Modellino New York

Fran Lebowitz: una vita a New York (2021) – La nuova serie di Martin Scorsese

Locandina serie

Fran Lebowitz: una vita a New York

Titolo originale: Pretend It’s a City

Anno: 2021

Paese: Stati Uniti d’America

Genere: Documentario, Biografico

Distribuzione: Netflix

Ideatore: Martin Scorsese

Stagioni: 1

Puntate: 7

Attori: Fran Lebowitz, Martin Scorsese

Trailer della serie Fran Lebowitz: una vita a New York

Trama di Fran Lebowitz: una vita a New York

Una lunga chiacchierata tra Martin Scorsese e Fran Lebowitz in cui la scrittrice commenta con ironia diversi argomenti più o meno legati a New York.

Recensione di Fran Lebowitz: una vita a New York

Fran Lebowitz: una vita a New York (2021) - La nuova serie di Martin Scorsese 1
Modellino di New York in Fran Lebowitz: una vita a New York

New York è indubbiamente la metropoli più narrata e rappresentata al mondo, una città che chiunque sembra conoscere alla perfezione, anche senza esserci mai stato. Raccontarla in maniera nuova e originale non è pertanto un’impresa facile, almeno che il compito non sia affidato al duo Scorsese-Lebowtiz. Pretend it’s a city (il titolo originale della serie) rappresenta un nuovo formato di documentario-intervista in cui viene lasciata carta bianca a Fran Lebowitz, scrittrice e umorista statunitense, mantenendo un unico filo conduttore: New York. La Lebowitz parla quindi a ruota libera, mantenendo un ritmo da jazzista e muovendosi con agilità nel tempo e tra i vari argomenti, intrecciando la propria biografia con quella della città. Si parte dagli anni ’70, quando la giovane Fran si trasferisce nella Grande Mela in cerca di una nuova vita e si termina ai giorni nostri, con le sigarette elettroniche, gli e-reader e le Kardashian. In mezzo c’è una vita: i lavori più disparati, la collaborazione con Andy Warhol, i libri, le feste e i traslochi. Tutto sullo sfondo di una città viva e in costante mutamento dove la vita non è facile ma di sicuro non si corre il rischio di annoiarsi.

Il racconto della città diventa però un pretesto per trattare ogni genere di argomento, dai mezzi di trasporto al mercato immobiliare, dallo sport al denaro, dai libri al politically correct. La Lebowitz affronta ogni tema mantenendo il suo caratteristico stile cinico e irriverente, esprimendo senza peli sulla lingua la propria opinione sulle cose che le piacciono e (soprattutto) che la infastidiscono. Non mancano ovviamente aneddoti stravaganti come il confronto con Spike Lee sullo sport e l’incontro con Leonardo Di Caprio a tema sigarette elettroniche.

New York si presta naturalmente anche da location per la serie, attraverso due luoghi peculiari: il bar dello storico club di teatro The Players e l’enorme modellino tridimensionale della città situato all’interno del Queen’s Museum. Anche le vie della grande Mela sono protagoniste, attraverso le numerose sequenze che vedono la Lebowitz percorrere i quartieri più caratteristici, commentando con lo sguardo tutto ciò che incontra.

Il duo Lebowitz-Scorsese

L’elemento che, più di tutti, fa funzionare Fran Lebowitz: una vita a New York è sicuramente l’alchimia tra la Lebowitz e Scorsese, frutto di un’amicizia di lunga data. I due, che all’apparenza sembrano individui opposti, condividono, oltre alla residenza e all’amore per New York, anche una grande affinità che ha portato a diverse collaborazioni. Già nel 2010 Scorsese aveva realizzato un documentario sulla Lebowitz dal titolo Public Speaking, mentre nel 2016 il regista l’aveva inserita in un breve cameo in The Wolf of Wall Street nel ruolo di giudice durante il processo a Jordan Belfort. Nella serie, tuttavia, Scorsese sembra fare un passo indietro, lasciando campo libero alla scrittrice. il suo agire di fronte alla telecamera, infatti, si limita a spalla di Fran e sopratutto suo fan, commentando ogni sua frase con una fragorosa e contagiosa risata. Dal punto di vista registico, la mano di Scorsese si percepisce soprattutto dal ritmo sempre sostenuto della serie e dagli spezzoni di film, vecchie pubblicità e video di repertorio che accompagnano visivamente il flusso di parole della Lebowitz.

Note positive:

  • L’umorismo irresistibile di Fran Lebowitz
  • La regia (e la risata) di Martin Scorsese 

Note negative:

  • Nessuna degna di nota

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