Annette (2021): la decostruzione del musical tra attualità e surrealismo

Trailer di Annette

Annette, il film con Marion Cotillard e Adam Driver di Leos Carax (Rosso Sangue, Gli amanti del Pont-Neuf, Holy Motors), dopo l’anteprima italiana al Bif&st e successivamente al Trieste science + fiction 2021, esce in Italia il 18 novembre distribuito da I Wonder Pictures e Unipol Biografilm Collection in collaborazione con Koch Media e Wise Pictures.

Trama di Annette

Henry McHenry, provocatorio stand-up comedian, e Ann Desfranoux, famosa cantante d’opera, vivono un’intensa storia d’amore, seguitissima dai media di tutto il mondo. Poco dopo la nascita della figlia Annette, i problemi di alcolismo di Henry e il declino della sua carriera, che coincide con un incremento della già planetaria popolarità di Ann, iniziano a creare conflitto all’interno della coppia.

Recensione di Annette

Film d’apertura del Festival di Cannes 2021, nel cui contesto è stato premiato per la miglior regia, Annette segna il ritorno sullo schermo dell’ultra – eclettico Leos Carax, a nove anni di distanza da Holy Motors. La produzione del film è stata annunciata nel 2016, ma le riprese sono state a lungo posticipate a causa degli impegni nel franchise di Star Wars del protagonista Adam Driver: l’attesa è stata lunga ma pienamente giustificata, dal momento che la colonna portante del film è proprio la straordinaria prova attoriale del divo statunitense, anche produttore esecutivo del progetto.

Non solo interpretazione, ma vera e propria performance: Adam Driver recita e canta, danza e si muove con una scioltezza degna dei più grandi volti del musical hollywoodiano, tra cui figurano in primissimo piano i protagonisti di Singin’ in the Rain (1952), Gene Kelly e Donald O’Connor, il cui numero più celebre, Make ‘Em Laugh, è apertamente e coerentemente citato durante la prima esibizione di McHenry. Come nel precedente Holy Motors, in Annette l’inconfondibile autonomia autoriale di Carax è arricchita – ma non banalizzata – da una complessa stratificazione di citazioni al grande cinema del passato; nel capolavoro del 2012 i punti di riferimento erano i film delle avanguardie storiche, in Annette sono i musical, genere del quale ripropone una radicale rivisitazione.

All’interno del cinema francese, un’interessantissima decostruzione del musical era stata condotta dal visionario Jacques Demy in Les Parapluies de Cherbourg (1964), favola color pastello che mostra le desolanti conseguenze della Guerra d’Algeria nelle vite delle classi proletarie, in un’unione di realistico e surreale che Carax porta all’estremo. Singin’ in the Rain, con la sua profonda riflessione sullo star system e sulla società dello spettacolo, rimane tuttavia la principale pietra di paragone dell’opera del regista francese, il quale, a differenza del progenitore hollywoodiano, inserisce il suo discorso in una narrazione postmoderna e sperimentale, che alla spensierata eccentricità della prima parte fa seguire un pessimismo sempre più crudele, all’interno di una cornice sentimentale di scioccante forza emotiva. Opera globale e confessione individuale, Annette è infatti ispirato alla tragica esperienza personale di Carax, che usando la voce e il corpo di Adam Driver – e senza cedere alla tentazione dell’autocelebrazione – tenta di spiegare il suicidio della compagna alla figlia Nastya, alla quale il film, uno dei più completi e significativi degli ultimi decenni, è dedicato.

Note positive

  • Unione di realistico e surreale
  • Performance di Adam Driver
  • Comparto visivo e regia in particolare
  • Colonna sonora

Note negative

  • Il linguaggio di Carax potrebbe risultare eccessivo e ostico a parte del pubblico

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