Fear the Walking Dead 6: Due antagonisti per Morgan Jones

locandina di Fear the Walking Dead 6

Fear the Walking Dead 6

Titolo originale: Feat The Walkinh Dead 6

Anno: 202021

Paese: Stati Uniti d’America

Genere: post – apocalittico, drammatico

Produzione: AMC Studios, Circle of Confusion, Skybound Entertainment, Valhalla Entertainment

Distribuzione: MTV

Ideatore: Robert Kirkman, Dave Erickson

Showrunner: Andrew Chambliss, Ian Goldberg

Stagione: 6

Puntate: 16

Musica: Paul Haslinger

Attori: Alycia Debnam-Carey, Rubén Blades, Colman Domingo, Danay García, Maggie Grace, Garret Dillahunt, Lennie James, Jenna Elfman, Alexa Nisenson, Mo Collins, Karen David, Austin Amelio, Colby Hollman, Zoe Colletti, Christine Evangelista, Keith Carradine, Colby Minifie, Nick Stahl, John Glover

Trailer di Fear The Walking Dead 6

La quinta stagione si è conclusa con un finale alquanto aperto e scioccante per i fans dell’universo di The Walking Dead che li ha portati a chiederci, per svariato tempo, se il nuovo protagonista indiscusso dello show, Morgan Jones, fosse stato ucciso dalla nuova villain Virginia oppure se, in qualche modo misterioso, è riuscito a sopravvivere in maniera miracolosa da una morte certa. Questa domanda trova la sua risposta nella sesta stagione di Fear the Walking Dead che riparte poco tempo dopo gli eventi narrati nel finale della 5×16 conducendoci entro un nuovo conflitto in cui Alicia, Althea, John e Victor, separati l’uno dall’altro, devono trovare un modo personale per fermare la minaccia di Virginia, ma questa è realmente il vero nemico?

Trama di Fear The Walking Dead 6

Morgan Jones è stato dato per morto dalla misteriosa Virginia, che per evitare ogni logica di pericolo decide di separare, al fine di troncare ogni legame affettivo, gli ex membri del gruppo di Jones, i quali vengono dispersi in vari insediamenti presieduti dalla donna. Nessuno però sa che Morgan (Lennie James) è vivo e vegeto, grazie a una misteriosa presenza femminile che gli ha salvato la vita. L’uomo così intraprende un tentativo per liberare i membri del suo gruppo dalle grinfie di Virginia, intento a dar vita a una vera e propria guerra per poter stare nuovamente con Grace. Ma fuori dai presidi della nuova boss ecco che fanno la comparsa dei misteriosi graffiti, i quali asseriscono sempre la medesima frase: “La fine è l’inizio”

Lennie James e Garret Dillahunt in Fear the Walking Dead 6
Lennie James e Garret Dillahunt in Fear the Walking Dead 6

Recensione di Fear The Walking Dead 6

Attraverso numerosi salti temporali e cambi di location, Fear The Walking Dead 6 si dimostra una piacevole sorpresa all’interno dell’universo seriale basato sui fumetti di Robert Kirkman, soprattutto dal punto di vista tecnico dove rintracciamo un ottima scenografia e una fotografia di livello, che si dimostra nettamente superiore a quella presente nella serie madre. Indubbiamente la sceneggiatura e la caratterizzazione di alcuni personaggi lascia ancora a desiderare soprattutto a causa della superficialità e sbrigatività che gli showrunner hanno messo nell’andare a trattare e a concludere in un unico arco narrativo di stagione ben due storie e due conflitti. Nella prima parte di stagione troviamo lo scontro con Virginia mentre nella seconda veniamo immessi all’interno di un nuova pericolosa setta capeggiata da Theodore “Teddy” Maddox, un serial killer detenuto da trentanni all’interno del braccio della morte. L’uomo è il leader del culto Doomsday andando a professare “La fine è l’inizio”, ovvero di come la fine della vita o del mondo possa dar vita a un nuovo inizio all’interno di un ciclo infinito in cui la morte non esiste.

I viallains di Fear The Walking Dead 6 sono due personaggi d’indubbio valore sulla carta ma il modo in cui gli showrunner li hanno trattati lascia a desiderare, anche a causa della presentazione a loro data che li vedeva come protagonisti assoluti nello show in grado di dare quella scintilla a una narrazione fin troppo ripetitiva come lo è stata quella della quinta stagione. Virginia che veniva presentata come la Negan al femminile dalla 5×13, possedendo un connubio tra oscurità e follia razionale, viene in questo suo arco di otto puntante narrata e mostrata in maniera eccessivamente frenetica senza donargli il giusto approfondimento e quel poco che gli viene dato è rivolto più verso la rivelazione di un lato umano connesso alla paura e al bisogno di essersi eletta a capo della sua “gente” al fine di proteggerla da ogni eventuale pericolo, che non orientato verso la sua natura oscura che abbiamo visto solo nei primi episodi in cui riversava la sua rabbia contro Morgan, colui che è ritornato in vita dalla cenere. La scontro tra il suo gruppo e quello di Jones viene privato di quelle componenti necessarie per renderlo realmente interessante, tanto che la vena action è pressoché inesistente in questa stagione, tanto che alla fine lo spettatore porrà un quesito: Ma è tutto qui?

Teddy invece è il secondo villain presentato in questa stagione e possiede tutti i pregi e difetti visti in Virginia. Il leader filosofico appare come un carattere pieno di fascino oscuro e di mistero ponendosi in scena come un potente antagonista, ma anche lui ottiene un breve arco narrativo dando la sensazione che la sua presenza, come quella di Virginia, serva essenzialmente a trasportare lo show di zombie entro un nuovo panorama proiettando l’intero universo del franchise entro l’anno zero, poiché il finale di Fear The Walking Dead 6 segna un importante punto di non ritorno, con un evento che non può che sconvolgere il clima dell’intero pianeta e aumentare i rischi, attraverso un escamotage (quello della radioattività) già mostrato nella quinta season.

Virginia - Il cattivo di Fear The Walking Dead 6
Virginia – Il cattivo di Fear The Walking Dead 6

Un tocco di genere

Gli showrunner Andrew Chambliss e Ian Goldberg, dopo aver scosso con forza Faer The Walking Dead dalla quarta stagione, portandolo entro una sorta di spin-off di ciò che era nelle passate stagioni, trovano nella sesta l’elemento funzionante e su cui far leva nel genere western, il quale viene richiamato visivamente (più che registicamente) da svariati elementi come la presenza di una ditta di petrolio, personaggi che usano dei costumi prettamente da cowboy come John o Virginia oppure lo stesso Morgan di questa stagione, molto più combattivo che quello visto in passato, orientato esclusivamente verso messaggi di bontà e di non uccidere. L’elemento però che demarca il western è la location assolutamente spoglia e sabbiosa che immette i nostri protagonisti, sui loro cavalli, dentro territori arridi e rocciosi dove la vita non è per niente complesso. Siamo lontani dalle cittadine tipiche di The Walking Dead ma siamo immessi all’interno della natura selvaggia.

Jenna Elfman è June, Keith Carradine è John Dorie Sr. in Fear the Walking Dead 6x14
Jenna Elfman è June, Keith Carradine è John Dorie Sr. in Fear the Walking Dead 6×14

In conclusione

Fear The Walking Dead 6 è una stagione perfetta? Assolutamente no, alcuni eventi della storia appaiono eccessivamente rapidi, mostrandosi esattamente agli opposti della sua serie madre che invece tende ad allungare (inutilmente) a dismisura ogni scontro armato partendo da quello di Negan. Qui i villain vengono immessi in scena e poi buttati via, ma ciò che colpisce è l’evoluzione tecnica decisamente buona, nonostante gli effetti speciali della bomba della 6×18 piuttosto carenti. Il finale però fa ben sperare per il proseguo.

Note positive

  • Fotografia
  • Sfumatura western

Note negative

  • Eventi troppo rapidi tanto da apparire superficiali

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