High Ground – il cacciatore di taglie (2020): una vendetta tribale

High Ground - il cacciatore di taglie locandina

High Ground – il cacciatore di taglie

Titolo originale: High Ground

Anno: 2020

Paese: Australia

Genere: Drammatico, Thriller, Western

Casa di produzione: High Ground Pictures

Distribuzione: Madman Films

Durata: 104 minuti

Regia: Stephen Johnson

Sceneggiatura: Chris Anastassiades

Fotografia: Andrew Commis

Montaggio: Jill Bilcock

Attori: Simon Baker, Jacob Junior Nayinggul, Jack Thompson, Callan Mulney, Witiyana Marika, Esmeralda Marimowa, Aaron Padersen

High Ground – il cacciatore di taglie, il meat pie western diretto dall’australiano Stephen Johnson sarà distribuito in Italia in formato DVD dal 1° dicembre.

Trama di High Ground

Australia 1919. Una spedizione pacifica finita in tragedia crea degli strascichi che si protraggono per anni e che vedono come protagonisti il piccolo aborigeno Gutjuk (Jacob Junior Nayinggul)e la sua tribù con Travis (Simon Baker) e la polizia imperialista australiana.

Recensione di High Ground

High Ground, presentato alla 70° edizione della Berlinale, è l’ultima opera dell’australiano Stephen Maxwell Johnson, un meat pie westernche vede come protagonista la star televisiva Simon Baker (The Mentalist, Il diavolo veste Prada) nei panni di un ufficiale della polizia al servizio del regno in bilico tra il dovere di rispettare la propria carica e la volontà di proteggere il piccolo (e poi più grande) Gutjuk, apparentemente l’unico superstite della propria tribù, sterminata dalla stessa polizia australiana durante un catastrofico inseguimento.

Dal 1° dicembre, qui in Italia, sarà distribuito il DVD di High Ground, una distribuzione casalinga che si addice molto alla natura del film; e dico questo perché, seppur non si possa dire che il risultato dell’opera sia terribile, High Ground è lontano chilometri e chilometri da una concezione cinematografica almeno basilare.

Durante la visione del film non può far altro che riaffiorare nella mente e nei ricordi dello spettatore Australia, il film campione d’incassi del 2008 diretto da Baz Luhrmann e interpretato dalla coppia Kidman/Jackamn; e in effetti le due opere hanno in comune alcune somiglianze, ma anche una (profonda) differenza.

Entrambi i film, infatti, analizzano il rapporto tra l’uomo bianco imperialista e le tribù aborigene australiane. Entrambi sono ambientati nella prima metà del secolo scorso; uno dopo la fine della Grande guerra (High Ground), l’altro prima e durante la Seconda guerra mondiale (Australia). Entrambi vedono come protagonista un ragazzino aborigeno che si allontana dalla propria tribù e si affeziona a una coppia bianca. Soltanto uno dei due film, però, dispone di un grande, immenso budget; e soltanto uno dei due film verrà ricordato come un cult; e no, non si tratta di High Ground.

Il western australiano preso qui in esame non verrà ricordato negli annali come una grande opera e le ragioni sono molteplici. Prima di tutto, come accennato in precedenza, il film non rispecchia gli standard cinematografici che, seppur rigidi, devono essere rispettati: una regia blanda che non lascia il segno, una sceneggiatura zoppicante e incapace di creare suspense, dialoghi deboli e troppo descrittivi che negano al film il silenzio necessario (fosse stato muto High Ground avrebbe acquisito punti). A tutto ciò, poi, si aggiunge, nella versione italiana, un doppiaggio a tratti imbarazzante.

Il film potrebbe essere un buon prodotto televisivo. High Ground farebbe faville con una distribuzione nel buon vecchio e indulgente piccolo schermo.

Passando alle note positive, bisogna dar credito alle citazioni ad altre opere cinematografiche presenti (e nascoste) tra i fotogrammi del film. Infatti High Ground – il cacciatore di taglie, oltre che a Australia, rende omaggio a lungometraggi del calibro de L’inizio del cammino (altro meat pie western del ’71 girato da Nicolas Roeg), American Sniper di Clint Eastwood e, sembra impossibile ma è vero, a Sacrificio, capolavoro datato 1986 e diretto da Andrej Tarkovskij.

In breve, High Ground deve essere preso per quello che è, cioè un non-capolavoro cinematografico; e per godersi questo non-capolavoro cinematografico la visione televisiva attraverso il DVD è perfetta.

Note positive

  • Fotografia

Note negative

  • Sceneggiatura
  • Dialoghi

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