The Boys 4 (2024). La posta in gioco si alza

The Boys- Quarta Stagione (2024): serie basata sull'omonimo fumetto di Garth Ennis e Darick Robertson. Disponibile su Amazon Prime Video dal 13 giugno con i primi tre episodi.
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Trailer di The Boys – Stagione 4

Informazioni sulla serie e dove vederla in streaming

Basata sull’omonimo fumetto di Garth Ennis e Darick Robertson, “The Boys” è una serie ideata da Eric Kripke. Gli episodi della quarta stagione dell’acclamato show Amazon Prime Video sono diretti da Phil Sgriccia, Karen Gaviola, Frederick E.O Toye, Shana Stain, Eric Kripke. Il cast principale della serie è formato da Karl Urban, Antony Starr, Jack Quaid, Erin Moriarty, Laz Alonso, Jessie T. Usher, Chace Crawford, Tomer Capone, Karen Fukuhara, Colby Minifie, Claudia Doumit e Cameron Crovetti. La quarta stagione debutterà il 13 giugno solo su Amazon Prime Video con una première formata da 3 episodi, mentre i restanti verranno rilasciati con cadenza settimanale fino al 18 luglio con l’ottavo e ultimo episodio dello show già rinnovato per una quinta e ultima stagione.

Trama di “The Boys” Stagione 4 (2024)

Nella quarta stagione il mondo è sull’orlo del baratro. Victoria Neuman è più vicina che mai allo Studio Ovale, e rimane sotto il controllo di Patriota che sta consolidando il suo potere. Butcher, con pochi mesi di vita davanti, ha perso il figlio di Becca e il suo posto come leader della squadra The Boys: sono tutti stanchi delle sue bugie. Con una posta in gioco più alta che mai, devono trovare un modo per lavorare insieme e salvare il mondo prima che sia troppo tardi.

Recensione di “The Boys” Stagione 4 (2024)

Dopo gli eventi della terza stagione e della serie spin-off “Gen V”, “The Boys” ritorna con quella che è probabilmente la sua stagione più matura, introspettiva e al tempo stesso minacciosa per il futuro dei suoi protagonisti. Nonostante gli immancabili momenti sopra le righe diventati un vero e proprio marchio di fabbrica dello show, “The Boys” si addentra maggiormente nel mondo reale attraverso una satira non più fine a se stessa, ma pesantemente collegata alla narrazione della sua storia. Oltre a questo aspetto, anche il lavoro svolto sulla scrittura dei protagonisti mostra un netto miglioramento rispetto al passato. Come è evidente nei 6 episodi di 8 che andremo a recensire, lo show di Eric Kripke cerca di mettere da parte lo splatter e la follia, ponderandola nel corso della stagione, concentrandosi sull’aspetto drammatico dei suoi personaggi.

Da un Butcher a cui non resta molto da vivere per via dell’abuso di V24 nella scorsa stagione, fino ad arrivare ad un Patriota diviso tra i suoi doveri da padre e quelli da eroe volto/CEO della Vought, portandolo sempre più verso la follia totale con un piano che metterà in pericolo la sicurezza degli Stati Uniti e non solo. Ma fortunatamente (in parte come vedremo successivamente), anche gli altri protagonisti ricevono un trattamento che metterà sotto una nuova luce la loro caratterizzazione, che finalmente porterà a dei veri e propri cambiamenti di status quo alla fine della stagione.

Perdere la propria umanità per portare al termine la missione

“The Boys”, come sin dal principio ha abituato il suo pubblico dalla prima stagione, ha sempre raccontato e mostrato come due facce della stessa medaglia Butcher e Patriota. I personaggi interpretati da Karl Urban e Antony Starr, oltre ad essere i volti più iconici dello show, sono effettivamente i più complessi tra tutti. Il loro passato e presente influenzano pesantemente le decisioni prese dai due nel corso della storia e questo li metterà dinanzi a scelte difficili. Il leader dei Boys, oramai declassato e mal visto dalla sua stessa squadra, si appresta a vivere gli ultimi mesi della sua vita tentando l’impossibile per poter salvare Ryan e ovviamente eliminare Patriota. Mentre il leader dei Sette cerca di essere un buon padre per Ryan, si prepara a mettere in atto un grande piano che stravolgerà le gerarchie degli Stati Uniti. Ma cosa accomuna i due protagonisti in questa stagione? La risposta è la loro umanità.

Antony Starr e Cameron Crovetti in una scena di The Boys (2024)
Antony Starr e Cameron Crovetti in una scena di The Boys (2024)

Ed è proprio nel profondo di questi personaggi violenti che fanno il possibile per raggiungere i propri obiettivi che la serie imbastisce parte del racconto. Il viaggio interiore dei due personaggi è cruciale non soltanto nella loro costruzione, ma graverà pesantemente sul corso degli eventi che potrebbero portare a situazioni critiche irreversibili. Se la sceneggiatura brilla nel dare spessore ai due personaggi, a rendere il quadro completo ci pensano i due attori che regalano delle interpretazioni impeccabili. Da una parte Karl Urban porta benissimo su schermo un antieroe arrivato al limite, mentre dall’altra abbiamo Antony Starr e il suo Patriota che ricordano ancora una volta i molteplici motivi per cui il personaggio è diventato da subito uno dei cattivi più iconici della cultura pop.

La complessità che avvolge i due leader arriva qui al culmine, che porterà a tutti gli effetti ad una vera e propria escalation di violenza. Ma “The Boys” fortunatamente non si limita soltanto a caratterizzare i due volti simbolo dello show perché, a differenza delle stagioni passate, anche gli altri personaggi si ritrovano coinvolti ad affrontare delle situazioni complesse, facendo così emergere un lato maturo dello show mai visto prima. Purtroppo però, non è oro tutto quello che luccica…

Tra new entry ben integrate e vecchi personaggi che non hanno più nulla da dire

Se il trattamento riservato per Butcher e Patriota è davvero ottimo sotto ogni punto di vista, non possiamo dire questo per tutti i personaggi conosciuti nelle stagioni passate. Da Hughie (Jack Quaid) che si ritrova con la sua famiglia, stravolgendo completamente la storia rispetto al fumetto che dedicò a questo periodo uno spin-off che mise in pausa la trama principale, fino ad arrivare ai molteplici fantasmi del passato e del proprio retaggio che colpiscono Starlight (Erin Moriarty) e le due noti dolenti di questa quarta stagione: Frenchie e Kimiko. I due membri dei Boys interpretati da Tomer Capone e Karen Fukuhara sin dalla scorsa stagione hanno mostrato di essere alla fine della loro corsa.

Non avendo quasi più nulla da raccontare, i due si ritrovano coinvolti nelle rispettive sottotrame che coincidono con l’aspetto drammatico che permea l’intera quarta stagione ma con la differenza che per i due personaggi, i loro dolori interiori sono stati già affrontati in passato! Questa ripetitività, al netto di un cambiamento dello status quo di Frenchie dopo aver superato la metà di questi nuovi episodi, porta sicuramente lo spettatore ad annoiarsi nel seguire le loro storie. A tutti gli effetti, la gestione dei due personaggi è l’unico difetto di questa quarta stagione di “The Boys”.

Nathan Mitchell e Chace Crawford in una scena di The Boys (2024)
Nathan Mitchell e Chace Crawford in una scena di The Boys (2024)

A sorprendere però è la gestione dei restanti “eroi” dello show. A-Train sempre più vicino ad una difficile redenzione, si contrappone a quella che è a tutti gli effetti la scheggia impazzita dei Sette: Abisso. Nonostante Chace Crawford interpreti a tutti gli effetti la linea comica della serie, Abisso è l’eroe più imprevedibile. La sua codardia sembra quasi nascondere intenzioni inaspettate che potrebbero esplodere nel finale di stagione, stravolgendo così le aspettative che tutti hanno su di lui. Ma a rendere brillante però la scrittura di questa quarta stagione di “The Boys” sono i nuovi ingressi nel cast.

Jeffrey Dean Morgan interpreta un personaggio proveniente dal passato di Butcher e nonostante un minutaggio non eccessivo, si integra alla perfezione all’interno di questo mondo regalando anche una sorpresa. Le vere mattatrici però sono le due nuove super entrate a far parte dei Sette: Sister Sage (Susan Heyward) e Firecracker (Valorie Curry). La persona più intelligente del mondo e l’eroina di estrema destra che riesce grazie allo schiocco di dita a generare scintille infuocate, entrano a gamba tesa nella macrotrama dello show. Le due donne diventano parte integrante del team e cruciali ai fini del grande piano di Patriota. Se vi sembrerà strano che i Sette abbiano accolto ancora una volta un eroe di estrema destra, dopo quanto successo con Stormfront nel corso della seconda stagione, tutto questo fa parte della inconfondibile satira di “The Boys”. Ma se credete che nei nuovi episodi la satira sia una strizzata d’occhio alla realtà e in parte fine a sé stessa, vi sbagliate di grosso…

Una satira contestualizzata alla perfezione all’interno della narrazione

“The Boys” sin da subito ha abituato il pubblico con la sua satira vicina al nostro mondo. Dalle battute cinematografiche a tema MCU, fino ad arrivare alla situazione politica statunitense, lo show ideato da Eric Kripke ha sempre contestualizzato la sua satira il giusto all’interno della trama. Ma la quarta stagione di “The Boys” non è soltanto la stagione più drammatica dello show, ma si rivela essere la stagione più politica. L’aspetto politico da sempre emerso attraverso l’ironia, qui diventa parte integrante del racconto e vero motore di tutti gli intrighi che Butcher e la sua squadra tenteranno di fermare per salvare il paese e probabilmente il mondo intero.

La situazione che vede gli Stati Uniti sempre più divisi, complice l’amministrazione Trump e le imminenti elezioni con lo stesso ex presidente in lizza per ritornare alla Casa Bianca, viene evidenziata all’interno di “The Boys” tramite la rappresentazione, forse fin troppo realistica, di personaggi e soprattutto situazioni che lo stesso paese ha vissuto. Ed è proprio questo uno dei punti di forza dello show, cioè raccontare la realtà con un taglio satirico e come in questo caso, contestualizzarlo al meglio all’interno della narrazione. Tutto questo però porta a sacrificare (almeno in questi 6 episodi analizzati) l’azione e i momenti surreali, anche se presenti e divertentissimi, senza danneggiare la resa complessiva dello show e anzi, rendendo il tutto molto più maturo verso la conclusione della serie con la quinta stagione.

Gen V, cameo a sorpresa e cosa aspettarsi dal finale di stagione

Prima di parlare dei temi citati nel titolo di questo paragrafo, non possiamo non menzionare il lato tecnico sempre ottimo di “The Boys”. Con delle scelte musicali sempre impeccabili, una regia che riesce a cogliere al meglio le sensazioni di tutti i personaggi, dove ovviamente a spiccare è il terrore che incute Patriota nei confronti degli altri personaggi, lo show targato Prime Video mostra ancora una volta un livello qualitativo di altissimo livello per il piccolo schermo. Chiusa questa breve parentesi, possiamo analizzare in breve i collegamenti con la serie spin-off “Gen V” e alla luce dei 6 episodi qui analizzati, ipotizzare (senza rivelarvi troppo) cosa potrebbe aspettarci nei restanti due episodi che concluderanno la quarta stagione di “The Boys”.

Karl Urban, Tomer Capone e Laz Alonso in una scena di The Boys (2024)
Karl Urban, Tomer Capone e Laz Alonso in una scena di The Boys (2024)

Per chi ha visto la serie spin-off che ha debuttato lo scorso settembre, sa benissimo come lo show si collochi all’interno della linea temporale principale. “The Boys”, in modo sorprendentemente coerente, riesce a riportare alcuni personaggi e una dinamica vista nello spin-off senza creare problemi e dolori di testa allo spettatore. Altra tradizione di “The Boys” è quella di portare su schermo cameo inaspettati di attori e personaggi della cultura pop nei panni di loro stessi. Proprio come da programma, lo show vede a grande sorpresa un attore amatissimo dal pubblico in un momento completamente inaspettato di questi nuovi episodi.

E quindi adesso arriviamo alla domanda cruciale: cosa aspettarsi dagli ultimi due episodi della quarta stagione di “The Boys”? Senza addentraci troppo nei risvolti narrativi di questi episodi, lo show potrebbe finalmente concludere una stagione con un vero e proprio cambiamento di status quo per tutti i suoi personaggi, ponendoli dinanzi a scelte difficili da prendere e a situazioni critiche da risolvere nella successiva stagione. Con l’approccio narrativo adottato in questa quarta stagione, “The Boys” matura e punta a raccontare una storia cupa che non soltanto cambia le regole delle storie dei supereroi, ma cambia le sue stesse regole. Le aspettative per un finale imprevedibile e pieno di colpi di scena è altamente probabile, portando lo show su livelli mai toccati prima. Andrà effettivamente così? Lo scopriremo il 18 luglio solo su Amazon Prime Video.

In conclusione

“The Boys” con i primi 6 episodi regala allo spettatore uno show maturo e ben realizzato. Il cast regala ottime interpretazioni, grazie anche allo script dei vari episodi. Le scene splatter e divertenti sono sempre presenti, ma con un minutaggio decisamente inferiore rispetto al passato puntando così maggiormente sulla psicologia dei suoi protagonisti e la quasi onnipresente trama politico-sociale che rende lo show più vicino che mai al mondo reale. Unico neo di questi 6 episodi e molto probabilmente dell’intera quarta stagione, è la gestione di Frenchie e Kimiko che rende i due personaggi i più deboli di tutto lo show, avendo raccontato praticamente tutto di loro senza offrire una novità all’interno delle loro sottotrame.

L’aspetto tecnico è ancora una volta di alto livello, con fotografia, regia e scelte musicali ottime. La maturità della sceneggiatura apre a spunti narrativi interessanti che potrebbero portare a cambiamenti effettivi nello show, stravolgendone così le carte in tavola. Il collegamento con quella che è la prima serie spin-off di “The Boys” si rivela essere narrativamente coerente e ben integrato nel quadro più grande dello show ideato da Eric Kripke. In assenza dei due episodi finali, la quarta stagione di “The Boys” non conterà al suo interno momenti memorabili come la stagione passata, ma dimostra di essere uno show diverso nel suo genere pronto a crescere di pari passo con gli anni che passano, consegnando allo spettatore un prodotto folle, ma narrativamente solido e vicino a noi.

Un finale di stagione che non delude le aspettative

Come avevamo già anticipato parlandovi dei 6 episodi precedenti, “The Boys” con la sua quarta stagione non delude le aspettative create. Infatti il finale, con molteplici colpi di scena ed eventi che stravolgono le carte in tavola, arriva finalmente a portare il pubblico davanti ad un qualcosa sempre atteso ma mai effettivamente arrivato. Complice l’annuncio della quinta e ultima stagione dello show, gli episodi finali giovano di una potenza narrativa mai vista fino ad ora all’interno della creatura ideata da Eric Kripke. Se il settimo episodio frena in parte la narrazione, preparandoci allo sconvolgente finale di stagione, l’ultimo episodio segue la linea adottata in questa stagione che sacrifica l’azione a vantaggio del dramma e di veri e propri risvolti narrativi. 

I tanto agognati cambiamenti di status quo arrivano finalmente e preparano il terreno per un’ultima stagione che si preannuncia epica e violenta come la serie ha abituato i suoi fan dal 2019, anno di debutto della prima stagione. I colpi di scena non mancano e i lettori del fumetto di Garth Ennis e Darick Robertson resteranno sorpresi positivamente della strada intrapresa da Kripke che, nonostante i cambiamenti fatti all’opera originale, porterà dritta verso il finale da loro conosciuto insieme a qualche piccola sorpresa.

 

Note positive

  • Le interpretazioni del cast, su tutti Karl Urban e Antony Starr;
  • La scrittura matura che si concentra maggiormente sul dramma dei propri personaggi, portando così ad un vero sviluppo di questi;
  • La satira ben inserita all’interno della storia, portando così a far esplodere la sottotrama politica che qui diventa protagonista a differenza del passato;
  • Regia, fotografia e l’intero comparto tecnico che riescono a bilanciare alla perfezione lo splatter folle alla drammaticità e attualità degli argomenti trattati.

Note negative

  • La gestione di Frenchie e Kimiko, arrivati praticamente alla fine della loro corsa prima della quinta e ultima stagione in arrivo prossimamente.

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Gabriele Di Nuovo
Gabriele Di Nuovo
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