Censor (2021): tra censura e perdità

Censor 2021 locandina

Censor

Titolo originale: Censor

Anno: 2021

Nazione: Regno Unito

Genere: horror

Casa di produzione: Silver Salt Films, BFI Film Fund, Cinelab London, Ffilm Cymru Wales, Film4, Kodak Motion Picture Products, Rook Films, Timpson Films

Distribuzione: Vertigo Films

Durata: 1h 24min

Regia: Prano Bailey-Bond

Sceneggiatura: Prano Bailey-Bond, Anthony Fletcher

Fotografia: Annika Summerson

Montaggio: Mark Towns

Musiche: Emilie Levienaise-Farrouch

Attori: Niamh Algar, Michael Smiley, Nicholas Burns, Vincent Franklin, Sophia La Porta, Adrian Schiller, Clare Holman, Andrew Havill, Felicity Montagu

Trailer in lingua originale di Censor

Censor è un horror movie britannico per la regia di Prano Bayley-Bond e sceneggiato insieme a Prano Bailey-Bond. Presentato al Sundance Film Festival 2021, il lungometraggio è stato distribuito a partire dal 28 Gennaio 2021 grazie a Vertigo Films.

Trama di Censor

Enid è un’addetta alla censura dei film horror distribuiti in VHS nel mercato britannico. Il suo lavoro consiste nel decidere, con altri colleghi, se censurare o meno varie opere o almeno le scene più cruente. Un giorno visiona con una collega una scena di cannibalismo, ma nonostante lei voglia censurarla trova il parere contrario della sua collega tanto che alla fine decide di non segnalare quella parte del lungometraggio. Quel medesimo giorno la donna va a cena dai genitori per affrontare una situazione complessa: la sorella di Enid è scomparsa da svariato tempo e i suoi genitori vogliono dichiararla ufficialmente morta ma lei è contraria credendo che sia sempre viva da qualche parte. Enid e Nina, la sua sorella minore, erano insieme quel giorno nella foresta quando Nina è scomparsa, ma lei non si ricorda cosa sia accaduto.

Censor 2021 - Scena del film horror
Censor 2021 – Scena del film horror

Recensione di Censor

In questo film ci viene dimostrato che i “video nasty”, cioè i video ad alto contenuto di violenza che venivano censurati dai comitati di cesura cinematografica degli anni ’80 riservano davvero tante sorprese, anche e sorprendentemente delle bellezze, seppur a loro modo. Grazie alla regista del gallese Prano Bayley-Bond, Censor è uno dei film più intriganti dell’anno, presentato al Sundance Film Festival, ci narra in modo del tutto particolare e controverso di uccisioni, squartamenti, violenza e persino cannibalismo ma in una chiave del tutto diversa dal solito. Tuttavia questa non è solo un hommage a questo tipo d’intrattenimento , ma anche una storia sincera e divertente.

Enid è una giovane ragazza minuta e con dei grandi occhiali che lavora come censore per la commissione filmica statale britannica. È certamente il censore più attento ai particolari e la sua giornata tipo comprende taccuino, matita, vhs che propone film splatter di paura, pausa tè con i colleghi che si ritrovano a scherzare tutti insieme e a dirsi a vicenda tra una battuta e l’altra quali sono le scene che vorrebbero tagliare e che vorrebbero tenere deinfipm che stanno al momento visionando. Questo processo è rivelatore e indicativo certamente della personalità di ognuno. Quando però alla ragazza viene chiesto di recensire il film “Don’t go in the church“, le cose cominciano a non andare per il verso giusto. La ragazza serba il dolore e dei rimorsi agghiaccianti per la misteriosa scomparsa di sua sorella tanti e tanti anni addietro. Infatti, quando vede le due protagoniste scomparire nel bosco, ecco riaffiorare nella sua mente ricordi sopiti. Enid comincia a sviluppare un leggero distaccamento dalla realtà quando si convince che la sorella che non è scomparsa, ma bensì continuerebbe a correre nella foresta con i suoi capelli rossi, ma non lo farebbe per paura bensì per soldi, perché si è convinta che un’attrice di un film le somiglia molto. Quando poi la gente comincia a credere che un assassino si sia ispirato adnun film da lei approvato, Enid comincia davvero a dubitare della sua lucidità mentale. Questo percorso la condurrà via via verso un suggestivo finale onirico e suggestivo. È molto interessante quello che Algar fa con la sua memoria che sembra essere selettiva e molto rigida, priva di tutte le parti più “interrssanti” per la paura che possa scatenarle qualche terribile ricordo.

Non sarebbe male se tutto ciò che è stato cancellato tornasse per prendersi la sua rivalsa, nel suo massimo splendore e per molto più tempo di quanto Bailey-Bond disponga nel suo finale che è piuttosto veloce. Si vorrebbe forse di più dal finale, dopo aver esaminato, esattamente come fa la protagonista, minuziosamente tutto ciò che accade intorno a lei. È affascinante l’idea che i film siano la causa di sofferenze che qualcuno, chiunque sia, potrebbe essere il colpevole di tutto. In realtà, dimenticano tutti che “l’orrore è già là fuori, in tutti noi” e non sanno nemmeno quanto.

Questa è una sorprendente pellicola, nonostante il passo lento ed estenuante verso il (figurativo patibolo) finale, che gioca tutte le sue carte nel solco della flebile linea di demarcazione tra realtà e fantasia facendo quindi riecheggiare nella mente dello spettatore, anche per l’ambientazione anni ’80, con i suoi visionari registi (sprazzi di Lynch e Cronenberg). Censor è il classico film dove la simmetria, distorta e inquietante, imperversa ed è molto importante: le due sorelle, una scomparsa nella foresta e una perduta nei meandri della mente; lo stile del film, così simile e allo stesso tempo così diverso dai “video nasties” di cui parla e a cui fa l’occhiolino; gli orribili anni ’80, costellati di rivendicazioni sindacali e sociali schiacciate come mosche da un liberismo putrido tanto caro al soldatino. In ogni caso, il film ha la particolarità di non schierarsi mai apertamente, né politicamente e né narrativamente, lasciando quindi spazio all’immaginazione e alla volontà dello spettatore.

Fotogramma di censor
Fotogramma di censor

In conclusione

Note positive

  • La storia narrata
  • Citazioni riguardo ad alcuni horror anni 80
  • Un film che lascia spazi all’immaginazione

Note negative

  • Il finale risulta troppo rapido e sbrigativo

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