Carla – Il film (2021): il biopic sulla “prima ballerina assoluta”

Carla - Il film locandina

Carla – Il film

Titolo originale: Carla

Anno: 2021

Paese: Italia

Genere: Biografico

Casa di produzione: Rai Fiction, Anele

Distribuzione: QMI

Durata: 100 min

Regia: Emanuele Imbucci

Sceneggiatura: Graziano Diana, Chiara Laudani, Emanuele Imbucci, Fabio Scamoni

Fotografia: Gigi Martinucci

Montaggio: Marco Rizzo

Musiche: Pasquale Catalano

Attori: Alessandra Mastronardi, Stefano Rossi Giordani, Paola Calliari, Euridice Axen, Léo Dussollier, Valentina Romani, Maurizio Donadoni, Maria Amelia Monti, Pietro Ragusa, Elena Cotta, Lorenzo Lavia, Paola Lavini, Elisabetta De Palo, Claudia Coli, Patrizia La Fonte, David Paryla, Alan Cappelli Goetz, Mauro Marino

Trailer di Carla – Il film

Distribuito in anteprima nei cinema italiani per tre giorni, dall’8 al 10 Novembre 2021, come evento speciale, Carla – Il film è un biopic sulla ballerina simbolo del Teatro alla scala di Milano, il luogo che rappresenta nel mondo l’arte della danza classica. La pellicola, che è stata realizzata con la consulenza diretta di Carla Fracci, del marito Beppe Menegatti e di Luisa Graziadei, la loro collaboratrice storica, si rifà all’autobiografia letteraria Passo dopo passo – La mia storia, scritto dall’artista stessa ed edito per Mondadori Editore nel dicembre 2013. Per il ruolo della protagonista è stata scelta Alessandra Mastronardi, conosciuta al grande pubblico per aver interpretato Eva Cudicini nella fiction Mediaset I Cesaroni”.  L’attrice in un’intervista ha dichiarato:

Quando ho saputo che era stata lei a scegliermi, è stata la parte più terrificante, ma ho provato anche un immenso orgoglio. Non faccio parte del mondo della danza, non ho mai ballato, facevo ginnastica artistica e atletica leggera alle medie e al liceo. Due mondi completamente opposti. Quindi è stato un impegno doppio. Ho sentito una responsabilità incredibile dal principio, ma non ho mai avuto né ripensamenti, né tentennamenti. Ho detto subito di si. Le ho chiesto (a Carla Fracci) che tipo di messaggio voleva che io facessi emergere. Che colore voleva che usassi per il suo personaggio. Lei mi disse: “La serietà e la forza” e quindi ho levato tutti i sorrisi possibili, ho fatto come mi ha detto

A. Mastronardi

La Fracci ha aiutato la Mastronardi a imparare la danza e a entrare dentro questo ruolo, ma purtroppo non ha avuto la possibilità di vedere la pellicola, essendo morta a causa di una malattia, il 27 maggio 2021 nella sua amata Milano. Il lungometraggio è stato distribuito su Rai 1 il 5 Dicembre 2021 in prima serata, ottenendo uno share del 17.7%.

Trama di Carla – Il film

Carolina Fracci è una bambina minuta e gracilina che vive in un’umile famiglia di lavoratori, dove suo padre, ex soldato italiano che ha partecipato alla seconda guerra mondiale, svolge la mansione di tranvière. Una sera la famiglia decide di recarsi in un locale dove la gente balla ed è proprio qui che avviene un incontro fortuito che farà cambiare la vita della piccola Carolina. Un’anziana insegnante di danza classica le fa i complimenti per il modo in cui sente la musica con il corpo e consiglia ai genitori di portarla al Teatro alla Scala dove si svolgono le audizioni per entrare nella prestigiosa accademia, il corso dell’eccellenza italiana per l’arte della danza oltre a essere totalmente gratuito. Il padre decide di far provare alla figlia questa strada, non sapendo che da quel momento, in cui Carla Fracci, di appena dieci anni, mette piede all’interno del Teatro alla Scala, l’Italia scoprirà un nuovo talento della danza mondiale. Non a caso il New York Times nel 1981 la definì “prima ballerina assoluta”.

Seguiamo la giovane Carla nei suoi esordi nel mondo del balletto, nella conquista di nuovi e importanti palcoscenici in Italia, Europa e America, al suo matrimonio avvenuto nel 1964 con lo scenografo e regista teatrale Beppe Menegatti, fino alla nascita del suo primo figlio e al suo ritorno, inatteso per molti, alla danza nel 1970 per portare in scena Lo Schiaccianoci, dove in soli cinque giorni e con un problema alla caviglia, Carla ha dovuto imparare tutti i passi di danza.

Recensione di Carla – Il film

La pellicola diretta da Emanuele Imbucci ha tutti i difetti delle produzioni Rai fiction, di quei prodotti audiovisivi creati per intrattenere il “grande pubblico”. Non a caso Carla – Il film risulta di facile comprensione con battute a volte piuttosto ridondanti e poco naturali che hanno lo scopo di rimarcare e sottolineare più volte ciò che vediamo semplicemente in scena. Questo stile è intrinseco nella maggior parte dei prodotti filmici creati dalla rete pubblica, ma se può andar bene per un pubblico distratto questo stile narrativo, potrebbe risultare pesante e pletorico per altri, anche a causa di un completo azzeramento del sottotesto drammaturgico e riflessivo, perché va detto che il biopic su Carla Fracci è solo ciò che si vede e si sente, dimostrandosi prima di tutto un film di semplice e facile comprensione, che intende solo mostrare uno spaccato di vita di una donna forte, che ha lottato con tutto il suo carattere per ottenere il successo a lei meritato, perché Carolina, figlia di un operaio e non proveniente da una famiglia nobile, è diventata la più famosa ballerina italiana nel mondo, abbattendo ogni pregiudizio di classe.

Detto ciò, Carla ha però la forza di dimostrarsi un film che sa intrattenere, commuovendo a tratti lo spettatore, seppur esclusivamente nel primo atto drammaturgico dove abbiamo in scena una bambina peperina e simpatica che entra nel mondo della musica, interpretata da una splendida Elisa Proietti nella veste della giovane danzatrice. La Fracci nel continuo della storia è impersonificata dalla Mastronardi, che però non riesce a incidere più di tanto nella sua prova attoriale anche a causa di una scrittura dialogica e di sceneggiatura troppo frettola e fredda, tanto che alla fine la storia d’amore con Beppe Menegatti (Stefano Rossi Giordani) non appassiona, anzi proprio questo personaggio maschile appare relegato fin troppo ai margini della storia, come tutti gli altri personaggi secondari, a eccezione dell’amica Ginevra, colei che interviene nell’unico momento di reale sconforto nella vita di Carla, proferendogli una frase importante:

Vederti danzare è un regalo che tu fai a tutti noi, tu sei la danza stessa

Ginevra – Carla – Il film

Carla – Il film però possiede una narrazione fin troppo confusa nel comprendere la chiave narrativa che si vuole adottare per raccontare questa storia, perché alla fine dei conti gli sceneggiatori non ci concentrano né sulla sfera privata della donna né su quella artistica, tanto che il balletto viene mostrato in rare scene. È indubbio che gli scrittori abbiano voluto mostrare alcuni lati moderni della donna come il suo lato femminista e indipendente ma nel farlo hanno sbagliato i modi, ad esempio viene immesso il tema dell’avere una bambino quando si è dei professionisti, soprattutto in un settore in cui il corpo femminile è lo strumento principale. Nel finale del film ci sono varie battute sull’argomento e sulla scelta che farà la donna, ma tale tematica doveva essere sviscerata meglio, tanto che noi non vediamo mai le sue sofferenze e gioie di madre.

Io penso che conciliare la carriera con la maternità, non sia certo una sfida, ma piuttosto un diritto. Un diritto che va difeso, in primis da noi donne.

Carla – Il film

Registicamente però la pellicola si salva, mostrandosi interessante in alcuni frangenti, sia nelle inquadrature utilizzate per condurre avanti e indietro la vicenda nel tempo, sia (e soprattutto) nei momenti dedicati al ballo dove si ha la commistione tra elemento sonoro e visivo. In ogni scena in cui la Fracci si esibisce, troviamo una musica quasi fantascientifica a pianoforte e delle inquadrature dedicate a una libellula che sfida l’aria, paragonando il movimento leggero ed equilibrato dell’artista femminile con quello armonico dell’animale.

In conclusione

Carla è un discreto film che lascia ben poco al pubblico a causa di una sceneggiatura fin troppo superficiale che non riesce a strutturare nei migliori dei modi la vicenda, anche perché all’interno del film non c’è neppure un momento di reale difficoltà della ballerina, e se questo è presente, come lo poteva essere all’interno dello spettacolo che deve preparare nel 1970 in soli cinque giorni, e che fa da cornice all’intero lungometraggio, non è abbastanza ben sviluppato tanto che il dramma non è emotivamente esistente nella pellicola; così alla fine abbiamo un biopic privo di conflitti interiori e proprio questo elemento è alla base di qualsiasi racconto che sia letterario che visivo.

Note positive

  • Recitazione di Elisa Proietti
  • La regia nelle scene di danza

Note negative

  • Sceneggiatura
  • Dialoghi troppo ridondanti
  • Assenza di emozione narrativa quando entro in scena Alessandra Mastronardi

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