Elves – Prima stagione (2021): una fiaba natalizia a tinte horror

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I contenuti dell'articolo

Elves

Titolo originale: Nisser

Anno: 2021

Paese: Danimarca

Genere: Fantastico, horror

Casa di Produzione: Miso Film

Distribuzione: Netflix

Ideatore: Stefan Jaworski

Stagione: 1

Puntate: 6

Regia: Roni Ezra

Sceneggiatura: Stefan Jaworski

Fotografia: Lars Reinholdt

Musica: Anthony Lledo, Mikkel Maltha

Attori: Ann Eleonora Jørgensen, Peder Thomas Pedersen, Vivelill Søgaard Holm, Rasmus Hammerich, Milo Campanale, Sonja Steen, Lila Nobel

Trailer della serie Elves

La serie in sei episodi è ideata e sceneggiata da Stefan Jaworski, diretta da Roni Ezra e prodotta da Elise H. Lund per Miso Film. Elves, dal 28 novembre 2021 su Netflix, è tratta da un soggetto originale di Jannik Tai Mosholt e Christian Potalivo, che si occupano anche della produzione esecutiva insieme a Peter Bose e Jonas Allen di Miso Film.

Trama di Elves

Nella speranza di riavvicinarci, una famiglia decide di trascorrere le vacanze natalizie in un luogo naturalistico e privo di caos per riscoprire quel senso di amore familiare tipico del Natale.  A questo scopo viene scelta come meta Armandos: un’isola remota dell’arcipelago danese, un posto tutt’altro che turistico, in cui è presente una comunità profondamente religiosa che si dimostra fin da subito scontrosa nei riguardi degli estranei, oltre a possedere un lato oscuro, ove è presente una lunga muraglia che sembra dividere in due l’isola, dando la sensazione che al suo interno ci sia qualcosa da dover tenere segreto.

La famiglia appena giunge sull’isola si vede vittima di uno strano incidente automobilistico, tanto che credono di aver investito un animale, ma quando scendono dal veicolo non trovano niente a eccezione di alcune strane macchie nere. L’unica che rimane perplessa riguardo a questo evento è la piccola Josefine, che spinta da una forte curiosità, decide, appena viene notte, di andare di nascosto sul luogo dell’accaduto per scoprire di chi era quello strano sangue, indubbiamente non umano. Giunta sul posto trova in mezzo all’erba uno strano animale ferito, la bambina lo prende con sé e lo porta nel suo alloggio, dove inizia a medicarlo e a interagire con questa misteriosa creatura. Josefine non sa però che questo evento darà vita a degli eventi oscuri e inquietanti, dove il pericolo è realmente dietro l’angolo.

Recensione di Elves

Per natale Netflix ci conduce all’interno di una fiaba oscura, catapultandoci nello strano mondo naturalistico di Armandos, fatto di leggende e mitologie dal sapore prettamente ecologico, il tutto richiama alla mente quei classici natalizi per bambini in cui si va a forgiare un legare empatico quanto misterioso tra un giovane protagonista e un essere sconosciuto e che potrebbe divenire e dimostrarsi un vero e proprio pericolo per la comunità circostante. Elves vive all’interno di questo rapporto e connubio tra dolcezza e pericolo, mostrando il nascere del rapporto d’affetto tra la piccola Josefine (una ragazzina alquanto curiosa e che proprio a causa di questa sua caratteristica termina sempre nei guai) e uno strano “animale”, trovato sul ciglio di una strada con delle evidenti ferite fisiche causate da una vettura che l’ha investito, ma questa piccola creatura possiede in sé, sia nel modo in cui è stata narrata la vicenda, sia nelle caratteristiche estetiche donate alla creatura, la quale appare a tratti come una scimmietta, una connotazione sia di bontà sia di malvagità, dimostrandosi come un feroce predatore carnivoro che non ci fa scrupoli ad ammazzare gli altri animali, difatti nel corso della serie scopriamo il piccoletto ha aggredito e ucciso un gatto. Questa sua struttura narrativa ci riporta alla mente due classici natalizi per ragazzi come “E.T. l’extra-terrestre” del 1982 di Spielberg o l’horror fiabesco di Joe Dante del 1984 “Gremlins”.  Proprio quest’ultima può risultare un importante fonte d’ispirazione da parte degli sceneggiatori di Elves, che hanno preso e riaggiornato in chiave più attuale alcune situazioni di questo classico per ragazzi, tanto che pensare che una seconda stagione ci avvicini ancor di più allo stile di J. Dante non è totalmente fuori luogo.

La regista e sceneggiatrice Stefan Jaworski stabilisce fin da subito in maniera chiara e concisa il genere cinematografico d’appartenenza, ovvero il fantasy – horror, e il target di pubblico per cui è stata realizzata la serie tv, quello familiare ma se per lunghi tratti anche i più piccoli si dimostrano in grado di vedere il prodotto ecco che in alcune scene si ricade entro una venatura eccessivamente horror e sanguinosa che potrebbe terrorizzare i più piccoli, difatti se per loro è scritta la protagonista Josefine, personaggio con cui possono facilmente provare empatia (grazie a una sceneggiatura che la va ad approfondirla in maniera tridimensionale dandogli delle caratteristiche che molti bambini possiedono, come la curiosità, la voglia di avere un loro animaletto e il sentirsi grandi senza esserlo) non possiamo dire la stessa cosa riguardo alla storia oscura che avvolge l’intera narrazione. La parte che riguarda al mistero dell’isola e dei suoi boschi è avvolta da un’area prettamente horror dove più volte vediamo, avvolti da una sorta di nebbia o luci prettamente oscure, degli strani mostri, che mostrano a livello estetico una connessione con la natura stessa apparendo difatti entità di terra con fattezze da tronco. Queste creature vengono mostrate in tutta la loro malvagità e bruttezza tanto che nell’ultima puntata troviamo delle scene piuttosto sanguinose che non sono propriamente adatte a tutta la famiglia.

Ciò che indubbiamente contraddistingue Elves da E.T. l’extra-terrestre e soprattutto da Gremlins è la componente ecologica su cui la serie ricade fin dalla sua protagonista Josefine, ben interpretata dalla giovanissima Sonja Steen, che fin dalla sua prima scena la vediamo come una fervente animalista e protettrice dalla libertà degli animali e contro ogni forma di “consumismo”. L’elemento, attualissimo nel XXI secolo, dell’ecologia (che in questa prima stagione è solo accennato) traspare anche riguardo all’elemento horror della serie dove si ha questa particolare e misteriosa connessione con la natura in quest’isola, in cui sono presenti questi mostri (elfi?) dall’aspetto naturalistico inquietante. La pecca però maggiore della stagione è quella di non aver sviluppato come doveva tutti i personaggi secondari partendo dai genitori di Josefine che appaiono delle vere e proprie macchiette inoltre l’elemento natalizio appare fin troppo sacrificato all’interno della storia e magari poteva possedere più spazio narrativo.  Nonostante ciò la serie si dimostra alquanto godibile sapendo ben intrattenere.

Note positive

  • La caratterizzazione di Josefine

Note negative

  • Personaggio secondari alquanto bidimensionali, soprattutto i genitori della protagonista
  • Nonostante venga scelto uno stile narrativo a tinte familiari si ricade in alcune scene eccessivamente horror
  • Il Natale è una componente fin troppo marginale alla storia.

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