Blood & Gold (2023). La seconda guerra mondiale a tinte western 

Recensione, trama, cast del lungometraggio Netflix Blood & Gold (2023). Film tedesco tra Tarantino e Sergio Leone.
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Locandina di Blood & Gold

Blood & Gold

Titolo originale: Blood & Gold

Anno: 2023

Nazione: Germania

Genere: Guerra, Western

Casa di produzione: Rat Pack Filmproduktion

Distribuzione italiana: Netflix

Durata: 1h 40min

Regia: Peter Thorwarth

Sceneggiatura: Stefan Barth

Fotografia: Marc Achenbach

Montaggio: Knut Hake

Musiche: Jessica de Rooij, Hendrik Nölle

Attori: Robert Maaser, Marie Hacke, Alexander Scheer, Roy McCrerey, Florian Schmidtke, Petra Zieser, Stephan Grossmann, Juri Senft, Jared Lorenzo, Tomas Karel

Trailer di Blood & Gold

Informazioni sul film e dove vederlo in streaming

Settembre, 2021. Il regista Peter Thorwarth e il produttore cinematografico Christian Becker tennero un incontro con due produttori di Netflx, Sasha Bühler e Lars Wiebe, al fine di festeggiare l’enorme successo di Blood Red Sky, pellicola tedesca di casa Netflix, che aveva raggiunto, in ben cinquantasette paesi, in cui il servizio on demand è attivo, il primo posto in classifica come lungometraggio più visto, posizione che mantenne per diverse settimane, indice del gradimento del pubblico mondiale alla storia trattata. Durante questo incontro – festeggiamento Thorwarth propose a Bühler e Wiebee una sua nuova idea filmica dal titolo provvisorio “C’era una volta in Germania” (in seguito divenuto  Blood & Gold), un idea che colpì i due dirigenti Netflix che decisero, immediatamente di procedere con la realizzazione del lungometraggio, come raccontò in seguito Almara Palacioscinque mesi dopo l’incontro, stavamo già girando il lungometraggio”. Blood & Gold, girato in Repubblica Ceca nel villaggio di Výsluní, però non era una storia nata nel 2021, ma bensì nel 2006, quando Stefan Barth scrisse la prima versione della sceneggiatura e la pose nelle mani di Peter Thorwarth. Il cineasta trovo molte strade chiuse dinanzi a sé, non riuscendo, per molto tempo a dar luce filmica a questa storia, che solo, quindici anni dopo, è riuscita a essere realizzata grazie a Netflix, che l’ha resa possibile e, successiva, l’ha distribuita sul proprio servizio on demand dal 26 maggio 2023. 

Trama di Blood & Gold

Primavera 1945, Germania. Sul finire della seconda guerra mondiale, quando gli Americani stanno per sconfiggere i tedeschi ed entrare in Germania, il disertore tedesco Heinrich (Robert Maaser), che intende scappare dalla guerra e ricongiungersi alla propria figlia, s’imbatte in un’agguerrita squadra di SS, capitanata dall’oscuro leader Von Starnfeld (Alexander Scheer). L’ex soldato nazista, una volta catturato della SS, viene condannato a morte e lasciato a marcire appeso a un albero, con un cappio intorno al collo. Prima che l’uomo perisse per l’impiccagione, sopraggiunge Elsa, una giovane donna, che lo salva da morte certa e lo conduce con sé nella propria fattoria di famiglia, vicina alla cittadina di Sonnenberg, dove vive insieme al fratello, affetto dalla sindrome di Down. Intanto, proprio nel centro di Sonnenberg, sopraggiungono le SS che rendono la città un fortino nazista. Il loro leader Von Starnfeld, però, non si reca lì per motivi di guerra e patriottici ma bensì per scopi egoistici. L’uomo ha saputo, da fonte sicura e certa, che lì, a Sonnenberg, una famiglia di ebrei, deportati al campo di concentramento, ha lasciato dietro di sé una moltitudine di lingotti d’oro e ora è intenzionato a trovarli e prenderseli per sé. Gli SS però non sono gli unici interessati a questo bottino, ma lo sono anche i cittadini del villaggio che, una volta trovati i lingotti, li hanno nascosti, in attesa che la guerra finisca. A loro malgrado, Heinrich ed Elsa, si ritrovano coinvolti dentro questa sorta di caccia all’oro, che culmina in una sanguinosa resa dei conti nella chiesa locale. 

Marie Hacker è Elsa e Florian Schmidtke è Dörfler in Blood & Gold, Courtesy of Netflix 2023
Marie Hacker è Elsa e Florian Schmidtke è Dörfler in Blood & Gold, Courtesy of Netflix 2023

Recensione di Blood & Gold

Peter Thorwarth, per andare a realizzare, il suo Blood & Gold si rifà espressamente al mondo b-movie, a quei film di Sergio Leone, Franco Nero e Sergio Corbucci. Da questi maestri del cinema, il cineasta riprende e fa suam la loro verve western, giocando con quegli elementi che li hanno resi celebri nel mondo della settima arte. Blood & Gold è un racconto ambientato nella seconda guerra mondiale che attinge a diversi generi cinematografici, dall’azione e al crime fino al dramma, il tutto però possiede un impronta stilistica radicata entro il mondo western. Non a caso all’interno del lungometraggio troviamo: il fuggitivo (Heinrich), uno scontro tra bande (le SS contro i cittadini), la fattoria, una storia di vendetta (Heinrich che lotta per salvare Elsa, e viceversa), la presenza di numerosi fucili messi in scena e di altrettante scene di sparatorie, una narrazione incentrata sull’oro e la lotta per il suo possedimento. Ovviamente non possiamo parlare di Blood & Gold come un classico lungometraggio in stile Western ma è, evidente, dall’approccio stilistico adottato dal cineasta, come questo si sia visibilmente ispirato alle opere di Sergio Leone, in primis, soprattutto lato musicale, dove la colonna sonora riprende e fa suo quelle note e quelle melodie dei massimi culti di genere, come Per un pugno di Dollari (1964), Il buono, il brutto e il cattivo (1996), C’era una volta in America (1984), nate dalla mente di Ennio Morricone. Allo stesso tempo, come il regista riprende elementi del cinema western italiano, fa con il cinema di Tarantino. È evidente come ci sia un richiamo a questo grande cineasta americano. Da questo mondo cinematografico, Peter Thorwarth ha fatto sua la verve d’intrattenimento, l’andare a raccontare esperienze drammatiche e devastanti per l’essere umano, sotto una prospettiva divergente, non quella del dramma e del film di guerra, ma seguendo lo stile tarantiniano, creando storie orientate più all’intrattenimento che alla ricerca di una costruzione tematica. Blood & Gold è un po’ Bastardi senza gloria (2009) ma ha, anche, qualche richiamo, soprattutto nel finale, a opere come The Hateful Eight, da questa pellicola, Thorwarth riprende l’elemento delle sparatorie e del divertimento della creazione di scene esclusivamente sanguinolenti, fine a sé stesse. 

Questo lungometraggio, che racchiude in sé un mix di generi in cui primeggia il Western, non raggiunge però le vette dei film sopracitati, ma tra Bastardi senza gloria e Blood & Gold è presente una discreta lontananza, quest’ultimo, indubbiamente risulta un buon prodotto d’intrattenimento ma è ben lontano dall’essere definito un grande film, ricadendo in svariate pecche, esclusivamente di sceneggiatura e nella creazione dei personaggi, tutti abbastanza bidimensionali e piuttosto abbozzati, soprattutto i componenti dell’SS e gli abitanti della cittadina, di cui non sapiamo veramente niente. Entriamo subito nella storia con un ottimo ritmo narrativo e la sceneggiatura e la regia mettono, immediatamente, in evidenza l’eroe dalla storia (o meglio dire gli eroi) e i villains, un soldato delle SS e il leader delle SS. I due cattivi, nonostante risultino interessanti come personaggi, a prima vista, divengono ben presto delle macchiette privi di spessore. Se per il soldato delle SS non troviamo nessun minimo approfondimento, apparendo solo un uomo malvagio nutrito da una sete di vendetta conto il nostro eroe, dall’altra parte, per Von Starnfeld, abbiamo un breve approfondimento, nel momento in cui Elsa si avvicina ed entra in contatto con questo leader delle SS, ma il modo in cui è stato approfondito e poca cosa per il tipo di personaggio che si prospettavamo di vedere a inizio storia.  Dall’altra parte a livello di regia e di fotografia l’autore fa un ottimo lavoro. La storia procede con un ritmo elevato dove la regia è evidentemente il punto di forza del lungometraggio, di un film ambientato interamente in Repubblica Ceca, a Výsluní, un luogo che in passato era chiamato Sonnenberg (da qui il nome della cittadina del film). La scenografia è riuscita a trasformare questo luogo in uno classico villaggio degli anni ‘40, aiutata anche da una scelta di regia di non andare mai a mostrare il villaggio per intero ma solo in alcune porzioni: il piazzale della chiesa, la locanda e qualche spaccato di vie.

Florian Schmidtke è Dörfler e Alexander Scheer è Von Starnfeld in Blood & Gold, Courtesy of Netflix 2023
Florian Schmidtke è Dörfler e Alexander Scheer è Von Starnfeld in Blood & Gold, Courtesy of Netflix 2023

In conclusione

Un film che intrattiene, con una buona regia. Peccato per la sceneggiatura. Questo lungometraggio rientra, pienamente, nello stile di Quentin Tarantino, è, a onesta del vero, se avesse lavorato lui alla sceneggiatura, si sarebbe potuti parlare di un gran film. Peccato. 

Note positive

  • Regia
  • Fotografia
  • Scenografia

Note negative

  • Sceneggiatura, troppo superficiale nella scrittura dei personaggi. 
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Stefano Del Giudice
Stefano Del Giudice

Laureatosi alla triennale di Scienze umanistiche per la comunicazione e formatosi presso un accademia di Filmmaker a Roma, nel 2014 ha fondato la community di cinema L'occhio del cineasta per poter discutere in uno spazio fertile come il web sull'arte che ha sempre amato: la settima arte.

Articoli: 930

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