Cinquanta sfumature di grigio (2015): amore malato

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50 sfumature di grigio locandina

Cinquanta sfumature di grigio

Titolo originale: Fifty Shades of Grey

Anno: 2015

Paese di produzione: Stati Uniti d’America

Genere: Sentimentale

Produzione: Focus Features, Michael De Luca Productions, Trigger Street Productions

Distribuzione italiana: Universal Pictures Italia

Durata: 2h 5m (versione cinematografica); 2h 9m (versione non censurata)

Regia: Sam Taylor-Johnson

Sceneggiatore: Kelly Marcel, Patrick Marber, Mark Bombarck

Montaggio: Lisa Gunning

Fotografia: Seamus McGarvey

Musica: Danny Elfman

Attori: Jamie Dornan, Dakota Johnson, Eloise Mumford, Luke Grimes, Jennifer Ehle, Victor Rasuk, Marcia Gay Harden, Max Martini, Rachel Skarsten, Dylan Neal, Anthony Konechny, Callum Keith Rennie

Trailer di Cinquanta sfumature di grigio

Informazione sul film e dove vederlo in streaming

A volte arrivano all’improvviso delle creazioni uniche, che con grande forza sismica vanno a toccare quella vena inaspettata di condivisa curiosità e intrigo arrivando ad abbracciare le diverse culture, tanta è la sua popolarità, fino a diventare universalmente riconoscibili anche solo dal nome. Stiamo parlando del fenomeno di Cinquanta Sfumature di Grigio (Fifty Shades of Grey). Dal momento in cui i primi capitoli della storia di El James sono stati pubblicati, con modestia, da una casa editrice on line nel 2011, la sua trilogia di “Cinquanta Sfumature” (Fifty Shades) è diventata una delle serie più grandi e vendute più velocemente di tutti i tempi, con più di 100 milioni di copie in tutto il mondo, e tradotta in 52 lingue. Le quattro parole del suo titolo rappresentano, per i suoi lettori, un nuovo e audace emblema della sensualità convenzionale.

Distribuito dall’Universal, il 12 febbraio 2015, Cinquanta sfumature di grigio (Fifty Shades of Grey) si basa sul primo romanzo della saga commerciale – sentimentale – erotica che ci narrà di Anastasia Steele, una timida ragazza che andrà a scoprire la passione erotica del sesso più “selvaggio”, creata dalla scrittrice. Nei vesti dei due attori protagonisti troviamo Jamie Dornan, conosciuto per le serie tv The Fall e C’era una Volta – Once Upon a Time, e Dakota Johnson, che ha recitato in The Social Network e in 21 Jump Street. Alla regia invece abbiamo Sam Taylor-Johnnson (Nowhere Boy). Dal successo di questa pellicola sono stati, seguendo le orme del romanzo, prodotti due sequel intitolati Cinquanta sfumature di nero (2017) e Cinquanta sfumature di rosso (2018).

Trama di Cinquanta Sfumature di Grigio

Cinquanta sfumature di grigio inizia con l’incontro, a causa di un’intervista, tra un famoso e ricco industriale nel settore delle telecomunicazioni, il Signor Grey  (Jamie Dorman) e una giovane studentessa di letteratura inglese Anastasia Steele (Dakota Johnson). Quest’avvenimento sconvolgerà le loro vite da due prospettive differenti: lui incomincerà a percepire dei sentimenti nuovi, ovvero l’amore, mentre lei incontrerà attraverso il signor. Grey il sesso puro e carnale.

Dakota Johnson in Cinquanta sfumature di grigio
Dakota Johnson in Cinquanta sfumature di grigio

Recensione di Cinquanta Sfumature di Grigio

Se io sono romantica? Be’, studio letteratura inglese. Devo esserlo un po’

cit. Cinquanta sfumature di grigio

Il lungometraggio, alla sua uscita, ha fatto molto parlare di sé a causa di alcune scene esplicite, ha detta di alcuni, tanto che alcune parti sono state censurate per la proiezione nelle sale cinematografiche ma inserite, successivamente, nei Dvd. Inoltre è stato insignito del premio 2016 – Razzie Awards come miglior film dell’anno a ex equo con i Fantastic 4 – I Fantastici Quattro oltre a vincerlo per la peggior sceneggiatura, attore, attrice e coppia d’attori protagonisti.

Ma è davvero così erotico?

Beh non diciamo fesserie, indubbiamente delle scene più “Hot” sono presenti ma niente di così forte, anzi direi che in alcuni film, che non hanno suscitato così tante reazioni di protesta come The Dreamers, fanno vedere più parti anatomiche umane; quindi tanto scalpore per nulla affermerei. Mi sono recato al cinema senza aspettarmi chissà che cosa, anzi le mie attese erano veramente basse: tantissima pubblicità da parte dei media, una serie di libri di grandissimo successo internazionale (di cui non ho letto e quindi non posso notare le differenze), un tema: Il sesso; in parole povere un prodotto nato per il grande pubblico, un film nato solo per il fatto che tutti i produttori sapevano, fin dal suo sviluppo, che tale soggetto avrebbe sbancato i box-office, quindi perché spendere tempo per fare un qualcosa di decente? In una piccola porzione mi sono dovuto ricredere: non è un filmaccio ma un semplice filmetto.

Un film commerciale e nient’altro

Il girato e la regia e le scelte musicali non sono malissimo ma la sceneggiatura è da mettersi le mani nei capelli: è di una banalità mostruosa, per non parlare delle scontatissime battute pronunciate da Christian Grey (personaggio stereotipato), che creano nello spettatore un effetto comico, soprattutto nei primi venti minuti in cui le battute del copione sono orripilanti. In seguito è riscontrabile una grandissima difficoltà da parte negli sceneggiatori dell’andare a svolgere in maniera chiara e interessante le vicende del romanzo, dove la storia, nella versione cinematografica, perde ogni minima tensione narrativa non essendo presente nessun imprevisto, ma tutto fila liscio e spedito come lo spettatore si immagina e il tutto non è supportato dalla presenza di due personaggi ben creati ma che assumono un aspetto completamente bidimensionale ed è in loro il vero problema dato che tutta l’opera gira intorno a questi due personaggi, diversi e complementari tra di loro.

“Il motivo fondamentale per cui ho voluto fare questo film è che ci si sente come in una favola, come quelle che abbiamo sognato durante l’adolescenza, ma ovviamente rivisitata in una versione per adulti: una ragazza incontra il suo principe. È disponibile. È di successo, favoloso, ricco, ma la storia prende una svolta atipica. È anche la storia di questa ragazza e della sua esplorazione sessuale, una tappa comune della maggior età. “Per molti aspetti, la storia di Christian e Ana è una storia d’amore trasparente e inequivocabile. “Si tratta di due persone che si innamorano, e che si accordano su ciò che faranno e che non faranno insieme, delle pretese e delle rinunce a cui si sottoporranno, e sul tipo di rapporto che porteranno avanti. Al suo interno però si vanno a toccare dei limiti che esulano dalle relazioni più comuni. Ana si innamora di una persona troppo complicata per essere la sua prima storia d’amore e il primo viaggio d’ esplorazione sessuale. Per Christian, è anche un’occasione per provare, respirare e conoscere l’amore”

Taylor-Johnson

Christian Grey

E’ un maniaco del controllo, abituato a possedere tutto ciò che desidera, a vedere tutto ciò che lo circonda come puro oggetto del piacere. Nella società è un uomo importante, prestigioso ma nasconde dentro di sé un segreto che attraverso dei contratti, imposti alle sue “amanti”, si assicuri che resti tale. Nella sua dimora c’è una stanza rossa, chiamata da lui << La stanza dei giochi>>, qui dà libero sfogo a tutte le sue pulsioni sessuali, pulsioni perverse; adora seviziare le donne, non le tocca ma preferisce mantenere le distanze, eccitandole attraverso dei congegni, fino ad arrivarle a torturarle, nel vero senso della parola. Da come ho visto, in lui esistono quasi due personalità; una pervertita e una romantica, che per paura di soffrire le pene d’amor cerca di nasconderla. E’ il personaggio tra i due più fragile, poiché a tratti sembra quasi che è lei a comandare lui.

Anastasia Steele

Una giovane ragazza che non sa nulla del sesso, anzi è vergine. E’ timida, impaurita, impacciata davanti al mondo. Per un caso fortuito va a intervistare quel grosso magnate delle telecomunicazioni e qui scoccherà, da entrambi le parti, l’amore. Lui la condurrà nel suo mondo malato, lei si farà condurre a causa del suo amore per Christian e per la sua grande ingenuità. Lei si farà seviziare ma fino ad un certo punto, quando lui esagererà, lei prenderà le sue precauzioni.

Il film Cinquanta sfumatura di grigio parla di un rapporto d’amore malato basato su “giochi erotici”, dove uno è il capo e l’altro/a è il sottomesso. Lui – lei deve fare tutto ciò che lui vuole, deve essere lo schiavo dell’altro e fare tutto ciò che il “padrone” desidera.

Fotogramma de Cinquanta sfumature di grigio (2015)
Fotogramma de Cinquanta sfumature di grigio (2015)

In conclusione

Una parola la voglio spendere: quest’opera cinematografica non danneggia le donne, non le rende inferiori agli uomini, come ho sentito blaterare più e più volte sul web; basti pensare che durante la storia lui afferma di essere stato un sottomesso di un’amica di sua madre e poi il libro l’ha scritto una donna. Se volete guardarlo, fate pure. Né lo consiglio né lo sconsiglio, posso soltanto dirvi che è una storiella che sa di poco, niente di più, niente di meno.

Note positive

  • Onestamente meglio di ciò che credevo. Un filmetto insulso ma non inguardabile
  • La musica è adatta alla tipologia del film
  • Personaggi che potevano essere interessanti

Note negative

  • Sceneggiatura pessima vicina al ridicolo
  • Personaggi fin troppo stereotipati, potrei dire che lei è assai bidimensionale
  • Dall’inizio del film sappiamo già dove andrà a finire la storia, ben priva di colpi di scena o di qualsiasi tecnica narrativa interessante
  • Gli attori non sono all’altezza
  • Un film erotico? Direi sentimentale, se volevano farlo di quel genere gli sceneggiatori e il regista hanno toppato.
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Stefano Del Giudice
Stefano Del Giudice

Laureatosi alla triennale di Scienze umanistiche per la comunicazione e formatosi presso un accademia di Filmmaker a Roma, nel 2014 ha fondato la community di cinema L'occhio del cineasta per poter discutere in uno spazio fertile come il web sull'arte che ha sempre amato: la settima arte.

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3 commenti

  1. Tanto clamore per nulla? Era scontato, e non sei di certo da solo a sconsigliare il film. Incredibile comunque, incassi stellari e responsi ipernegativi.

  2. Questa recensione è stata davvero troppo magnanima nei confronti di questo “film” a volte vorrei essere capace anche io di vedere lati positivi dove non ce ne sono.

    • Sono stato magnanimo per il semplice fatto che il film non è inguardabile: ovviamente è impregnato di banalità e di comicità non voluta, ma è il classico filmetto da trasmettere in tv per passare due ore non impegnate con il cervello. Secondo me il vero problema del film è il pubblico che, da come ho letto, si è comportato in modo assurdo; il problema è la stupidaggine della gente, che ha fatto diventare tale film un evento importantissimo, quasi mondiale

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