Ponyo sulla scogliera (2008). La sirenetta di Hayao Miyazaki.

Ponyo sulla scogliera Poster

Ponyo sulla scogliera

Titolo originale: Gake no ue no Ponyo

Anno: 2008

Paese: Giappone

Genere: Animazione, fantastico, favolistico

Produzione: Studio Ghibli

Distribuzione: Lucky Red

Durata: 101 min.

Regia: Hayao Miyazaki

Sceneggiatura: Hayao Miyazaki, Melissa Mathison

Fotografia: Atsushi Okui

Montaggio: Hayao Miyazaki

Musiche: Joe Hisaishi

Animatori: Katsuya Kondo, Megumi Kagawa, Tsutomu Awata, Shogo Furuya, Hiroko Minowa

Trailer di: Ponyo sulla scogliera

Ponyo sulla scogliera è il sedicesimo film dello Studio Ghibli, uno dei suoi capolavori; una piccola storia d’amore e d’amicizia scritta, diretta e anche montata da Hayao Miyazaki che torna alla regia dopo l’indiscusso capolavoro de La città incantata. Un racconto semplice che scorre come l’acqua, e in questo film ce n’é parecchia e meravigliosamente disegnata a matita. Il film è stato in concorso alla 65ª Mostra del cinema di Venezia.

Trama di: Ponyo sulla scogliera

Brunilde e le sue sorelle, delle creature simili a pesci ma dal viso umano, vivono con il padre Fujimoto (uno mago e scienziato umano ma che ora vive sott’acqua) in fondo al mare. Un giorno, durante una gita in sottomarino, Brunilde scappa dal sottomarino e finisce per ritrovarsi fra gli scogli, intrappolata in un barattolo di vetro; a salvarla sarà il coetaneo Sosuke. Il bambino, mentre libera la creatura, si ferisce una mano e Ponyo, così chiamata da Sosuke, lo cura leccandogli la ferita. Non passa molto tempo che gli spiriti delle acque invocati da Fujimoto, riportino a casa Ponyo che però, non ha più alcuna voglia di essere chiamata dal padre con il suo “vecchio” nome. Ponyo decide così di tornare in superficie da Sosuke e si trasforma in una bambina, possibilità che ha ottenuto dopo aver leccato la ferita del bambino. La magia che la bambina ha sprigionato non è però senza conseguenze: si crea uno tsunami devastante che sommerge praticamente tutta la terraferma nei pressi della costa, tanto da permettere ai pesci di poter nuotare per le strade cittadine, la luna sta uscendo dalla propria orbita e i satelliti precipitano come fossero meteore. L’unico modo per riportare l’ordine, secondo Granmamare è che Sosuke, per il quale Ponyo ha fatto tutto questo, superi un test; se il figlio di Risa riuscirà nel compito l’ordine sarà ristabilito e Ponyo potrà rimanere un essere umano ma se il bambino dovesse fallire, la figlia di Fujimoto si trasformerà in schiuma di mare, come il mago sa bene.

Qual è la prova cui Granmamare fa riferimento? Riuscirà Sosuke a superarla, salvando Ponyo e permettendole di vivere da essere umana? Per scoprire le risposte a questi quesiti, non vi resta che guardare il film.

Ponyo e Sosuke. Fotogramma di: Ponyo Sulla Scogliera
Ponyo e Sosuke. Fotogramma di: Ponyo Sulla Scogliera

Recensione di: Ponyo sulla scogliera

Di Ponyo sulla scogliera rimane sempre impresso, molto più di certi rimandi alla Sirenetta danese, una globale fluidità e morbidezza di stile del disegno. Questo film è permeato da un continuo rimando all’acqua che è uno dei protagonisti del racconto. Una storia coloratissima, fatta di tinte vivaci, colori pastello in cui a primeggiare e il blu nelle sue numerose tonalità, senza però dimenticare il rosa che fra Ponyo/Brunilde, Fujimito e Granmammare non è certo da dimenticare. Un tripudio di colori quindi, ma anche di piccoli e preziosi sentimenti infantili sempre espressi in maniera molto matura e che Miyazaki & Co. sanno portare sullo schermo in maniera ottimale. Un film per bambini quindi? Sì, fra tutti i Film dello Studio di Totoro, Ponyo sulla scogliera è quello che è più facilmente fruibile da un pubblico di bambini (forse è per quello che la RAI ogni tanto manda solo questo sul piccolo schermo), anche più de Il mio vicino Totoro a detta di chi scrive. Sarebbe un errore gravissimo – ed è un errore che a quanto pare si commette con troppa leggerezza – etichettare questo film di Hayao Miyazaki come un film solo per bambini.

Fotogramma di: Ponyo sulla scogliera
Fotogramma di: Ponyo sulla scogliera

Sono pochissimi i film Ghibli diretti principalmente a un pubblico di bambini, Ponyo sulla scogliera è evidentemente fra questi: protagonisti, toni generali, colori, fotografia e montaggio, aiutano i più piccoli a immergersi in questa storia che riesce a vestirsi di semplicità sebbene non sia così facile da digerire per un pubblico infantile (nel senso letterale del termine). Questo lungometraggio riesce a parlare di un aspetto molto importante nella vita di tutti: il tema delle scelte importanti, di quelle decisioni che portano inevitabilmente a dover perdere qualcosa e Hayao Miyazaki, con decisa dolcezza, riesce a parlarne anche ai più piccoli lasciando siano i bambini della storia a prendere le decisioni più importanti e che influenzano il corso della vicenda. Questo è un film che apre e chiude la propria vicenda grazie alle decisioni di due bambini; è grazie e a causa delle loro scelte che l’avventura comincia, procede e si conclude. Gli adulti protagonisti sono presenze “ingombranti” soltanto fisicamente: Risa, Granmammare e Fujimoto sono presenze nella storia senza dubbio importanti, ma soprattutto nell’essere delle guide per i nostri piccoli protagonisti, degli aiuti che possono portarli al sicuro fino al ciglio delle decisioni che contano perché quelle sono scelte che, malgrado l’età, devono compiere solo loro.

Fotogramma di Ponyo Sulla Scogliera
Fotogramma di: Ponyo sulla scogliera

In conclusione

Ponyo sulla scogliera, come si è detto è un film “semplice” ma che trova la sua forza proprio in questo. Uno dei film più “immediati” dello Studio Ghibli in cui la cura maggiore è riposta più che nella trama, nel lato artistico; animazioni e scenografia sono curate e la fotografia di Okui sa sempre dove mettere i giusti puntini sulle i, al montaggio Hayao Miyazaki riesce a dire la sua particolarmente nel momento dell’invasione dell’acqua e dei suoi abitanti sulla terraferma – la corsa di Ponyo sui pesci è una gioia per gli occhi – ma di particolare impatto è la colonna sonora realizzata da Joe Hisaishi che sostiene e ben si raccorda al film e ad alcune scene in particolare. Indimenticabile, per i suoi toni allegri è la sigla finale: Gake no ue no Ponyo, nella versione italiana la canzone è cantata da Fabio Liberatori e da sua figlia Sara.

Note positive

  • Le caratterizzazioni dei personaggi
  • Gli scenari acquatici
  • La fotografia di Okui
  • La sequenza dello tsunami con la corsa di Ponyo

Note negative

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