Amichemai (2024). Un ritorno tiepido di Maurizio Nichetti dopo due decenni di silenzio

Dopo ventitré anni di assenza dal grande schermo, Maurizio Nichetti, regista noto per il suo stile surreale e la capacità di mescolare realtà e fantasia, torna alla regia con "Amichemai"

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Trailer di “Amichemai”

Informazioni sul film e dove vederlo in streaming

“Amichemai” è un film scritto e diretto da Maurizio Nichetti, presentato nella sezione Zibaldone al TFF – Torino Film Festival 2024. Il cast è formato da Angela Finocchiaro, Serra Yilmaz, Gelsomina Pascucci, Pia Paoletti, Maurizio Nichetti, Astrid Casali, Luca Lombardi, Aaron Burgio, Vittorio Grezzi. Prodotto da Paco Cinematografica, Lokafilm, con il contributo del Ministero della Cultura, con il sostegno di Regione Lazio, Friuli Venezia Giulia Film Commission, il film esce nelle sale il 27 febbraio 2025.

Trama di “Amichemai”

“Amichemai” inizia con la nascita di un vitellino in una piccola stalla, introducendo così il personaggio di Anna Ricca, una veterinaria appassionata la cui vita si divide tra la gestione della fattoria e i molteplici ruoli familiari che la portano a essere, di volta in volta, una moglie innamorata, una figlia affettuosa, una madre ansiosa, una nonna paziente. La morte improvvisa di Gino, il padre infermo, offre ad Anna la possibilità di liberarsi finalmente di Aysè, la badante premurosa di suo padre, con cui non era mai riuscita ad andare d’accordo. Aysè Yildirim tornerà in Turchia con il vecchio letto che Gino le ha lasciato in eredità. Anna e Aysè affronteranno così, con un letto a bordo, un lungo viaggio attraverso i Balcani destinato a cambiare per sempre la loro vita e il loro rapporto.

Fotogramma di Angela Finocchiaro, Serra Yilmaz in Amichemai
Fotogramma di Angela Finocchiaro, Serra Yilmaz in Amichemai

Recensione di “Amichemai”

Dopo ventitré anni di assenza dal grande schermo, Maurizio Nichetti, regista noto per il suo stile surreale e la capacità di mescolare realtà e fantasia, torna alla regia con “Amichemai”. Un ritorno che si presenta come un classico film “on the road”, genere che spesso ha regalato al cinema italiano grandi soddisfazioni, ma che in questo caso non riesce a lasciare il segno sperato. La storia si sviluppa a Trieste, città di confine che diventa metafora perfetta per un racconto di incontri e scontri culturali.

L’interpretazione di Angela Finocchiaro risulta particolarmente credibile nel delineare il personaggio di una donna della middle class italiana, professionalmente realizzata, ma emotivamente rigida. L’attrice riesce a trasmettere le sfumature di un personaggio che, dietro una facciata di sicurezza, nasconde le proprie fragilità. Serra Yilmaz, attrice feticcia di Ferzan Özpetek, porta sullo schermo una Aysè complessa e sfaccettata. Il suo personaggio rappresenta non solo l’alterità culturale, ma anche un diverso modo di intendere i rapporti umani e familiari. La sua interpretazione brilla per naturalezza.

Il percorso da Trieste alla Turchia, attraversando Slovenia, Croazia, Serbia e Bulgaria, si configura come un viaggio non solo geografico, ma anche interiore. Tuttavia, è proprio in questo aspetto che il film mostra i suoi maggiori limiti. La trasformazione delle protagoniste e l’evoluzione del loro rapporto seguono schemi prevedibili, senza raggiungere quella profondità che il tema meriterebbe.

Il regista mantiene il suo caratteristico stile “cartoonesco”, eredità della sua formazione e della sua precedente filmografia. Questo approccio si manifesta principalmente nella gestione delle situazioni comiche e degli imprevisti di viaggio, risolti con una leggerezza che talvolta sconfina nell’irrealistico. Il film oscilla tra momenti di commedia e tentativi di riflessione sociale, non sempre trovando il giusto equilibrio. La crisi climatica, tema di grande attualità, viene solo sfiorata, perdendo l’occasione di integrare organicamente questa tematica nel tessuto narrativo.

Fotogramma di Amichemai
Fotogramma di Amichemai

Un viaggio tra potenziale inespresso e nostalgia

C’è da dire, però, che Nichetti è bravo a valorizzare i paesaggi attraversati durante il viaggio, creando un contrasto interessante tra gli spazi aperti delle strade e i momenti più intimi all’interno del pick-up. Anche le scelte musicali che accompagnano il viaggio sono funzionali, perché non cadono in facili stereotipi, le sonorità, infatti, sono fiabesche. Il film, inoltre, tenta di esplorare le dinamiche dell’incontro/scontro tra culture diverse, ma lo fa rimanendo in superficie, senza scavare nelle complessità che questo tema potrebbe offrire.

Il rapporto con la figura paterna assente diventa, allora, un elemento di connessione tra le due protagoniste, ma anche questo aspetto non viene sviluppato con la profondità che meriterebbe. “Amichemai”, quindi, si inserisce nel filone del cinema italiano che cerca di coniugare commedia e impegno sociale, ma non riesce a raggiungere l’efficacia di altre opere recenti che hanno affrontato temi simili con maggiore incisività.

Il ritorno di Nichetti al cinema, quindi, si rivela un’operazione nostalgica che non riesce a rinnovare il linguaggio del regista. Nonostante le buone interpretazioni e alcuni momenti piacevoli, il film rimane ancorato a una formula narrativa prevedibile che non aggiunge nulla di nuovo né al genere “on the road” né alla filmografia del regista.

Tornare a girare un film dopo più di vent’anni per me è stato un po’ come girare una seconda opera prima. Stessa ansia, stesse incognite, stesso entusiasmo. In vent’anni è cambiato tutto nel mondo dello spettacolo, nel modo di vedere i film, nel modo di girarli. Per questo il solo pensiero di ricominciare mi ha stimolato molto. Come con Ratataplan, il mio primo lungometraggio, mi sono fatto guidare dall’istinto più che dal mestiere e il film, oggi come allora, è nato, giorno dopo giorno, si è sviluppato come ha voluto, è uscito dalla sceneggiatura per farsi contaminare dalla vita che abbiamo vissuto in questi ultimi anni. Pandemia, guerre, cambiamenti climatici dalle catastrofiche conseguenze, il tutto raccontato da una Rete sempre più presente che ci raggiunge, ovunque e comunque, con mille post frenetici, pillole d’informazione che calamitano sempre la nostra attenzione. La storia di Anna e Aysè, le protagoniste di AmicheMai, avrebbe potuto essere girata anche cinquant’anni fa, perchè è costruita su situazioni e sentimenti classici, sempre attuali e riconoscibili… ma solo oggi ha potuto essere ripresa con la follia di una tecnologia che continua a giocare con il vero e con il falso, invertendone spesso i valori.

Note di regia

In Conclusione

“Amichemai” si configura, quindi, come un’opera minore nel panorama cinematografico italiano contemporaneo, che pur non mancando di momenti interessanti, non riesce a lasciare quel segno che ci si aspetterebbe dal ritorno di un autore del calibro di Nichetti.

Note Positive

  • Regia
  • Ambientazione
  • Musiche

Note Negative

  • A volte la recitazione appare forzata
  • Storia già vista senza caratteristiche speciali
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Renata Candioto
Renata Candioto

Diplomata in sceneggiatura alla Roma Film Academy (ex Nuct) di Cinecittà a Roma, ama il cinema e il teatro.
Le piace definirsi scrittrice, forse perché adora la letteratura e scrive da quando è ragazzina.
È curiosa del mondo che le circonda e si lascia guidare dalle sue emozioni.
La sua filosofia è "La vita è uguale a una scatola di cioccolatini, non sai mai quello che ti capita".