Anora (2024): recensione della Palma d’Oro di Cannes 2024

Recensione, trama e cast di Anora (2024), diretto da Sean Baker e Palma d'Oro della 77esima edizione del Festival di Cannes.

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Anora (2024) – © 2024 Anora Productions, LLC – Immagine concessa da Upi Media per uso stampa
Anora (2024) – © 2024 Anora Productions, LLC – Immagine concessa da Upi Media per uso stampa

Anora

Titolo originale: Anora

Anno: 2024

Nazione: Stati Uniti d’America

Casa di produzione: FilmNation Entertainment, Cinereach

Genere: Commedia, Drammatico, Sentimentale

Distribuzione italiana: Universal Pictures

Durata: 139 minuti

Regia: Sean Baker

Sceneggiatura: Sean Baker

Fotografia: Drew Daniels

Montaggio: Sean Baker

Attori: Mikey Madison, Mark Eydelshteyn, Yura Borisov, Karren Karagulian, Vache Tovmasyan

Trailer di “Anora”

Informazioni sul film e dove vederlo in streaming

Anora, film del regista Sean Baker, noto per Tangerine, Un sogno chiamato Florida e Red Rocket, è il vincitore della Palma d’Oro al Festival di Cannes 2024. Il regista è diventato il primo americano in 13 anni a vincere il prestigioso premio. Crudo, autentico e con un tocco di umorismo nero, il film è stato presentato anche al BFI London Film Festival e alla Festa del Cinema di Roma 2024 nella sezione Best Of e uscirà nelle sale cinematografiche italiane il 7 novembre 2024, distribuito da Universal Pictures.

Trama di Anora

Anora racconta la storia di una giovane sex-worker di Brooklyn, interpretata dalla talentuosa Mikey Madison, che vive una favola alla Cenerentola quando incontra e sposa impulsivamente il figlio di un oligarca russo. Tuttavia, la sua storia viene minacciata quando i genitori dello sposo partono per New York per far annullare il matrimonio.

Recensione di Anora

Parlare del sesso come lavoro scatena sempre reazioni forti, e lo sa bene Sean Baker, che con il suo Tangerine del 2015, girato completamente con un iPhone, seguiva due sex worker per le strade di Hollywood con quello che diventò per lui la strada di lancio per il successo mainstream. Con Anora, Baker esplora nuovamente il mondo del lavoro sessuale, offrendo una versione caotica e inedita di una moderna Cenerentola. Il film è anche il primo del regista a essere commercializzato come una storia d’amore e l’approccio intimista di Baker riesce a pieno titolo in questo intento. Il personaggio da cui prende il titolo il film, “Ani per gli amici”, è una ventitreenne di Brighton Beach che di notte lavora come stripper presso The Headquarters. Un giorno, il suo manager le assegna un cliente particolare per la sua conoscenza del russo: Vanya, giovane miliardario con la stessa allure di Timothée Chalamet. La scintilla tra i due è immediata, trascinandoli irrimediabilmente in un vortice di eventi.

La scena iniziale, accompagnata da “Greatest Day” dei Take That, evoca la stessa energia di Matrimonio all’italiana di De Sica, non è un segreto infatti che nelle influenze del regista c’è molto della commedia nostrana alla base anche del più recente (e meno riuscito) Red Rocket. Ma siamo lontani dal Texas e la favola si trasforma presto in un incubo quando i genitori oligarchi di Vanya scoprono il matrimonio segreto con Ani, disonorando così la famiglia. Ani dovrà quindi rintracciare Vanya, fuggito impaurito dalla villa e sparito nel nulla. Ritornando alle influenze, su tutte anche le Le notti di Cabiria di Fellini, quello che accomuna Filumena Marturano con il personaggio di Anora, è il desiderio di fuggire dalla propria condizione economica, un desiderio implicito che trova una risoluzione nel “principe azzurro” di turno. La differenza e la modernità di Ani è che il suo vero difetto non è il suo lavoro, ma credere che un ragazzino ricco e superficiale veda il suo valore.

Questa sicurezza nel personaggio rende la trama un manifesto positivo sul sesso e l’autodeterminazione e non una storia di una ragazza povera che è costretta a vendersi per sopravvivere. Queste sfumature cambiano tutte le carte in tavola, perché sappiamo fin dalla prima inquadratura che Ani ha il controllo totale del suo corpo e decide di usarlo per guadagnarsi da vivere. Mentre Ani però, cerca di mantenersi orientata al denaro, sia nei confronti del sesso transazionale che dell’intimità, il fascino buffo di Ivan inizia a raggiungerla più a fondo e a conquistare il suo affetto. Ed è in quel momento che la trama si carica di un ritmo diverso che si scontra con l’opposizione della famiglia di lui, ricordando le fughe pazze dei film dei fratelli Safdie. Mikey Madison incanta con una performance intensa e carismatica nel ruolo di Ani, mentre Mark Eydelshteyn incarna perfettamente la dualità di Vanya. La loro chimica è magnetica e notevoli sono anche le interpretazioni di Karren Karagulian, Yuriy Borisov e Vache Tovmasyan, il cui trio aggiunge momenti di grande comicità e umanità.

Leggi anche: Dichiarazioni di Sean Baker e del Cast di Anora. Alla scoperta del film attraverso le parole dei protagonisti

In conclusione

Girato su pellicola Kodak 35 mm dal direttore della fotografia Drew Daniels, Anora è una prova di regia magistrale, che porta a riflettere sulla dignità e l’umanità delle persone che lavorano come sex worker. La narrazione spinge continuamente i confini della percezione sociale, offrendo un’esperienza cinematografica che è allo stesso tempo profonda e travolgente. La vera gemma del film è Mikey Madison, la cui interpretazione riesce a destigmatizzare il lavoro sessuale, mostrando la forza e la vulnerabilità del suo personaggio con una sensibilità rara. In conclusione, guardare Anora è come salire sulle montagne russe, dove ogni giro rivela nuovi strati di umanità e complessità. Una riflessione profonda sulla dignità dell’individuo, che invita il pubblico a riconoscere il sex work come un lavoro legittimo e che proprio come una giostra, alla fine del giro ti lascia con un senso di frastuono, meraviglia e introspezione.

Note positive

  • Casting e regia
  • Trama avvincente e ben strutturata
  • Tematica attuale trattata con realismo e sensibilità

Note negative

  • Nella seconda parte, narrazione e dialoghi possono risultare ripetitivi
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Sara Camardella
Sara Camardella

Autrice, sceneggiatrice e filmmaker. Le sue passioni sono da sempre la musica, il genere horror e il cinema indipendente. Attualmente vive a Roma e come L.B. Jefferies trova continua ispirazione dal vicinato chiassoso e multiculturale.