Harry Potter 20th Anniversary: Return to Hogwarts (2022): celebrando un epica saga letteraria/cinematografica

Harry Potter 20th Anniversary Return to Hogwarts locandina

Harry Potter 20th Anniversary: Return to Hogwarts

Titolo originale: Harry Potter 20th Anniversary: Return to Hogwarts

Anno: 2022

Paese: Stati Uniti d’America, Regno Unito

Genere: Documentario

Casa di produzione: Warner Bros. Television

Distribuzione: Sky Italia, NOW

Durata: 1h 42m

Regia: Eran Creevy, Joe Pearlman, Giorgio Testi

Montaggio: Will Gilbey

Musiche: Marton Barka, James Hannigan

Attori: Daniel Radcliffe, Rupert Grint, Emma Watson, Helena Bonham Carter, Robbie Coltrane, Ralph Fiennes, Jason Isaacs, Gary Oldman, Tom Felton, James Phelps, Oliver Phelps, Mark Williams, Bonnie Wright, Alfred Enoch, Ian Hart, Toby Jones, Matthew Lewis, Evanna Lynch, David Heyman, Chris Columbus, Alfonso Cuarón, Mike Newell, David Yates

Trailer di Harry Potter 20th Anniversary: Return to Hogwarts

Con lo scoccare del nuovo anno, quando il 2021 lascia le porte al 2022 con tutte le sue nuove speranze esce, in contemporanea con gli Usa, Harry Potter 20th Anniversary: Return to Hogwarts l’atteso documentario per celebrare i vent’anni dell’uscita del primo lungometraggio della famosa saga mondiale tratta dai libri di J. K. Rowling, che nel 1997 pubblico per la London, Bloomsbury il primo romanzo Harry Potter and the Philosopher’s Stone. In Italia il documentario – intervista è reso disponibile sul servizio streaming Now mentre in America sul servizio HBO Max e indubbiamente otterrà un ottimo seguito di pubblico grazie ai miliardi di fan che hanno amato da sempre la storia della scuola di magia più famosa al mondo: Hogwarts. L’evento è stato anticipato dalla serie quiz Harry Potter: Il torneo delle case Hogwarts costituito da quattro puntante andate in onda dal 27 dicembre 2021. Inoltre per celebrare l’atteso anniversario, Sky Cinema aprirà un canale dedicato a Harry Potter, dall’1 al 16 gennaio 2022, dove oltre allo speciale della reunion saranno visibili tutti gli otto film della saga.

Trama di Harry Potter 20th Anniversary: Return to Hogwarts

Lo speciale è una retrospettiva sull’incantevole storia che sta dietro alla realizzazione di una delle saghe più famose al mondo: Harry Potter. Attraverso le dichiarazioni inedite degli attori protagonisti degli otto lungometraggi come Daniel Radcliffe, Rupert Grint ed Emma Watson,  dei vari registi come Chris Columbus, Alfonso Cuaròn, Mike Newell e David Yates, e di vari documenti d’archivio provenienti dai set, lo spettatore scopre questo mondo fatto di sogni, di amicizie e di problemi interiori. Un viaggio tra realtà e finzione.

Harry Potter 20th Anniversary Return to Hogwarts
Harry Potter 20th Anniversary Return to Hogwarts

Recensione di Harry Potter 20th Anniversary: Return to Hogwarts

WarnerMedia ha scoperto una nuova miniera economica, rintracciando un format televisivo che cattura in maniera importante l’interesse di una grande fetta di pubblico, stiamo parlando delle Reunion, che altro non sono che celebrazioni di quei film e serie che hanno fatto la storia del cinema e della televisione, così dopo l’acclamato Friends: The Reunion, che ottenne apprezzamenti di critica e di pubblico, ecco che viene prodotto e distribuito Harry Potter 20th Anniversary: Return to Hogwarts, ma se lo spettatore poteva aspettarsi due prodotti simili nella loro struttura ecco che rimarrà deluso perché se Friends: The Reunion è un talk show classico che mescola risate a momenti di pura emozione ecco che l’omaggio ai venti anni dei tre maghetti del cinema (Harry Potter, Hermione Granger e Ron Weasley) non risulta assolutamente un programma televisivo ma appare maggiormente come un classico documentario, non dissimile da quei dietro le quinte presenti nei Dvd o nei cofanetti speciali, fatti di backstage, materiale inedito, dichiarazioni degli attori e degli addetti al lavoro che conducono lo spettatore entro la magia del set, di un mondo fittizio dal sapore di realtà. Per realizzare questo documentario sono stati chiamati moltissimi attori che hanno fatto grande la serie cinematografica come Helena Bonham Carter,  Robbie Coltrane,  Ralph Fiennes ,  Jason Isaacs, Gary Oldman,  Tom Felton,  James Phelps ,  Oliver Phelps ,  Mark Williams,  Bonnie Wright,  Alfred Enoch, Ian Hart, Toby Jones,  Matthew Lewis ,  Evanna Lynch, il  produttore David Heyman, che ci hanno fatto comprendere al meglio lo spirito che si viveva durante le riprese.

Strutturato a capitoli, Harry Potter 20th Anniversary: Return to Hogwarts non possiede un intervistatore – presentatore vero e proprio ma tale incarico viene donato al protagonista indiscusso dei film: Daniel Radcliffe. È lui che fa da traino alla storia, andando a chiacchierare con alcuni componenti del film, in questo senso sono interessanti le sue conversazioni con il regista dei primi due lungometraggi, Chris Columbus, oppure quelle con i suoi amici di vita Rupert Grint e Emma Watson, o quella con Helena Bonham Carter, un momento tra il dolce e l’ironico in cui scopriamo la lettera che il giovane Radcliffe aveva scritto alla “Bellatrix Lestrange” dichiarando tutto il suo tenero amore per lei, ma se la scelta di mettere l’Harry Potter nei panni del mattatore poteva essere interessante, questa non viene ben presentata soprattutto nell’incipit.

Emma Watson in Harry Potter 20th Anniversary: Return to Hogwarts
Emma Watson in Harry Potter 20th Anniversary: Return to Hogwarts

L’incipit privo di senso

La storia inizia con l’arrivo delle lettere, un momento degno di magia, di sogno e di calore svolto sotto le note dell’iconico brano musicale di John williams ma queste iconiche buste con lo stemma di Hogwarts arrivano solo ad alcuni dei personaggi (scelta priva di senso logico) come Emma Watson, Matthew Lewis o Robbie Coltrane, che dopo tale ricezione si recano immediatamente alla loro vecchia scuola, con una scena d’apertura danzante e dal sapore natalizio. Tale incipit però non possiede quella magia che avrebbe meritato e non è minimamente paragonabile con quell’inizio emozionante della reunion di Friends, probabilmente sarebbe stata un’idea più saggia fare arrivare il messaggio in maniera magica ai tre protagonisti che poi sul fantomatico binario 9 ¾ si andavano a incontrare dando vita fin da subito a una chiacchierata tra di loro e magari il tutto poteva trasformarsi in una passeggiata per la mitica Hogwarts. Tale scelta avrebbe donato anche più dinamismo e location al docufilm che rimane rinchiuso essenzialmente dentro la scenografia di una stanza della scuola di magia.

Il vero problema dell’inizio è che si concentra essenzialmente ed esclusivamente sul personaggio di Emma Watson dimenticandosi, in apparenza, del suo rapporto con i due personaggi protagonisti dello show. Sarebbe stato emozionante se nel momento in cui l’attrice entrava all’interno della sala da pranzo di Hogwarts, avesse trovato seduti al tavolino Daniel e Rupert, magari andandogli incontro abbracciandosi. Tutto ciò non capita e tale incipit appare solo un bel lavoro tecnico e nient’altro.

I giovanissimi Daniel Radcliffe, Rupert Grint ed Emma Watson durante Harry Potter
I giovanissimi Daniel Radcliffe, Rupert Grint ed Emma Watson durante Harry Potter

Una struttura narrativa interessante

Seppur l’emozione non sia presente come avrebbe dovuto essere nell’intero lungometraggio, ci sono alcune scelte piuttosto azzeccate da parte degli ideatori come l’impostazione narrativa: iniziare il racconto dall’inizio del tutto. Tale scelta permette di mostrare come la saga letteraria di Harry Potter era già famosa prima dei film e di come la scelta di realizzare Harry Potter e la pietra filosofale fu vista fin dall’inizio come un evento cinematografico mondiale, oltre che approfondire il come siano stati scelti gli attori, passando da Emma Watson che sapeva fin da bambina di essere in tutto e per tutto Hermione, oppure di come sia stato scelto Harry Potter, scoperto non perché si era recato ai provini ma attraverso il film televisivo David Copperfield (1999). La scelta di procedere dai primordi della saga mette in luce un aspetto interpersonale – lavorativo duplice, di come gli attori siano cresciuti insieme e in simbiosi con i loro protagonisti, andando a creare un qualcosa di unico per la storia del cinema: Daniel Radcliffe, Rupert Grint ed Emma Watson sono stati bambini nel primo film, poi sono divenuti adolescenti e adulti con i loro personaggi, ciò significava che la storia dei film/letteratura si evolveva con loro e con il loro crescere li metteva dentro situazioni aderenti alla loro età, anche il climax della saga dai primi film fanciulleschi divenne sempre più oscura man mano loro crescevano tanto che asserire che La pietra filosofale è un film per bambini e Harry Potter e i Doni della Morte – Parte 2 è un film per adulti e adolescenti è corretto e in sintonia con i romanzi di J. K. Rowling. Interessante è quando i giovani interpreti dichiarano di come, per lunghi momenti, sia durante le riprese sia nel post saga, non sapessero più chi fossero realmente loro, dove arrivassero i loro personaggi e la loro vera identità, come dice Rupert Grint, chi è realmente Rupert? Asserendo di essere stato fin troppo in simbiosi con il Ron.

In conclusione

Harry Potter 20th Anniversary: Return to Hogwarts è un interessante prodotto documentaristico che fa immergere il pubblico entro il dietro le quinte della saga cinematografica mostrando in maniera interessante il lavoro dei registi nell’intendere la storia e di come abbiamo affrontato i tre giovani attori la fama e la loro identità, peccato però che l’emozione è per lunghi tratti fin troppo assente anche a causa di una scena iniziale ben fatta ma priva di ciò che serviva realmente per introdurre lo spettatore entro il magico mondo della magia di Harry Potter.

Note positive

  • L’aver mostrato l’evoluzione del film paragonandola con quella degli attori che dà bambini divengono adolescenti
  • Le dichiarazioni dei registi

Note negative

  • L’incipit
  • Mancanza di emozione per lunghi tratti
  • Non aver ripreso la struttura di Friends: The Reunion.

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