Come un gatto in tangenziale (2017): un derby tra centro e periferia

Come un gatto in tangenziale (2017): un derby tra centro e periferia 1

Come un gatto in tangenziale

Anno: 2017

Paese: Italia

Genere: Commedia

Produzione: Wildside

Distribuzione: Vision Distribution

Durata: 98 min.

Regia: Riccardo Milani

Sceneggiatura: Riccardo Milani, Paola Cortellesi, Giulia Calenda, Furio Andreotti

Fotografia: Saverio Guarna

Montaggio: Patrizia Ceresani, Francesco Renda

Musiche: Andrea Guerra

Attori: Paola Cortellesi, Antonio Albanese, Claudio Amendola, Sonia Bergamasco, Luca Angeletti, Antonio D’Ausilio, Alice Maselli, Simone de Bianchi

Trailer di Come un gatto in Tangenziale

Come un gatto in tangenziale è una commedia sull’incomunicabilità tra centro e periferia, tra teoria e pratica, tra Capalbio e Coccia di Morto. Ma è anche una commedia che, grazie alla bravura dei due attori protagonisti, riesce a far capire che forse un incontro tra due realtà così diverse non è del tutto impossibile. Diretto da Riccardo Milani nel 2017, Come un gatto in tangenziale è disponibile su TIMvision. Nel 2021 è uscito il sequel del film.

Trama di Come un gatto in tangenziale

I tredicenni Agnese e Alessio si fidanzano, ma i due non potrebbero essere più diversi: lei, proveniente dalla Roma bene, è figlia di un diplomatico attivamente coinvolto in un progetto che mira alla restaurazione delle periferie più degradate della città; lui, che invece in quei quartieri malfamati ci vive insieme alla madre Monica e alle due zie taccheggiatrici. Sebbene secondo ogni pronostico la loro relazione sia destinata a durare come un gatto in tangenziale, i genitori saranno costretti a ricredersi quando capiranno che i due adolescenti fanno sul serio. Inizierà così, per amore dei figli, un incontro/scontro tra due mondi completamente agli antipodi.

Recensione di Come un gatto in tangenziale

Roma Nord vs Roma Sud: Come un gatto in tangenziale è peggio di un derby, è quasi una guerra civile. Una guerra tra chi dice e si vanta di voler rivalutare la Roma più bisfrattata e dimenticata (come fa Giovanni, il padre di Agnese interpretato da Antonio Albanese) e chi invece quella Roma che “a confronto Scampia è un centro benessere” la vive (la sorte toccata alla famiglia di Monica, interpretata dalla poliedrica Paola Cortellesi). Una guerra tra chi va al mare nella raffinata Capalbio e chi invece passa le sue estati nella popolare Coccia di Morto. Conflitti di questo tipo non sono nuovi nel genere di film in cui una giovane coppia di innamorati viene osteggiata dalle rispettive famiglie, ma ciò che rende Come un gatto in tangenziale una commedia veramente piacevole e non banale è non solo la vicinanza che lo spettatore sente con la storia raccontata, ma soprattutto l’insolito rapporto di stima reciproca che si instaura tra i due genitori.

Da un lato troviamo Giovanni, che millanta i suoi grandi progetti di inclusione per la Roma più povera ma che inizialmente non dà assolutamente il buon esempio quando si trova a dovercisi mischiare. Come del resto fa Monica, una madre lavoratrice con un sogno nel cassetto ma bloccata nella solita routine a causa di un marito in galera (Claudio Amendola) e di due sorelle e un figlio di cui prendersi cura. Nella quasi totalità dei film di questo genere succedono due cose: o i due genitori finiscono per odiarsi o finiscono a letto insieme. Nel suo Come un gatto in tangenziale Riccardo Milani è bravo a trovare una terza via d’uscita: Giovanni e Monica, da ottimi genitori ma scettici all’idea di diventare consuoceri, diventano complici ma non superano mai il limite che il loro ruolo gli impone. Inizieranno a comprendere realmente l’uno le difficoltà dell’altra e viceversa e, per questo, a stimarsi. Roma Nord e Roma Sud sono indubbiamente agli antipodi, così come lo sono i due adulti, ma questo non vuol dire che non possano incontrarsi e imparare qualcosa l’una dall’altra.

D’altronde la complicità sul palco dei due attori protagonisti era già emersa grazie a Mamma o papà?, commedia dello stesso anno e sempre diretta da Riccardo Milani. Squadra che vince non si cambia e ciò vale anche per gli sceneggiatori, fedeli conoscenze del regista. Se la storia funziona infatti è sia grazie all’esperienza degli autori, sia grazie ai due leoni della commedia italiana Paola Cortellesi e Antonio Albanese, tutti e due vincitori del Nastro d’argento come attrice e attore protagonista per Come un gatto in tangenziale ed entrambi a loro agio in ogni parte proposta loro. Totalmente nelle loro corde anche i ruoli attribuiti al romanissimo e verace Claudio Amendola e alla sofisticata Sonia Bergamasco, che interpreta l’altolocata ex moglie di Giovanni nonché madre di Agnese, trasferitasi in Francia per coltivare lavanda.

Unica pecca della commedia è forse quella di non giocare benissimo con gli stereotipi: i genitori di Agnese sono una coppia di radical chic rappresentati esattamente come lo sono nell’immaginario comune, così come quelli di Alessio sono due “borgatari” come siamo soliti pensarli. Come un gatto in tangenziale ci insegna a superare gli stereotipi e a comunicare con il “diverso da noi”, ma dà purtroppo per scontato che il diverso esista e che sia esattamente come ce lo immaginiamo.

NOTE POSITIVE

  • L’interpretazione del rodato duo Cortellesi/Albanese.
  • La sceneggiatura e i dialoghi.
  • Le gemelle Pamela e Sue Ellen.

NOTE NEGATIVE

  • Il gioco con gli stereotipi rischia più di rafforzarli che di abbatterli.

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