Gangs of New York: La violenza urbana che plasmò l’America

Trailer di Gangs of new York

Trama di Gangs of New York

Quando uccidi un re, non lo pugnali in un vicolo. Lo uccidi dove tutta la corte può vederlo morire.

CIT. AMSTERDAM VALLON (LEONARDO DICAPRIO)

Sul finire del 1800, nel sobborgo newyorkese di Five Points, due bande d’immigrati, i Conigli Morti e i Nativi, si fronteggiano per il controllo del territorio. Durante un combattimento particolarmente sanguinoso, il capo dei Nativi Bill “il Macellaio” Cutting (Daniel Day Lewis nell’ennesima interpretazione magistrale) uccide il sacerdote Vallon (Liam Neeson) a capo dei Conigli Morti.

Il figlio di Vallon, Amsterdam (Leonardo DiCaprio), assiste alla morte del padre e, dopo sedici anni di riformatorio, entra a far parte della banda di Bill, con l’intenzione di ucciderlo, e fa la conoscenza con la borseggiatrice Jenny (Cameron Diaz), una delle prostitute di Bill, della quale si innamora. Scoperto dal nemico, Amsterdam riunisce i vecchi alleati paterni in vista dello scontro finale.

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Leonardo DiCaprio in Gangs of New York

Recensione di Gangs of New York

Mulberry Street… Worth… Cross e Orange… e Little Water. Ciascuno dei Five Points è un dito. Quando chiudo la mano, si trasforma in un pugno. E se voglio, posso usarlo contro di te.

CIT. BILL CUTTING (DANIEL DAY-LEWIS)

Come il Barry Lyndon kubrickiano (1975), Gangs of New York è un’opera ingiustamente sottovalutata e profondamente controversa, un imponente affresco storico incentrato su una realtà della storia americana troppo spesso trascurata. Un film a cui Martin Scorsese ha pensato fin dai tempi di Toro Scatenato (1980) e che, dopo mille traversie produttive e rinvii, è riuscito a mettere in scena solamente agli inizi degli anni Duemila. Gangs of New York segna il primo flirt tra il grande regista e il kolossal dall’alto budget, nonché la dimostrazione di una grande capacità di gestire storie imponenti e su vasta scala.

Girato quasi totalmente nei teatri di posa di Cinecittà, Gangs of New York è un vivido ritratto della nascente New York dell’Ottocento, messo in scena grazie a impressionanti scene di massa da cinema d’altri tempi, sottolineate con spettacolari campi lunghi fordiani, e a set imponenti realizzati in maniera maniacale dal pluripremiato scenografo italiano Dante Ferretti.

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Daniel Day-Lewis in Gangs of New York

Analisi di Gangs of New York

La terra gira, ma noi non la sentiamo muoversi. Poi una notte guardi in alto, una scintilla, e il cielo prende fuoco.

CIT. AMSTERDAM VALLON (LEONARDO DICAPRIO)

La New York di Martin Scorsese è una bolgia dai toni verdi e grigi che funge da sterminato spazio per l’analisi antropologica di un microcosmo in subbuglio. Tutti i temi ricorrenti del cinema scorsesiano sono presenti nelle due ore e mezza (il primo director’s cut sfiorava le quattro ore): la violenza metropolitana (ben riassunta dal frenetico, ultraviolento ed esplosivo combattimento iniziale sulle note di Peter Gabriel; e dal finale caotico e avvolto dal fumo dei cannoni), la religione, il rapporto con lo straniero… tutti elementi che, tessuti sapientemente attorno alla più classica storia di vendetta su sfondo epico (solo qui più cruda e truculenta), danno vita ad un’opera d’arte.

In questa neonata America insanguinata e multirazziale si muove un gruppo di attori di gran pregio. Daniel Day-Lewis offre il ritratto antologico di un mostro assetato di sangue, del più malvagio tra gli antieroi del cinema di Martin Scorsese: cattolico, razzista, folle, ossessionato dal controllo per il territorio, spietato in battaglia ma con un codice d’onore profondamente sentito. Leonardo DiCaprio (alla prima collaborazione con Scorsese) è alle prese con un personaggio a metà tra Dickens e Shakespeare, e sfrutta i lati oscuri del suo personaggio per liberarsi del ruolo d’idolo delle teenager a cui Titanic lo aveva confinato.

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Liam Neeson, John C. Reilly e Brendan Gleeson in Gangs of New York

Attorno a due protagonisti così convincenti troviamo i sempre bravi Liam Neeson, John C. Reilly, Jim Broadbent e un rissoso Brendan Gleeson che, a causa probabilmente degli ampi tagli subiti dal film, finiscono col risultare semplici comprimari. Il vero, unico difetto del film è l’insipida e prevedibile storia d’amore tra DiCaprio e la bella Cameron Diaz, perché tutto il resto è di grandiosa e violenta bellezza.

NOTE POSITIVE

  • Regia.
  • Ricostruzione storica.
  • Attori.

NOTE NEGATIVE

  • La poco accattivante storia d’amore tra DiCaprio e Cameron Diaz.

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