BoJack Horseman – prima stagione (2014). L’inizio della storia di BoJack Horseman

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BoJack Horseman (2014) locandina

BoJack Horseman

Titolo originale: BoJack Horseman

Anno2014

Paese di Produzione: Stati Uniti d’America

Genere: animazione, commedia, drammatico, satira, sitcom, umorismo nero

Stagione: 1

Puntate: 12

Durata: 25min

Produzione: Tornante Television, Boxer vs. Raptor, ShadowMachine

Distribuzione: Netflix

SoggettoRaphael Bob-Waksberg

Sceneggiatura: Raphael Bob-Waksberg, Peter Knight, Joe Lawson, Kate Purdy, Mehar Sethi, Laura Gutin, Scott Marder, Caroline Williams

Regia: Amy Winfrey, JC Gonzalez, Martin Cendreda, Joel Moser

Character Design: Cody Walzel, Phylicia Fuentes, Lotan Kritchman, Jonas Walden, Katherine Clark

Doppiatori Originali Principali: Will Arnett, Amy Sedaris, Alison Brie, Paul F. Tompkins, Aaron Paul

Doppiatori Italiani Principali: Fabrizio Pucci, Giò Giò Rapattoni, Chiara Gioncardi, Massimo Bitossi, Andrea Lavagnino

Trailer di BoJack Horseman

Informazioni sulla serie e come vederla in streaming

BoJack Horseman è una serie animata comico-drammatica creata da Raphael Bob-Waksberg e distribuita da Netflix. A disegnare la serie è stata la fumettista americana Lisa Hanawalt, caratterizzando l’universo dove si svolge la serie dalla presenza di animali antropomorfi. BoJack Horseman ha inoltre il grande pregio di essere stata in grado di rivoluzionare il concetto di serialità animata, almeno in occidente, riuscendosi a distaccare da quel filone iniziato con I Simpson. A dare le voci ai protagonisti di questa famosissima serie di successo ci sono personaggi dello spettacolo come Will Arnett (la voce del mitico Batman della Lego al cinema), Alison Brie (conosciuta per il suo ruolo di Annie in Community) e Aaron Paul (Jesse Pinkman in Breaking Bad). La prima stagione (e anche le cinque seguenti) di BoJack Horseman è disponibile su Netflix.

Per un sacco di gente la vita è solo un lungo calcio tirato nell’uretra. E a volte quando torni a casa dopo una giornata di calci nell’uretra ti va solo di guardare uno show su gente amabile dove si vogliono tutti bene. E dove qualunque cosa succeda alla fine di quella mezz’ora, be’, è tornato tutto a posto. No, sai, perché nella vita vera… ho già detto quella cosa lì dell’uretra?

BoJack Horseman – BoJack Horseman (2014)

Trama BoJack Horseman (2014)

BoJack Horseman era il protagonista di un famoso show televisivo chiamato “Horsin ‘Around” negli anni ’90, ma dopo la sua conclusione non è riuscito a rimanere sulla cresta dell’onda. Diciotto anni dopo la vita di BoJack è un continuo tra alcol, droga e scelte discutibili che gli fanno decidere che è il momento di tornare a far parlare bene di sé scrivendo un’autobiografia servendosi di una ghostwriter di nome Diane.

Horsin' Around - BoJack Horseman (2014)
Horsin’ Around – BoJack Horseman (2014)

Sai qual è il problema che hanno tutti quanti? Che vogliono sentire solo quello di cui sono già convinti. A nessuno interessa mai sentire la verità.

BoJack Horseman – BoJack Horseman (2014)

Recensione BoJack Horseman (2014)

Irriverente, diretto, sopra le righe ma anche triste, tremendamente realista e malinconico. BoJack Horsman è stata un po’ la novità nell’ormai lontano 2014 di provare a portare un prodotto seriale animato che trattasse di temi prettamente per adulti, riuscendosi a staccare dall’ombra della serialità classica iniziata con I Simpson e portata avanti da altri prodotti come I Griffin. Uno show che mettesse in mostra in modo colorito e tremendamente brutale le difficoltà della vita, attraverso gli occhi di questo strambo cavallo antropomorfo. La storia di BoJack viene narrata in questo mondo colorito e pieno zeppo di animali antropomorfi che si mischiano, come se fosse la più normale delle cose, senza problemi alle nostre vite quotidiane. BoJack è una star della tv degli anni Novanta grazie al suo show più famoso “Horsin ‘Around”. Dalla chiusura dello show sono iniziate per lui una scia di scelte discutibili, tra droghe, alcol, festini e inseguendo il sogno di realizzare un film sul suo eroe più grande di sempre, la vita di BoJack è arrivata ad un punto morto e così decide che è arrivato il momento di farsi ricordare ancora una volta dalle masse, questa volta scrivendo un’autobiografia.

Da quel momento la storia di BoJack procederà incessantemente (in alcuni momenti andando ad esplorare di più i personaggi e la storia mentre in altri prendendosi il suo tempo) e più il tempo passa e più noi spettatori riusciamo ad inquadrare sempre meglio il protagonista della storia, la sua ormai decadente vita e il suo passato costellato da traumi e delusioni, e i personaggi che gli stanno attorno, anche loro, in conflitto con i propri demoni interiori lasciando trasparire la loro “umanità”. Dietro quelle gag, il susseguirsi delle vicende ad un ritmo sostenuto, quasi frenetico, e i sorrisi che sembrano voler invitare lo spettatore ad uno show che punti sulla leggerezza, si nascondono temi molto più seri e profondi apprezzabili e comprensibili a pieno solo da un pubblico più maturo.

La forza di BoJack Horseman

Ed è appena cominciata la visione della vita della serie che ci si rende conto di essere davanti a qualcosa di più di una semplice storia che racconta le gesta di questo strano (ma umanissimo) cavallo antropomorfo. Perché la vera forza di BoJack Horseman sta nella potenza e nella intensità con la quale vengono descritti i personaggi, dando una grande e magistrale approfondimento psicologico ai protagonisti ma caratterizzando molto bene anche quelli secondari. Da una così grande dedizione non possono non uscire dei personaggi indimenticabili e una storia con una profondità inaspettata che colpisce e fa commuovere, ma soprattutto riesce a fare empatizzare completamente lo spettatore.

Perché BoJack è un po’ lo specchio di tutti noi che cerchiamo un senso in questa vita dura e tentiamo in tutti i modi di cercare quella soddisfazione, felicità e realizzazione sia a livello personale che lavorativo; ma che si scontra con la paura e l’inadeguatezza di non essere all’altezza delle cose e quindi ci si crogiola in quello che conosciamo bene cercando la felicità in quei pochi attimi fugaci. Oppure ci sentiamo un po’ come Diane, la ghostwriter di BoJack, la quale diventa una vera amica per l’ex star di Horsin’ Around ma che in realtà è una donna fragile che cerca di combattere le sue insicurezze e insoddisfazioni facendo affidamento sia sul marito, Mr. Peanutbutter, che dedicandosi a pieno nel suo lavoro che ama tanto.

O ci si può benissimo immedesimare anche negli altri protagonisti Princess Carolyn, Mr. Peanutbutter e Todd. La prima è una gatta in carriera di mezza età in costante conflitto sulla sua vita sentimentale e il desiderio di avere una famiglia che quindi concentra la sua intera vita e le sue forze sul lavoro; il secondo è l’opposto di BoJack, solare, sorridente e amato da tutti, ma non è sempre facile sorridere sempre anche nelle difficolta; e infine c’è Todd, una persona che non si fa problemi sul futuro e sulle persone che incontra, forse è per questo che BoJack riesce a stare bene con lui senza essere giudicato.

 Non è mai troppo tardi per essere la persona che vorresti essere. Devi scegliere la vita che desideri.

Diane Nguyen – BoJack Horseman (2014)

In conclusione

La prima stagione di BoJack Horseman (2014) sorprende per la profondità che sta sotto la superficie sfarzosa e colorata con dei personaggi complessi e unici e con una storia che intrattiene dal primo all’ultimo episodio. Molta dedizione e cura all’approfondimento psicologico dei personaggi che fa nascere dubbio e fragilità sulle stesse questioni che vengono man mano affrontate anche allo spettatore. Una serie irriverente e profonda che alterna gag geniali a drammi interiori, la prima stagione di questa serie di successo è solo il prologo di quello che poi verrà affrontato in futuro.

Note Positive:

  • Ambientazioni e character design del mondo in cui si svolge la serie
  • I personaggi sono tutti unici e particolari con cui è facile empatizzare e riconoscersi, tra tutti ovviamente spicca il protagonista BoJack Horseman
  • La grande attenzione all’approfondimento psicologico dei personaggi
  • Sceneggiatura irriverente che però nasconde e dice tanto sotto la superficie

Note Negative:

  • ./
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Stefano Rocca
Stefano Rocca

"Lei non crede che i sogni e internet siano abbastanza simili? Sono luoghi in cui si esprimono desideri repressi"
Sono un semplice ragazzo appassionato di cinema, che ne parla e ne scrive. Una storia può dare tante emozioni e sensazioni diverse. Contento per chi si ferma a leggere i miei pensieri.

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