Black Panther: Wakanda Forever (2022). Un punto alla quarta fase

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Trailer italiano di Black Panther: Wakanda Forever (2022)

Dopo il trionfo agli Oscar e la prematura scomparsa di Chadwick Boseman, Ryan Coogler raccoglie la pesante eredità e porta a termine il secondo capitolo della saga sulla pantera nera. A sancire il termine della quarta, meno fortunata, fase dell’universo cinematico targato Marvel Studios, una nuova intro, con immagini inedite e un logo viola avvolto dal silenzio.

La pellicola viene distribuita nei cinema italiani dal 09/11/2022

Trama di Black Panther: Wakanda Forever

Dopo la morte del Re T’Challa, il regno del Wakanda, apparentemente privo di difese, affronta le incursioni del governo americano, segretamente intenzionato ad appropriarsi del Vibranio attraverso un macchinario in grado di rilevarne la firma. Azionandolo nelle profondità Marine, il governo rintraccia un giacimento appartenente alla Nazione subacquea di Talocan, da sempre vissuta nell’anonimato. Namor, Re degli abissi, turbato dal contatto con la superficie, intima ai wakandiani di stanare ed uccidere lo scienziato responsabile dell’invenzione, pena l’assalto del suo esercito. Dopo aver offerto asilo all’inventore, il Wakanda si troverà a fronteggiare un nemico di straordinaria potenza.

Fotogramma di Black Panther: Wakanda Forever (2022)
Black Panther: Wakanda Forever (2022)

Recensione di Black Panther: Wakanda Forever

Malgrado un Long Take in apertura mostri Shuri armeggiare nel tentativo di salvare il fratello morente, il racconto non si sofferma sulle cause della scomparsa del Re wakandiano, costruendo così una malinconica realtà meta testuale più che soddisfacente ai fini narrativi. Senso di colpa e dolore accompagnano la vicenda e consentono al ritmo di rallentare un minimo, donandogli complessivamente un buon equilibrio. L’innesco della trama non è articolato ma quantomeno non tradisce la coerenza universale, ciò nonostante, risulta fin troppo debole per scatenare una guerra di tale portata. All’interno della Quarta fase, quello di Ryan Coogler, è il film più godibile ed universale, che meno subisce l’esigenza produttiva di mettere a sistema; il mondo esterno è quasi assente e la sospensione dell’incredulità ne giova notevolmente, ed è un bene perché ne servirà molta. Ormai le nostre Dora Milaje combattono da vere superumane, vincendo scontri con esseri superiori immuni ai proiettili; per di più è arduo entrare in sintonia con loro, costantemente sopra le righe, arroganti ed aggressive in qualunque contesto, dai toni solenni ed assolutiste oltre misura.

La Regina e le Dora Milaje - Black Panther: Wakanda Forever (2022)
La Regina e le Dora Milaje – Black Panther: Wakanda Forever (2022)

Arriviamo dunque alla vera nota stonata dell’attesissimo colossal, la mancanza di un personaggio trainante, che appanni col suo fascino la vista dello spettatore; tanti Marvel Movies mediocri hanno avuto dalle loro presenze tanto dirompenti da eludere lo sguardo critico. Per quanto Letitia Wright, come caratterizzazione e interpretazione, compia un lavoro egregio sul personaggio, non riesce a farsi carico del progetto come RDJ o Evans, al netto di una piacevolissima Entrance nella nuova veste. La quota Teen è una prerogativa della casa delle idee ed anche in questo frangente si dimostra ben rappresentata, ad unirsi a Kate Bishop, Ms Marvel e America Chavez sarà l’eroina in pectore Riri Williams, che qui annuncia la sua serie e poco altro esibendo un’armatura micidiale, più simile a bumblebee che ad Iron Man. Tra omaggi celati e operazioni nostalgia, abbastanza riusciti, non è chiaro come la genesi di un altro “uomo” di latta dovrebbe entusiasmare anziché atterrire. Proseguendo nella disamina dei personaggi incontriamo Namor, il grigio antagonista Re di Talocan; si posiziona timidamente nel mezzo della classifica Villain, un nemico…né carne né pesce. Esteticamente poco accattivante, è faticoso osservarlo uscire dall’acqua senza pensare a Moto Moto; similitudini a parte, il Sub-Mariner appare a tratti caricaturale, bidimensionale e vagamente overpower. Un apprezzamento va rivolto però alla messa in scena del mutante che, seppur in ottica Camp, restituisce un’immagine dignitosa dei suoi piedi alati senza scadere nel ridicolo. Dove Ryan Coogler va a segno è certamente nella raffigurazione del Wakanda, completa ed immersiva, tanto dal punto di vista architettonico quanto da quello folcloristico. Il regista statunitense realizza inquadrature di tutto rispetto, restituendo ora la magnificenza ora la ruralità di una nazione finalmente valorizzata.

Danze wakandiane - Black Panther: Wakanda Forever (2022)
Danze wakandiane – Black Panther: Wakanda Forever (2022)

Lo stesso non si può dire dell’Atlantide Marvelliana, che senza concedersi attraversa distratta sullo sfondo; per giunta il fatto che sia Namor stesso a raccontare gli albori della sua specie rende la scena didascalica e frettolosa, benché ben diretta. Le ambientazioni reali si confondono con la scenografia digitale e la computer grafica raramente ostacola il patto narrativo, si percepisce l’ambizione di elevare il senso estetico del prodotto ma non abbastanza da conferirgli una sua identità. Le riprese a filo d’acqua stupiscono in positivo e i numerosi rallenty risultano ampollosi ma ben collocati, mai esasperati e in linea con i toni epici dell’intreccio. Ad impreziosire il tutto musiche accuratamente selezionate, spesso protagoniste della scena, spostano l’ago della bilancia a favore dei pregi. La micro-saga mantiene una connotazione politica e alla tematica razziale accosta il conflitto generazionale dove si scontrano spiriti reazionari e progressisti; affidarsi alle scienze tecnologiche o tornare al Black Panther? Alcuni contenuti possono apparire retorici ed approssimativi certo, ma anche adatti ad un prodotto di larghissimo consumo; l’ostentazione stessa di una femminilità macista rimanda al ruolo del mainstream, e non c’è alcun male in questo.

Black Panther - Black Panther: Wakanda Forever (2022)
Black Panther – Black Panther: Wakanda Forever (2022)

Conclusioni

Il carattere magniloquente dello spettacolo non si traduce in uno scontro altrettanto grandioso anzi, questi fantomatici eserciti leggendari non si manifestano e la battaglia finale somiglia ad una scaramuccia tra condomini. Detto ciò, questo Wakanda Forever rimane un buon prodotto, ben girato, accompagnato da ottima musica e dalla scrittura elementare ma compatta, pecca di un protagonista carismatico che controbilanci le imperfezioni. Tuttavia, la bontà del progetto si perde nella complessità del grande disegno; allo stato attuale sulla Terra convivono, in ordine sparso, New Asgard, Talocan, Wakanda, stregoni, maghi, super soldati, divinità egizie, Jinn, vecchi e nuovi Avengers ecc. e il senso stesso del supereroismo si esaurisce nel passaggio all’ordinario. Sprovvisti di regole, di confini e senza poter rintracciare i limiti del possibile, è improbabile avvertire stupore e meraviglia.  

Note Positive:

  • Regia
  • Musica
  • Scenografia
  • Ritmo

Note Negative

  • Scrittura dei comprimari
  • Intreccio essenziale
  • Alcune sequenze Action ipercinetiche
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