Nessuno ti salverà (2023). Un thriller psicologico e fantascientifico

Condividi su
Locandina di Nessuno ti salverà

Nessuno ti salverà

Titolo originale: No One Will Save You

Anno: 2023

Nazione: Stati Uniti d’America

Genere: Horror, Thriller, Fantascienza

Casa di produzione: 20th Century Studios, Star Thrower Entertainment

Distribuzione: Disney+

Durata: 1h 33m

Regia: Brian Duffield

Sceneggiatura: Brian Duffield

Fotografia: Aaron Morton

Montaggio: Gabriel Fleming

Musiche: Joseph Trapanese

Attori: Kaitlyn Dever, Ginger Cressman, Zack Duhame, Dari Lynn Griffin, Geraldine Singer, Elizabeth Kaluev, Evangeline Rose, Lauren L. Murray

Trailer di Nessuno ti salverà

Informazioni sul film e dove vederlo in streaming

Dall’ambita casa di produzione 20th Century Studios, giunge finalmente in Italia, su Disney Plus, a partire dal 22 settembre 2023, “Nessuno ti Salverà” (No One Will Save You), un thriller psicologico-fantascientifico dalle sfumature di revenge movie. Questo avvincente film vede protagonista l’attrice americana nata nel ’96, Kaitlyn Dever, nota per le sue interpretazioni in “Unbelievable” (2019), “Rosaline” (2022), e “La Rinvincita delle Sfigate” (2019). Alla regia e alla sceneggiatura troviamo Brian Duffield, al suo secondo lungometraggio dietro la macchina da presa dopo “Spontaneous” (2020). Tra i produttori figurano nomi come Tim White, Trevor White, Allan Mandelbaum e lo stesso Duffield, mentre Dever e Joshua Throne ricoprono il ruolo di produttori esecutivi.

Trama di Nessuno ti salverà

Brynn Adams (interpretata da Dever) è una giovane donna che vive in un mondo tutto suo. Isolata dalla società, non ha amici né visite, passando le sue giornate all’interno della sua casa di famiglia immersa nel verde e lontana dalle altre abitazioni. Ogni tanto, si concede brevi incursioni nella comunità per svolgere attività pratiche come fare la spesa, spedire la posta o visitare la tomba di sua madre. Tuttavia, gran parte del suo tempo lo dedica a creare un plastico dettagliato della sua città dei sogni, un luogo colorato e luminoso dove tutti vivono in armonia. Quando non è impegnata in questa attività, legge romanzi, scrive lettere alla sua vecchia amica d’infanzia Maude, svolge attività di cucito o balla lindy hop da sola, ascoltando musica degli anni ’50. Nonostante la sua solitudine e l’ostilità della comunità nei suoi confronti, Brynn affronta ogni giorno con un sorriso speranzoso sul viso, cercando di mantenere un’attitudine positiva verso il futuro.

Tuttavia, il suo mondo perfetto, fatto di casette e musica allegra, crolla quando una notte viene svegliata da rumori inquietanti provenienti dall’interno della sua casa. Spaventata e terrorizzata, si dirige verso le scale per scoprire cosa sta accadendo e si trova di fronte a una strana entità non umana. Quando questa entità si accorge di Brynn, la ragazza è costretta a mettere da parte le sue buone maniere e le sue paure per lottare per la sua sopravvivenza contro questo crudele extraterrestre che sembra intenzionato a ucciderla.

Kaitlyn Dever in Nessuno ti salverà
Kaitlyn Dever in Nessuno ti salverà

Note di regia

Duffield

Volevo che il film partisse come uno studio intimo sui personaggi e facesse piombare su di loro un’invasione aliena. La fine del mondo non sarà solo per coloro che sono pronti ad affrontarla e l’idea di un film sugli alieni che irrompono bruscamente nella bolla che il nostro personaggio ha trascorso anni a costruire e coltivare mi sembrava un modo unico per raccontare una storia che avevo a cuore.

Eravamo così entusiasti di avere Kaitlyn con noi perché, come Brynn che viene trasportata in un mondo completamente nuovo, Kaitlyn non aveva mai fatto un film così fisico e fantascientifico prima d’ora. Credo che il pubblico rimarrà sbalordito da quanto Kaitlyn sia dominante sullo schermo, perché usa la sua solitudine e il suo silenzio per creare un personaggio davvero unico e complesso

Recensione di Nessuno ti Salverà

“Nessuno ti Salverà” è un esempio lampante di film di genere cinematografico, un chiaro omaggio agli “home invasion” e ai “revenge movie”. Tuttavia, si distingue per la sua audacia, spostandosi ai confini del cinema concettuale e diventando un thriller psicologico che esplora il passato e le turbolenze emotive della protagonista, offrendo al pubblico un’esperienza che va oltre i limiti del genere e che tenta di lasciare un’impronta emozionale e tematica duratura sullo spettatore. Fin dall’inizio, il film si avvale di una colonna sonora straordinaria, che sfrutta l’oboe e il violino per amplificare le emozioni di Brynn, al fine di farcela conoscere e comprendere nel lato più umano e introspettivo possibile. Il primo atto si concentra musicalmente su di lei, facendoci comprendere, maggiormente, i suoi conflitti interiori, i quali derivano da eventi passati (spiegati solo nel finale del film) che la tengono intrappolata in un loop di infelicità. Brynn lotta per trovare il suo posto nella comunità locale, dove viene emarginata e trattata come un essere “anormale”. Non è una caso che la melodia orchestrale del compositore Joseph Trapanese, nel primo atto, sia stata scritta in maniera tale da dare un senso di tensione e componente fiabesca alla vicenda, due elementi emozionali che si avvicendano continuamente e che appartengono alla protagonista. L’oboe e i violini ci fanno più ansiosi e inquietanti quando Brynn è a disagio nei confronti degli altri abitanti del paese, mentre la melodia si fa più dolce e fiabesca quando è rinchiusa nella sua dimora, nel suo mondo immaginario. L’uso della musica come narratore silente è un elemento chiave della pellicola, in cui il dialogo non viene solo relegato in secondo piano ma totalmente eliminato, a favore di un sonoro fatto di sussurri, di gemiti, di brevissime frasi e tanto rumore di fondo e di musica, in cui il suono oscuro degli alieni invade la scena, entro l’oscurità della notte. La colonna sonora però non è preponderante, anzi. Ci sono dei momenti in cui la soundtrack svanisce al fine di farci sentire il rumore dell’ambiente circostante, ciò accade quando si ode il canto degli uccellini o il rumore brutale degli alieni (, con le loro voci gutturali, che diverranno una componente sonoro fondamentale del film. Difatti, l’ingresso in scena dell’alieno segna un drastico cambiamento nel sonoro e nella colonna sonora del film. Il dolce suono del violino e le note fiabesche scompaiono, facendo spazio a rumori gutturali, suoni elettronici, respiri affannati e silenzi che creano un’atmosfera di attesa e angoscia. Questa trasformazione nella colonna sonora di Trapanese è una scelta audace che si sposa perfettamente con il tumulto emotivo che la protagonista, interpretata in modo eccezionale da Kaitlyn Dever, sta vivendo. La colonna sonora di Trapanese si concentra maggiormente sui suoni dell’ambiente, creando un intrigante gioco di inquietudine tra rumori di fondo e componenti musicali. Questo contribuisce a generare un’atmosfera audio horror che colpisce lo spettatore, immergendolo completamente nell’oscurità che circonda la vita di Brynn Adams. È un esempio di come il sonoro possa essere utilizzato in modo efficace per creare tensione e ansia in un film, amplificando l’esperienza emotiva dell’intera pellicola.

Se la scelta è azzeccata sull’uso della musica in maniera preponderante, quasi da cinema muto, eliminando ogni componente dialogica, il film si sviluppa, per la maggior parte, seguendo le convenzioni del genere “revenge movie”, dove la nostra donzella innocente, almeno apparentemente, si trasforma in una donna combattente pronta a uccidere e a fronteggiare la mandria di alieni che deve affrontare. La struttura drammaturgica, su cui è impostato il racconto, si sviluppa come una sorta di videogioco, ove Brynn si trova ad affrontare svariati livelli, ognuno più complicato dell’altro, difatti ogni “mostro” che dovrà affrontare è più spaventoso di quello precedente.

Il film, sebbene funzioni dal punto di vista estetico, suscita alcune perplessità, risultando più affascinante dal punto di vista del genere che non da quello intellettuale e concettuale. Soprattutto per le troppe lacune di sceneggiatura, presenti nella pellicola, dove primeggia il non detto e il non spiegato. Il finale non offre nessuna spiegazione sugli Alieni: chi sono? Da dove vengono? Cosa vogliono dall’umanità? Anche il finale di Brynn risulta alquanto “strano”, soprattutto per come ci sia comportata con i suoi “aguzzini”, apparendo poco credibile. Tuttavia, va notato che la conclusione narrativa si integra perfettamente con lo stile della storia, ma è avvolta da un certo grado di mistero e di non-sense, quasi da commedia.

Fotogramma di Nessuno ti salverà
Fotogramma di Nessuno ti salverà

In conclusione

“Nessuno ti Salverà” rappresenta un esempio eclatante di film di genere cinematografico che, sebbene attinga chiaramente agli archetipi degli “home invasion” e dei “revenge movie”, osa spingersi oltre i confini del genere stesso. Il film si distingue per la sua audacia nell’esplorare il passato e le turbolenze emotive della protagonista, Brynn, trasformandosi in un thriller psicologico che offre al pubblico un’esperienza profonda e coinvolgente. La colonna sonora straordinaria, composta da Joseph Trapanese, svolge un ruolo fondamentale nell’amplificare le emozioni di Brynn, rendendola un personaggio umano e introspettivo. L’uso del sonoro, che elimina il dialogo in favore di sussurri, gemiti e musica, crea un’atmosfera unica che coinvolge lo spettatore profondamente nella storia. La trasformazione nella colonna sonora quando entrano in scena gli alieni contribuisce a creare un’atmosfera di attesa e angoscia, riflettendo il tumulto emotivo della protagonista.

Note positive:

  • L’uso audace della musica e del sonoro per amplificare l’esperienza emotiva e l’atmosfera del film.
  • La performance eccezionale di Kaitlyn Dever nel ruolo di Brynn, che offre una resa convincente del personaggio.
  • La struttura narrativa che richiama l’idea di un videogioco, con livelli sempre più complessi, aggiunge una dimensione intrigante al film.

Note negative:

  • La mancanza di spiegazioni dettagliate sugli alieni e sui loro obiettivi, che potrebbe lasciare lo spettatore con domande senza risposta.
  • Alcuni vuoti di sceneggiatura e momenti poco credibili, specialmente nel finale, che potrebbero far sorgere delle perplessità.
  • Nonostante una conclusione che si integra bene nello stile della storia, la presenza di mistero e non-sense potrebbe risultare confusa per alcuni spettatori.
Condividi su
Stefano Del Giudice
Stefano Del Giudice

Laureatosi alla triennale di Scienze umanistiche per la comunicazione e formatosi presso un accademia di Filmmaker a Roma, nel 2014 ha fondato la community di cinema L'occhio del cineasta per poter discutere in uno spazio fertile come il web sull'arte che ha sempre amato: la settima arte.

Articoli: 890

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.