Halloween III – Il signore della notte (1982). Michael Myers va in vacanza

Recensione, trama e cast di Halloween III - Il signore della notte (1982), il terzo film della famosa saga horror.

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Immagine del film al momento non disponibile per motivi di copyright - L'occhio del cineasta
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Trailer di “Halloween III – Il signore della notte”

Informazioni sul film e dove vederlo in streaming

Nel 1982, la saga di Halloween doveva essere rinnovata, così, John Carpenter e Debra Hill spinsero per una nuova storia senza Michael Myers. Il terzo film avrebbe dovuto rappresentare l’inizio di una serie antologica sulla vigilia di Ognissanti, ma alla fine fu un film a sé, poiché Myers tornò nel quarto film. Halloween – Il signore della notte, rimane comunque un film della saga, anche se si tratta di una storia senza il celebre protagonista del franchise. In questa occasione, i toni sono differenti dallo slasher, la trama abbraccia un tono thriller dove un dottore diventa improvvisamente l’eroe che cerca di salvare la sua città da un imprenditore folle. Al posto delle scene sanguinolente tipiche dell’horror, vengono inserite scene di investigazione dove il protagonista e la controparte femminile cercano di addentrarsi in una fabbrica di maschere di Halloween.

In questa occasione, il regista è Tommy Lee Wallace, debuttante dietro la macchina da presa, ma è anche lo sceneggiatore del film. In realtà, per scrivere la sceneggiatura venne assunto lo scrittore mannese Nigel Kneale, ma a causa di dissapori con la produzione, decise di non comparire nei crediti, ragion per cui venne dato il compito a Wallace di revisionare la sceneggiatura.

Nel cast compaiono Tom Atkins, attore molto apprezzato che ha partecipato a diversi film horror (Creepshow, Fog), Dan O’Herlihy, Stacey Nelkin.

Il film venne distribuito nelle sale statunitensi il 22 ottobre del 1982. Uscì lo stesso giorno anche in Italia.

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Trama di “Halloween III – Il signore della notte”

Un uomo viene inseguito e ferito gravemente, ma un gestore di una pompa di benzina riesce a portarlo in ospedale in tempo. Mentre l’uomo è in cura, viene raggiunto da un uomo ed ucciso, il dottor Dan Challis cerca di inseguirlo ma senza successo. Quest’ultimo, cerca di indagare maggiormente sull’accaduto.

Recensione di “Halloween III – Il signore della notte”

Con Halloween III – Il signore della notte, il franchise prende una piega nuova, o almeno lo fa per un piccolo momento. Michael Myers non c’è, ma dov’è? È in vacanza? Non ci è dato saperlo, anche perché la vicenda si svolge lontano da Haddonfield, siamo nella ridente Santa Mira (California). In realtà, Myers sembra essere morto dopo lo scontro con il dottor Loomis sul finale del secondo capitolo, ma come ben sappiamo, verrà reintrodotto nel quarto film.

Con questo film, la produzione cerca di variare un po’, niente scene eccessivamente splatter o inseguimenti tipici dello slasher, si passa ad un lato investigativo dove un uomo comune tenta di affrontare il sistema capitalistico che ha ormai inglobato la festa di Halloween. In un certo senso, lo fa inconsciamente, perché il suo obiettivo primario era scoprire chi avesse ucciso il povero signor Grimbridge, ma successivamente si trova invischiato in qualcosa più grande di lui e della sua partner (la figlia di Grimbridge). Si tratta di un tentativo ammirevole, perché in un periodo dove le saghe horror si fissavano con gli stessi personaggi all’infinito, Carpenter e Hill volevano fare qualcosa di diverso.

Nel film ci sono scene spinte, ma vengono oscurate dalla natura della trama. A dispetto delle lamentele che riguardano l’assenza di Myers, il film ha un significato profondo, perché critica il consumismo sfrenato. Se questa critica funzionava parzialmente negli anni ’80, oggi, con l’e-commerce e la smania di comprare su internet, funziona anche meglio. Per certi versi è un film visionario e avanguardistico, perché punta il dito sulle abitudini odierne dei consumatori. Come dice l’antagonista: «Voi in realtà non sapete molto su Halloween. Non siete mai andati oltre il fatto che i vostri bambini indossano maschere e vanno in giro ad elemosinare dolci». Ma bisogna pensare al contesto in cui il film è uscito. Dolcetto o scherzetto è una tradizione recente, i bambini passano per le strade e reclamano un gustoso premio, la bellezza di quei momenti è data proprio dal rituale giocoso che vede i bambini travestirsi da qualcosa di spaventoso per una sera. L’intento è quello di soddisfare i loro bisogni dolciari, ma ormai Halloween non è più questo: Halloween è diventato come il Natale, un momento consumistico dove le aziende cercano in tutti i modi di imporre le loro politiche in fretta e ci riescono, facendo dimenticare il vero senso della festività al pubblico. Il film parla sostanzialmente di questo, ma in modo macabro, perché il signor Cochran, capo della Shamrock Novelties, è un uomo apparentemente gentile che nasconde qualcosa: è un criminale che vuole controllare il mondo. Si tratta della tematica principale del film, un prodotto che naturalmente viene contornato da elementi horror, in modo tale da essere comunque collegato alla saga. Oltre a parlare di Halloween come festività, viene messo l’accento sul suo lato antico, sulle mitologiche origini irlandesi che hanno portato questa festività nelle nostre vite.

Halloween III è un film che cambia la prospettiva, ma in un certo senso rimane ancorato al genere. Se da una parte favorisce l’idea abbastanza originale, dall’altra mantiene qualcosa delle precedenti esperienze. È possibile vederlo nella regia, protagonista silenziosa che entra direttamente nelle azioni, ma soprattutto, si ascolta una colonna sonora riconoscibile, non a caso a curare le musiche c’è John Carpenter. A proposito di quest’ultimo, Tommy Lee Wallace non è come Carpenter, ma svolge un lavoro egregio, soprattutto se si pensa che è il suo debutto dietro la macchina da presa. Con la macchina da presa, riesce a seguire egregiamente i personaggi: sensazionali le sequenze iniziali dove Challis tenta di inseguire un uomo, si sostituisce lo sguardo dello spettatore in maniera fluida. In più, la regia è ottima anche nelle semplici inquadrature, come i primi piani o le mezze figure.

Si tratta di un film movimentato, che favorisce l’investigazione dei due personaggi principali, ma al tempo stesso, l’intento è quello di mettere paura allo spettatore attraverso espedienti semplici rappresentati da uccisioni pittoresche e scene ad alta tensione. Ma il cambiamento più grande è dato dal nemico. Il signor Cochran non insegue nessuno, ma è il mandante segreto delle uccisioni. Non si sporca le mani come Michael Myers, ma è comunque temibile: chi si mette contro il sistema si mette contro Cochran, ma nessuno lo sa. Come nessuno sa che in realtà, Cochran rappresenta un esperimento pericoloso, fa parte di uno schema che somiglia molto ad una simulazione. Il fatto che governi una città attraverso il possedimento di un’azienda, fa sicuramente riflettere. Probabilmente, la cosa più spaventosa è pensare che in futuro un imprenditore potrebbe insediarsi in una piccola città e creare un impero all’insaputa dei suoi abitanti.

Halloween III – Il signore della notte è un film godibile, perché, come detto, mette la paura al centro del suo racconto, ma non riesce a finalizzare nel migliore dei modi. Nonostante l’impostazione dinamica e intrigante, conclude in modo poco convincente, lasciando l’amaro in bocca allo spettatore. Ciò che fa storcere il naso, infatti, è il finale, un escamotage poco sensato che mostra tutte le sue lacune. Purtroppo, gli sviluppi pensati in fase di scrittura, non reggono il confronto con il mood che si era definito in precedenza, un vero peccato perché a causa di un finale sconclusionato, il film perde diversi punti. Con il passare degli anni, il film è diventato tra i più detestati del franchise, il motivo è semplice: non c’entra niente con la saga perché non c’è Myers, ma se si va oltre la superficie, si scopre un titolo valido, che unisce l’horror al thriller in modo pulito. È un film da riscoprire.

In conclusione

Halloween III – Il signore della notte è un film godibile, che mette paura allo spettatore. Nonostante l’assenza di Michael Myers, la trama è interessante, perché è avanguardistica e punta il dito contro il consumismo moderno. L’interesse si perde a causa di un finale poco convincente e illogico.

Note positive

  • Gestione delle tematiche legate al consumismo
  • Regia
  • Colonna sonora

Note negative

  • Finale poco convincente

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Review Overview
Regia
Fotografia
Sceneggiatura
Colonna sonora e sonoro
Interpretazioni
Emozioni
SUMMARY
3.3
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Francesco Lesti
Francesco Lesti

Laureato presso il DAMS di Roma Tre. Sono appassionato di cinema da quando ne ho memoria, ma non smetto mai di cercare nuovi film e nuove storie da amare.