Le voci sole (2022): un film gelido e rovente allo stesso tempo

Poster Le voci sole

Le Voci sole

Titolo originale: “le Voci Sole”

Anno: 2022

Nazione: Italia

Genere: Drammatico

Casa di produzione: Nieminen Film, Point Nemo, Eliseo Multimedia

Distribuzione: Medusa Film

Durata: 80 minuti

Regia: Andrea Brusa, Marco Scotuzzi

Sceneggiatura: Andrea Brusa

Fotografia: Marcello Merletto

Montaggio: Alessandro Belotti

Musiche Originali: Andrea Bonini

Attori: Giovanni Storti, Alessandra Faiella, Davide Calgaro

Trailer italiano de Voci Sole

Dopo essersi aggiudicato il Gran Premio della Giuria al Seattle International Film Festival, dove è stato presentato in anteprima mondiale, il film Le voci sole, dei registi Andrea Brusa e Marco Scotuzzi, viene presentato in anteprima italiana e in concorso al 68.mo Taormina Film Fest, per poi uscire nelle sale il 4, 5 e 6 luglio distribuito da Medusa Film.

Trama di Voci Sole

A causa di un virus non specificato, un padre di famiglia, Giovanni, è costretto a trasferirsi dall’Italia alla fredda Polonia per lavorare. Si tiene in contatto con moglie e figlio con lunghe videochiamate. Lei, Rita, si fa aiutare dal figlio a inviargli video su come cucinarsi dei cibi italiani come si deve. Tuttavia, il figlio, non essendo tanto esperto di tecnologia quanto ci si aspetterebbe, invece che inviargli un link privato o fuori lista, lo mette in rete, a disposizione di tutti. Inaspettatamente, i bisticci di coppia e gli impacciati tentativi di Giovanni di cucinare diventano virali. ‘Rita & Giovanni’ divengono così delle pseudo celebrità d’Internet, con tanto di temporanei vantaggi e inevitabili rischi.

Alessandra Faiella e Davide Calgaro in Le voci sole
Alessandra Faiella e Davide Calgaro in Le voci sole

Recensione di “Le Voci Sole” (2022)

I protagonisti del film – Giovanni Storti (membro del trio ‘Aldo, Giovanni e Giacomo’, qui nel suo primissimo ruolo drammatico), Alessandra Faiella e Davide Calgaro – sono tutti attori di formazione e impronta comica. Questo, tuttavia, non è affatto un film comico. È assai drammatico. L’umorismo c’è, ma è molto sottile e, perlopiù, deriva dal mostrare le classiche difficoltà che ogni persona di una certa età affronta dinanzi alla moderna tecnologia, anche se, come già accennato, il figlio giovane non è tanto più bravo.

I registi Andrea Brusa e Marco Scotuzzi affrontano il loro debutto sul grande schermo con classe. Contrappongono le scene intime dei protagonisti – sempre mosse, come fossero riprese dagli stessi telefonini che tengono in mano per videochiamarsi – alle lunghe, statiche e macchinose inquadrature della fonderia in Polonia in cui Giovanni si ritrova. Accostano le montagne di macerie, tanto alte da bloccare il sole in un luogo già di per sé freddo, al buco nero incandescente dentro cui tutto viene fuso, e su cui Giovanni finisce per ustionarsi, per poi tornare nella sua casetta, presumo senza riscaldamento, data la continua “sfiga” dei protagonisti. Tutti questi abbinamenti sensoriali fra l’intimo e il distaccato, il gelido e il rovente, creano un’esperienza drammatica, malinconica, eppure rilassante.

Questo film per noi è soprattutto il racconto intimo di una caduta agli inferi, una delle tante parabole drammatiche e spesso grottesche che ci affascinano da sempre. Un accumulo di frammenti, speranze e illusioni, che compongono una linea narrativa impostata su ellissi, particelle elementari che ricostruiscono spezzoni di vita. La storia di una famiglia che, abbagliata da una popolarità incontrata per caso, lentamente si disgrega e scivola nell’abisso senza neanche rendersene conto. Un abisso luccicante e tentatore, pronto ad accoglierli nella sua trappola dorata.

Andrea Brusa e Marco Scotuzzi

La produzione gioca molto bene, narrativamente e stilisticamente, con i limitati mezzi che ha. Si vede la fonderia, si sente Giovanni che parla di quanto sia estenuante lavorarci, ma non lo si vede mai lavorare. Le “voci sole”, cui il titolo fa riferimento, si sentono, ma non si vedono, come non si vede la youtuber rivale, trentenne, che cucina in bikini, della quale ‘Rita’ parla tanto e con tanta invidia. L’accostamento d’immagini e suoni è melodico. La cadenza è lenta, ma ritmata e perfettamente equilibrata. Il principale motivo di questo equilibrio sta nel fatto che il film sa quando fermarsi. La durata della pellicola è di un’ora e venti minuti (un’ora e quindici, non contando i titoli di coda). Non spinge troppo da alienare gli spettatori meno pazienti, né troppo poco da renderla un’esperienza fulminante. Come un buon piatto italiano, è semplicemente dosato al punto giusto.

Giovanni Storti in Le voci sole
Giovanni Storti in Le voci sole

In conclusione

Il messaggio di fondo del film potrà essere ovvio, ma è raccontato molto bene. Non si impara niente di nuovo sui rischi d’Internet. Però il malinconico, rilassante abbraccio sensoriale che avvolge lo spettatore vale ogni minuto della pellicola.

Mi fermo qui. Il film già è breve e, se scrivo una sola riga in più, rischio di raccontarvelo tutto. Buona visione.

Note positive:

  • Rilassante & malinconico
  • Ottimi accostamenti sensoriali
  • Drammatico, con un umorismo sottile
  • Equilibrato (della lunghezza giusta)

Note negative:

  • Tematica semplice e ovvia

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