Bridgerton 3 (2024). Il buonismo di casa Netflix

Recensione, trama e cast di "Bridgerton 3" del 2024. La saga continua con nuovi intrighi, passioni e segreti nella Reggenza inglese, promettendo ancora più scandalo e romanticismo.
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Trailer di Bridgerton 3

Informazioni sulla stagione e dove vederla in streaming

Dopo ben due anni di assenza e di attesa, resa meno lunga grazie alla realizzazione e distribuzione dello spin-off prequel “La regina Carlotta: Una storia di Bridgerton” (2023), fa il suo ritorno su Netflix la serie aristocratica che ha catturato il cuore di milioni di spettatori, ovvero “Bridgerton“. Questa serie unisce il suo sapore romantico aristocratico, fatto di balli, vita di corte e passioni, con un tocco modernista che la rende distante dalla realtà dell’epoca che intende raccontare, ovvero la Regency Era. La storia sentimentale della potente famiglia Bridgerton, composta da otto fratelli affiatati, costituisce un gruppo audace e brillante impegnato a destreggiarsi nel mercato dei matrimoni dell’aristocrazia inglese, in cerca di romanticismo, avventura e amore.

La terza stagione di Bridgerton debutta su Netflix, suddivisa in due parti narrative: la prima tranche di episodi (puntate 1-4) è stata resa disponibile il 16 maggio 2024, mentre la Parte 2 (episodi 5-8) è stata rilasciata il 13 giugno 2024. La terza stagione, che si rifà al quarto romanzo della saga letteraria Bridgerton “Un uomo da conquistare” (2002) scritto da Julia Quinn, ha come protagonista Colin Bridgerton. Il cast vede l’introduzione di alcuni volti nuovi, come Hannah Dodd, che sostituisce l’attrice Ruby Stokes nel ruolo di Francesca Bridgerton.

Tra i nuovi personaggi troviamo Lord Marcus Anderson, interpretato da Daniel Francis, un uomo carismatico che illumina ogni stanza con la sua presenza, attirando l’attenzione di alcune matriarche dell’alta società e l’ira di altre. Harry Dankworth, interpretato da James Phoon, compensa la mancanza di arguzia e intelligenza con la sua notevole avvenenza. Lord Alfred Debling, interpretato da Sam Phillips, è un nobile brillante con interessi insoliti; con la ricchezza e il titolo a bilanciare le sue stranezze, susciterà l’interesse delle giovani donne in questa stagione. Infine, Victor Alli interpreta il silenzioso e strambo John Stirling, conte di Kilmartin.

Trama di Bridgerton 3

Dopo aver litigato con la sua amica del cuore, Eloise Bridgerton, a causa di ciò che ha scritto a nome di Lady Whistledown e dopo aver udito le parole denigratorie nei suoi confronti da parte di Colin Bridgerton, l’uomo che amava, Penelope Featherington decide di mettere da parte quell’amore impossibile e di trovarsi un luogo da chiamare casa, lontana dal fare denigratorio di sua madre e delle sue sorelle, che la trattano malamente. Penelope prende così la decisione di trovarsi un marito che le possa garantire sufficiente libertà e indipendenza per continuare la sua doppia vita come Lady Whistledown, ma la mancanza di autostima fa sì che i suoi tentativi falliscano clamorosamente, perché quando si avvicina a un uomo, le parole le vengono meno, colta da un improvviso imbarazzo e vergogna.

Nel frattempo, Colin è tornato dai suoi viaggi estivi con un nuovo look e un atteggiamento molto spavaldo, quasi da Don Giovanni, ma è avvilito nel constatare che Penelope, l’unica persona che lo ha sempre apprezzato così com’era, gli sta dando il benservito. Desideroso di riconquistare la sua amicizia, Colin si offre di farle da mentore per aiutarla a trovare fiducia in se stessa e quindi un marito. Ma quando le sue lezioni iniziano a sortire un effetto anche troppo positivo, Colin è costretto a chiedersi se i suoi sentimenti per la ragazza siano davvero solo amichevoli.

Penelope, però, non è l’unica ragazza in cerca di marito in quella stagione; sulla piazza ci sono anche le figlie di Bridgerton, ovvero Eloise, che non intende impegnarsi nel trovare l’amore, e la sesta figlia di Violet Bridgerton, la graziosa Francesca, una ragazza molto diversa da Daphne. Se quest’ultima amava mettersi al centro dell’attenzione, Francesca lo odia profondamente, preferendo suonare il suo amato pianoforte e rimanere in silenzio piuttosto che mettersi a ballare per la regina, la quale è alla costante ricerca del diamante della stagione e, soprattutto, di colei che si cela dietro Lady Whistledown.

Bridgerton. (L to R) Hannah Dodd as Francesca Bridgerton, Victor Alli as John Stirling in episode 303 of Bridgerton. Cr. Liam DanielNetflix © 2024
Bridgerton. (L to R) Hannah Dodd as Francesca Bridgerton, Victor Alli as John Stirling in episode 303 of Bridgerton. Cr. Liam DanielNetflix © 2024

Recensione di Bridgerton 3

Dopo due stagioni che seguivano passo dopo passo la struttura letteraria della saga Bridgerton, l’ideatore e showrunner Chris Van Dusen decide di cambiare le carte in tavola, non rispettando l’ordine narrativo degli eventi della saga letteraria. Il terzo romanzo di Julia Quinn, “La proposta di un gentiluomo”, è ambientato tra il 1815 e il 1817 e narra la storia d’amore del secondogenito di casa Bridgerton, Benedict, che si innamora perdutamente di Sophie Beckett, una delle sue cameriere con un passato misterioso, essendo la figlia illegittima di Richard Gunningworth. In questa terza stagione, di questa situazione amorosa non troviamo assolutamente nulla. La storia d’amore e di libertà in cui si ritrova Benedict in questi otto episodi è completamente inedita e non appartiene a nessuno dei nove romanzi che compongono la Serie Bridgerton, spingendo il personaggio di Benedict verso nuovi lidi narrativi incentrati su un viaggio interiore alla ricerca profonda della propria vera identità, al di fuori delle regole sociali riguardanti i rapporti sessuali e le storie d’amore. Questo dimostra come gli autori della serie abbiano preso tempo per decidere come sfruttare al meglio questo personaggio, che stagione dopo stagione si sta sempre più distaccando da ciò che abbiamo conosciuto nelle pagine di Julia Quinn, a favore di una direzione marcatamente LGBTQIA+.

Bridgerton 3, invece di dedicarsi a Benedict, decide di concentrarsi su Colin Bridgerton, il terzogenito della famiglia, narrando la sua storia d’amore con la talentuosa e sfortunata Penelope Featherington, sua amica d’infanzia. In questo senso, la serie si rifà espressamente a “Un uomo da conquistare”, quarto romanzo della saga, ambientato tra il 1812 e il 1824, narrando proprio la storia appassionante tra Colin e Penelope Featherington, colei che vive con un pesante segreto, pronto a minacciare la sua storia d’amore. Ciò che colpisce, però, è che la terza stagione non si concentra esclusivamente su di loro, ma dedica un importante minutaggio, soprattutto nella Parte 1 della stagione, alla storia d’amore di Francesca Bridgerton, un personaggio che sia nei primi romanzi sia nelle prime due stagioni appare poco o nulla. In Bridgerton 3 Parte 1, invece, assume un ruolo da co-protagonista della narrazione, diventando il diamante della regina e dovendo affrontare sfide personali per trovarsi un marito, pur non provando grande gioia in questa ricerca, dimostrandosi più interessata a suonare che ad amare e ad aprirsi agli altri.

In questo senso, ci viene raccontata da vicino la storia d’amore, priva di passione e di avventure mozzafiato, di Francesca e di John Stirling, due anime timide che si incontrano come persone simili. È interessante notare come questa storia d’amore, nell’atto del corteggiamento e del matrimonio, venga trattata solo lievemente e marginalmente nelle pagine dei romanzi “La proposta di un gentiluomo” e “Un uomo da conquistare”. La serie decide di non seguire questa traccia, dando a questa vicenda un racconto strutturato che ci permette di empatizzare e connetterci emotivamente con Francesca, colei che è alla ricerca della propria voce interiore, e John Stirling. Anche perché, riguardo a Francesca, ci sarà sicuramente una stagione che la vedrà protagonista, prima o poi, raccontando la sua tragica storia racchiusa nel romanzo “Amare un libertino”. Mostrare la storia d’amore di questi due personaggi risulta fondamentale per il prosieguo della serie Netflix, anche se è evidente, da una delle ultime scene della quarta stagione, che Netflix ha dei piani leggermente diversi per Francesca, che sembra distaccarsi, sotto alcuni aspetti sentimentali, dalla vicenda che troveremo nel sesto libro di Julia Quinn. Staremo a vedere.

Tante storia ma quanto buonismo

Bridgerton 3 non si concentra solo su una storia d’amore come era avvenuto per le stagioni precedenti, ma tenta di portare avanti un po’ tutti i personaggi attraverso storie secondarie e parallele alla trama principale, ovvero la storia passionale tra Colin e Penelope. La narrazione seriale sviluppa il personaggio di Benedict attraverso la creazione di un triangolo amoroso, quello di Francesca attraverso una storia d’amore, ed Eloise attraverso la sua rottura con Penelope e la sua nuova amicizia con la “cattiva” Cressida Cowper, altro personaggio che viene approfondito attraverso le sue dinamiche familiari. Inoltre, c’è un approfondimento riguardante anche Violet Bridgerton, con un percorso evolutivo del personaggio in linea con gli eventi presentatici in “La regina Carlotta: Una storia di Bridgerton”, oltre ad approfondire Will Mondrich e la sua famiglia, che passano dall’essere dei semplici cittadini al divenire una famiglia aristrocratica, con tutto ciò che nè comporta, soprattutto per Will che dovrà decidere se continuare a fare ciò che ha sempre amato o diventare ciò che la Regina pretende da un aristrocratico, inteso come uomo che non fa umili lavori.

Se molti personaggi sono maggiormente trattati, poco o nulla approfonditi all’interno di questa stagione risultano essere i protagonisti delle passate stagioni. Se Daphne non compare in nessuno degli episodi (purtroppo neppure ai matrimoni), anche Anthony Bridgerton e Kate Sharma appaiono poco o niente all’interno della terza stagione, non trovando in questo racconto una loro effettiva crescita e sviluppo, ma solo una soluzione narrativa per togliere i due personaggi (definitivamente?) di scena.

La terza stagione, ancor più delle altre, possiede numerose sottotrame che rendono la serie maggiormente corale. Tuttavia, all’interno di tutto ciò, le vicende di Penelope fanno da protagonista assoluta del racconto, soprattutto nella Parte 2 dello show, dove la storia d’amore tormentato prende il sopravvento sulle altre linee narrative, quasi schiacciandole. Più che dedicarsi a Colin, gli sceneggiatori elevano Penelope a vera protagonista, raccontando la storia non dal punto di vista dei Bridgerton (come era avvenuto in passato) ma elevando a perno centrale del racconto i sentimenti interiori della terzogenita di casa Featherington. Penelope attua dalla prima puntata a quest’ultima un profondo cambiamento interiore, una trasformazione che la conduce a comprendere e a mostrare al mondo la sua forza interiore, una forza ottenuta grazie a Colin, che le ha insegnato a essere semplicemente se stessa.

Il personaggio di Penelope è stato ben tratteggiato fin dalle prime stagioni, ma ora ottiene il termine del suo arco narrativo impostato fin dal primo episodio dello show. Passa dall’essere una giovane maltrattata, vista come una tappezzeria, al diventare una donna importante per l’élite aristocratica, dimostrando come tutti possano ottenere ciò che desiderano e che ognuno può essere sé stesso dinanzi alla società, senza paura e senza timori di venire criticato e offeso per ciò che si è. Dimostra che il coraggio non è tanto ciò che si fa di nascosto, ma il coraggio sta nel fare le cose alla luce del sole. In questo suo percorso di trasformazione risulta un momento chiave lo scontro – incontro che avviene tra Penelope e la sua famiglia, in primis sua madre, un evento in grado di modificare i rapporti in casa Featherington.

In tutto ciò, però, c’è un grande nì, forse mosso più da un gusto personale che non propriamente da una critica oggettiva. La Parte 1 era riuscita a creare qualcosa di veramente speciale a livello sceneggiativo, mettendo in scena varie storie d’amore di cui non avevamo certezza dell’esito, positivo o negativo. La Parte 2, invece, è improntata al buonismo del 21º secolo, alla ricerca di un perbenismo che, puntata dopo puntata, intacca ogni singola scena della stagione. I percorsi narrativi, se inizialmente interessanti, diventano ben presto prevedibili e gli scontri, fondamentali in questa storia, come quello tra Colin e Penelope, vengono trattati con grande superficialità, privando quelle scene della loro sostanza più cruda, veritiera ed emozionale, dove la tensione, il dubbio e l’ansia dovrebbero essere predominanti, mentre a livello narrativo, qui, tutto si risolve senza problemi.

Bridgerton è sempre stata una serie basata su un lieto fine, ma ora, questo è troppo esagerato, intaccando ogni componente della narrazione, soprattutto le storie riguardanti i Bridgerton. Se escludiamo la vicenda di Cressida Cowper, tutto cade nella più assoluta prevedibilità narrativa, inondata da un indubbio buonismo, dove il perdono e l’accettazione la fanno da padrone, dove ogni litigio e problematica si risolve senza nessun tipo di difficoltà, dove ogni guaio svanisce da un momento all’altro. In questo senso, l’ultimo episodio di stagione appare l’emblema di questa tendenza della serie Netflix, simboleggiato dallo scontro tra Penelope e la Regina. Uno scontro dal gusto amaro, non per Penelope ma per noi spettatori. Da ventiquattro puntate si attendeva il momento in cui la Regina avrebbe scoperto la verità sulla misteriosa Lady Whistledown e, quando questo momento è arrivato, si è totalmente sgonfiato, diventando qualcosa di poca importanza sia per la Regina che per la società. Una cosa assurda, una scena troppo inondata di buonismo, che intacca tutta la seconda parte di stagione, togliendo spessore agli eventi, che non sono raccontati attraverso molteplici sfumature di colori ma solo con uno: il perdono e la comprensione. Tutte le storie, in maniera standard e scontata, si dirigono verso una sorta di lieto fine, come se si volesse marcare che niente può andare veramente male, cosa non del tutto vera.

Tra location e acconciature

La terza stagione di Bridgerton, tecnicamente ineccepibile come sempre, continua a stupire con i suoi costumi e le eccellenti interpretazioni, tra cui spicca quella di Nicola Coughlan. Le scenografie e le location scelte per questa stagione danno ulteriore lustro alla narrazione, creando un’atmosfera unica e affascinante. Le location utilizzate sono straordinarie: il The Royal Crescent e il Holburne Museum, il Blenheim Palace, già usato in “La regina Carlotta: Una storia di Bridgerton”, e il magnifico Hampton Court Palace, che ritorna per fare da sfondo al balletto sul mito greco e al ballo della regina nell’episodio 304, quando Colin insegue Penelope che si allontana dai festeggiamenti. Anche l’Old Royal Naval College è una location ricorrente che offre l’ambientazione per Mayfair Market e per alcune riprese aggiuntive della vivace alta società. La tenuta Luton Hoo funge da cornice per più luoghi, tra cui l’esterno della tipografia e il giardino dei Bridgerton. North Mymms Park ci mostra gli interni del White’s, il più antico club per gentiluomini di Londra, mentre Chiswick House è utilizzata per le riprese della chiesa e delle carrozze.

Un altro elemento da apprezzare è l’attenzione all’estetica, dai costumi alle acconciature. In questa stagione, le acconciature e il trucco di Penelope sono stati curati nei minimi dettagli per riflettere il suo percorso interiore. Nelle stagioni passate, il trucco era pensato per accentuarne i tratti infantili. In questa stagione, invece, è utilizzato per donare al suo viso un aspetto più glamour, longilineo e definito, sollevando gli zigomi ed enfatizzando gli occhi. L’acconciatura di Penelope, con ricci morbidi che scendono su un lato, è stata ispirata da icone hollywoodiane di vecchia scuola come Rita Hayworth e Marilyn Monroe, con un tocco di Jessica Rabbit. Questo è in netto contrasto con i boccoli stretti realizzati con le forcine che Penelope sfoggiava in passato.

Nicola Coughlan e Luke Newton in Bridgerton 3
Nicola Coughlan e Luke Newton in Bridgerton 3

In conclusione

La terza stagione di “Bridgerton” rappresenta una deviazione significativa dalla saga letteraria di Julia Quinn, esplorando nuove trame e approfondendo personaggi secondari. Nonostante alcuni rischi narrativi, come la prevedibilità delle trame e le divergenze dalla fonte originale, la serie continua a offrire una produzione di alta qualità con un’eccellente estetica visiva e interpretazioni convincenti. In questa stagione si denota una volontà di distaccarsi dai libri da cui la saga è tratta, dunque risulta interessante capire su quale romanzo o su quale storia la quarta stagione si concentrerà. Tratterà di Benedict, di Eloise o di Francesca? Oppure di Violet? Oppure di tutti e quattro?

Note positive

  • Esplorazione di nuove storie d’amore: La terza stagione di “Bridgerton” prende una svolta inaspettata, abbandonando in parte la fedeltà ai romanzi di Julia Quinn per esplorare nuove storie d’amore. Questo approccio permette di dare spazio a personaggi come Benedict Bridgerton e Francesca Bridgerton, che non avevano ricevuto molta attenzione nelle stagioni precedenti.
  • Approfondimento dei personaggi: La serie si immerge più a fondo nei pensieri e nei sentimenti dei suoi personaggi principali, specialmente con Penelope Featherington e Francesca Bridgerton. Questo li rende più reali e complessi, portando il pubblico a connettersi emotivamente con le loro esperienze e sfide personali.
  • Estetica e produzione di alto livello: Come sempre, “Bridgerton” brilla per l’attenzione ai dettagli nelle scenografie, nei costumi e nelle acconciature. Le location scelte per le riprese aggiungono una bellezza visiva alla storia, contribuendo a creare un’atmosfera incantevole e autentica.

Note negative

  • Prevedibilità e buonismo: Sebbene la serie mantenga il suo stile di narrazione melodrammatica e romantica, la terza stagione rischia di cadere in una trappola di prevedibilità e buonismo. Le trame tendono a risolversi con un lieto fine e le sfide affrontate dai personaggi vengono spesso affrontate con una leggerezza che può togliere profondità agli sviluppi narrativi.
  • Divergenze dalla fonte letteraria: Per i puristi dei romanzi di Julia Quinn, il fatto che la serie prenda libertà creative significative può risultare un punto negativo. La decisione di non seguire fedelmente gli eventi e i personaggi dei libri potrebbe deludere coloro che apprezzavano la coerenza con la storia originale.
  • Focalizzazione discontinua: Nonostante l’intento di espandere il mondo dei Bridgerton, la terza stagione a volte si sente dispersiva, con molte sottotrame che competono per l’attenzione dello spettatore. Questo può diluire l’impatto emotivo delle principali storie d’amore trattate.
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Stefano Del Giudice
Stefano Del Giudice

Laureatosi alla triennale di Scienze umanistiche per la comunicazione e formatosi presso un accademia di Filmmaker a Roma, nel 2014 ha fondato la community di cinema L'occhio del cineasta per poter discutere in uno spazio fertile come il web sull'arte che ha sempre amato: la settima arte.

Articoli: 930

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