Prayer”, “(You Make Me Feel Like) A Natural Woman” e “Day Dreaming” decide di cambiare rotta tornando così alle proprie origini. Arrivata a Los Angeles, nella Chiesa Missionaria The New Temple allestita per l’occasione, Aretha Franklin canterà le canzoni che hanno fatto da colonna sonora alla sua giovinezza. Accompagnata dal reverendo James Cleveland e dal Southern Community Choir diretto da Alexander Hamilton, Mrs. Franklin inciderà dal vivo in due serate quello che sarebbe poi divenuto l’album gospel più venduto di tutti i tempi. Durante la pianificazione della sessione musicale, la Warner Brothers acconsentì a riprendere le due sedute di registrazione, avvenute il 13 e il 14 gennaio, ingaggiando un giovane Sydney Pollack per la regia. A causa di problemi tecnici relativi alla sincronizzazione dell’audio il film non è stato distribuito fino al 2018 quando, il produttore Allan Elliot, insieme a Jerry Wexler e lo stesso Pollack, riuscirono a sintonizzare il suono e il filmato originale grazie al lavoro di Serge Perron. Dopo oltre quarant’anni, questo film vuole essere il lascito di una delle più potenti, immense e immortali voci della storia della musica mondiale.

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Amazing Grace (2018)

Recensione di Amazing Grace

“Per quelli che, tra di voi, non hanno mai avuto l’opportunità di ascoltare Aretha cantare Gospel, stasera proverete una grande emozione”; è così che James Cleveland, dopo aver introdotto il coro e i membri della band, invita il pubblico accalcato all’interno della chiesa a entrare nello spirito e nell’ottica di ciò che stava per accadere. Il reverendo Cleveland, in quel primo discorso, utilizza una parola che rappresenta perfettamente quella grande emozione di cui parla, “brivido”. Dall’entrata della Lady del Soul al suo saluto al termine della registrazione è proprio un brivido che, partendo dalla sua grandiosa voce, ci accompagna per l’intera esperienza.

Quattordici sono le canzoni eseguite di fronte agli spettatori che partecipano attivamente lasciandosi trasportare dalla forza impulsiva di quegli acuti. Oltre all’artista gospel Clara Ward e al celebre Mick Jagger, troviamo seduto in prima fila il pastore Battista C.L. Franklin, padre di Aretha. Quando il pastore Franklin è chiamato a tenere un discorso, racconta con commozione i momenti passati con sua figlia quando era ancora una bambina e di come abbia imparato e sia cresciuta ascoltando i grandi artisti e i maggiori rappresentati del Gospel. Parla della voce di Mrs. Franklin non come un mero strumento bensì come fosse un dono ricevuto dal Divino che doveva essere impiegato per trasmettere la sua potenza mediante la messa a nudo della sua anima, e così è stato. C’è difatti chi tra il pubblico ascolta venerando e riflettendo e chi invece non è in grado di contenere le emozioni del momento agitandosi così sulla sua seduta o ballando, tanto era incontrollabile il “brivido”.

Aretha Franklin non è una semplice cantante, è una personalità sui generis, quel Genio di cui parlano i Romantici, una forza creatrice e originale che non è vincolata e non può essere trattenuta all’interno di regole o canoni da rispettare. Questa forza si manifesta, in particolar modo, in due episodi presenti nel film; ricordiamo ad esempio James Cleveland che stringe forte la sua mano per sostenerla mentre cantava o quando C.L. Franklin prende un panno e asciuga il suo sudore che le grondava dal viso per poterle permettere di continuare a suonare senza fermarsi. Così come per il Romanticismo infatti era l’arte a salvarci dal nichilismo quotidiano, in questo caso, allo stesso modo è la voce della Regina del Soul che indiscutibilmente ci travolge, ci innalza verso un qualcosa di superiore e ci permette di uscire dai nostri limiti conoscitivi attraverso quest’esperienza, potremmo dire, trascendentale.

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Scena del film Amazing Grace (2018)

Oltre a elogiare Aretha Franklin, la band, James Cleveland, il Southern Community Choir e Alexander Hamilton per l’impeccabile sessione musicale, è importante prendere in considerazione anche l’aspetto tecnico di quest’incredibile testimonianza. La morbidezza delle inquadrature, il filmare in 16 mm e il montaggio quasi inorganico costituiscono tutti elementi che danno allo spettatore l’illusione di assistere in prima persona a quelle due serate di gennaio.

Questo film permette di far conoscere la grandezza di Aretha Franklin a chi non ne ha mai avuto occasione e di poter vivere per ben 87 minuti un attimo di libertà, di respiro e di comprensione.

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Amazing Grace (2018)

Note positive

  • Performance canora e musicale
  • Regia

Note negative

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