Das Signal – Segreti dallo spazio (2024). Frequenze radio dal vuoto cosmico

Recensione, trama e cast della miniserie fantascientifica Das Signal - Segreti dallo spazio (2024), disponibile dal 7 marzo 2024 su Netflix
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Trailer di Das Signal – Segreti dallo spazio

Informazioni sulla miniserie e dove vederla in streaming

Dal 7 marzo 2024 è disponibile su Netflix la miniserie thriller fantascientifica tedesca “Das Signal – Segreti dallo spazio”, composta da quattro episodi di circa un’ora ciascuno, ideata dal regista Sebastian Hilger e dalla sceneggiatrice Nadine Gottmann. Nel ruolo del protagonista Sven troviamo l’attore Florian David Fitz, celebre per le sue interpretazioni in “Jesus liebt mich” (2012), “The Most Beautiful Day – Il giorno più bello” (2016) e “100 Dinge” (2018), mentre come co-protagonisti abbiamo Peri Baumeister, nota per “Blood Red Sky” (2021), “Neuland” (2022) e “Irre sind männlich” (2014), e la giovanissima attrice Yuna Bennett al suo primo ruolo di spessore all’interno di una miniserie.

Trama di Das Signal – Segreti dallo spazio

La ricercatrice Paula e il suo amico e collega Hadi Hiraj vengono inviati, dalla miliardaria e benefattrice Benisha Mudhi, nella stazione spaziale di ricerca per svolgere una missione scientifica top secret e di grande importanza, della durata di tre mesi. Ad attendere il ritorno di Paula a casa c’è suo marito Sven, un docente di storia, e la sua piccola bambina sordomuta Charlie. Tuttavia, il loro ricongiungimento non avverrà mai. Paula e Hadi atterreranno, come previsto, sul suolo terrestre ma il volo di linea internazionale che li condurrà in Germania non arriverà mai a destinazione. L’aereo, con tutti i suoi passeggeri, uomini, donne e bambini, scompare nel nulla senza lasciare una minima traccia. Sven e Charlie entrano così in un incubo senza fine, fatto di dolore, speranze esigue, notizie cruente e di una misteriosa indagine di polizia incentrata proprio su Paula e Hadi. Ben presto, Sven si rende conto che c’è qualcosa di strano sotto queste morti. Inoltre, spinto da strani messaggi che sua moglie gli ha lasciato, inizia a condurre una propria indagine per scoprire la verità. Man mano che si avvicina alla verità, Sven e sua figlia Charlie si trovano sempre più in pericolo, dovendo lottare per le loro vite.

Sven e Charlie in Das Signal - Segreti dallo spazio
Sven e Charlie in Das Signal – Segreti dallo spazio

Recensione di Das Signal – Segreti dallo spazio

La miniserie tedesca di Netflix, che mescola elementi di thriller complottistico e fantascienza, prendendo spunto dagli eventi storici della corsa spaziale durante la guerra fredda, si divide narrativamente in due periodi temporali spaziali che si intersecano attraverso un montaggio alternato. Questa tecnica permette allo spettatore di comprendere appieno gli eventi drammatici in atto e conferisce alla storia una maggiore suspense e un ritmo serrato.

Il primo arco narrativo riguarda la vita di Sven e Charlie dopo la scomparsa/morte di Paula, un evento che sconvolge profondamente le loro esistenze. Improvvisamente, si trovano ad affrontare una complessa situazione emotiva: da un lato, devono elaborare il lutto per la perdita di Paula, mentre dall’altro devono fronteggiare un mondo esterno che inizia a condannare la donna. A causa del ritrovamento della scatola nera, Paula viene accusata dalle indagini e dai media di essere responsabile del crollo dell’aereo e della morte dei suoi 178 passeggeri. Mentre il mondo li giudica e li attacca ferocemente, Sven intraprende un’indagine privata per ripulire il nome della moglie e dimostrarne l’innocenza. Questo viaggio lo porta a scoprire molti misteri legati alla spedizione scientifica a cui Paula ha partecipato, rendendosi conto che non può fidarsi di nessuno.

La seconda linea narrativa segue invece il periodo trascorso da Paula e Hadi all’interno della stazione spaziale, in compagnia di altri due astronauti con cui stringono un legame. Questo aspetto della storia permette al pubblico di conoscere meglio Paula (più o meno) e di scoprire cosa è accaduto nello spazio, portando alla luce una scoperta misteriosa e affascinante compiuta dalla donna. Questa scoperta, non prevista nella missione originale, ha il potenziale di rivoluzionare le sorti dell’umanità e della Terra, sia in senso positivo che negativo. Sarà proprio questa scoperta a muovere i fili dell’intera serie, divenendo la causa e l’effetto di tutti i mali che capiteranno a Sven e a Charlie.

Un po’ di superficialità narrativa

Das Signal – Segreti dallo spazio è scritta è scritta a livello drammaturgico in maniera abbastanza funzionale riuscendo a catturare l’attenzione dello spettatore grazie al giusto mix di genere che rendono la storia piuttosto scorrevole e intrattenente per il pubblico, che si ritrova inghiottito dentro un discreto thriller complottistico fantascientifico che si rifà sia al dramma familiare oltre che a riprendere alcuni eventi storici realmente accaduti rielaborandoli per i propri fini drammaturgici. Nonostante questa verve intrattenente alla miniserie manca quel qualcosa in più, non possedendo una sceneggiatura abbastanza forte e così ben scritta da sorprende e stupire il pubblico. Non a caso la serie può risultare abbastanza scontata e prevedibile nel suo sviluppo narrativo, soprattutto in una conclusione che, se attenti allo svolgimento ai dettagli messi in campo, si poteva comprendere fin dalla seconda puntata senza nessun problema. Inoltre l’arco narrativo riguardante lo spazio è mal utilizzato e sviluppato, privando il racconto delle dinamiche interpersonali tra Paula, Hadi e i due astronauti presenti nella stazione spaziale. La sceneggiatura avrebbe potuto soffermarsi maggiormente sulla descrizione della routine quotidiana del gruppo, inserendo nella vicenda qualche dialogo in grado di approfondire un attimo i quattro personaggio, che ad esclusione di Paula appaiono molto bidimensionali.

La parte più interessante della miniserie risiede nel dramma familiare, con una buona caratterizzazione di Sven e soprattutto di Charlie, il personaggio più sviluppato. Entrambi vivono un rapporto conflittuale con Paula: mentre sono fieri delle sue imprese nello spazio, si sentono feriti dal fatto che preferisca dedicarsi a grandi scoperte invece di trascorrere del tempo con loro sulla terra. Un sentimento che avrà un suo sviluppo durante lo svolgimento degli eventi.

La tematica

La miniserie “Das Signal – Segreti dallo spazio” emerge come un’opera cinematografica avvincente e ricca di significati che va oltre i confini del semplice intrattenimento. La serie offre uno sguardo penetrante sulle dinamiche sociali e psicologiche dell’umanità, mettendo in evidenza la persistente presenza di sentimenti negativi come la paura e l’odio, che ostacolano il cammino verso la pace e l’armonia universale. Un tema che emerge chiaramente man mano il thriller si addentra all’interno del mistero.

Attraverso un’intelligente interconnessione tra fiction e temi storici, la serie traccia un parallelo eloquente tra la Guerra Fredda e le tensioni geopolitiche attuali, rivelando la persistente polarizzazione e la mancanza di comprensione reciproca nel mondo. Il libro orientato sulla guerra fredda e sulla corsa spaziale tra tra Stati Uniti e Russia, che legge costantemente la piccola Charlie, rappresenta un ponte tra il passato e il presente, invitando lo spettatore a riflettere sulle lezioni non apprese dalla storia e sulle sfide attuali che l’umanità deve affrontare.

L’inclusione della storia delle sonde spaziali Voyager 1 e 2, contenenti un messaggio di pace e amore rivolto agli esseri extraterrestri, aggiunge un elemento di speranza e universalità alla narrazione. Questo gesto simbolico incarna la volontà dell’umanità di superare le barriere culturali e linguistiche per comunicare un messaggio di unità e fratellanza a potenziali forme di vita aliene. Tuttavia, la serie suggerisce anche che prima di estendere la mano all’esterno, l’umanità deve affrontare e risolvere i suoi conflitti interni, superando le divisioni e abbracciando la diversità come fonte di arricchimento e comprensione reciproca. Perchè se, prima di tutto, l’umanità non riesce ad abbandonare il proprio odio, allora non sarà mai in grado a non temere lo sconosciuto, ma avrà sempre il terrore e l’odio verso ciò che non conosce.

Lo spazio - Das Signal - Segreti dallo spazio
Lo spazio – Das Signal – Segreti dallo spazio

In conclusione

“Das Signal – Segreti dallo spazio” emerge come una miniserie che abbraccia un’interessante mescolanza di generi, fondendo thriller complottistico, fantascienza e dramma familiare. La struttura narrativa, articolata in due periodi temporali intersecati, offre al pubblico una visione ampia degli eventi drammatici in corso, contribuendo a mantenere una suspense avvincente e un ritmo incalzante. Tuttavia, nonostante l’efficacia nel catturare l’attenzione degli spettatori, la serie soffre di una prevedibilità nel suo sviluppo narrativo, soprattutto nella conclusione, privandola di quella sorpresa e originalità tanto desiderata. Inoltre, sebbene il dramma familiare sia ben caratterizzato, l’arco narrativo ambientato nello spazio risulta poco sviluppato, privando il racconto delle dinamiche interpersonali che avrebbero potuto arricchirlo ulteriormente. Nonostante queste criticità, “Das Signal – Segreti dallo spazio” brilla per il suo valore tematico, trasmettendo un messaggio di pace e amore universale, pur evidenziando le persistenze di paura e odio all’interno della razza umana.

Note positive:

  • Mescolanza efficace di generi cinematografici, tra cui thriller complottistico, fantascienza e dramma familiare, che tiene lo spettatore coinvolto e interessato alla storia.
  • Approfondimento dei personaggi principali, in particolare di Sven e Charlie, che vivono un rapporto conflittuale con Paula, aggiungendo complessità emotiva alla trama.
  • Temi rilevanti e attuali trattati dalla serie, come la paura, l’amore e la comprensione dell’altro, che trasmettono un messaggio di pace e tolleranza.
  • Ambientazione originale nello spazio e all’interno della stazione spaziale, che offre una prospettiva interessante e affascinante alla storia.

Note negative:

  • Prevedibilità nella trama e nella conclusione della serie, che risulta comprensibile fin dalla seconda puntata, limitando l’impatto della suspense e della sorpresa.
  • Sottosviluppo del periodo trascorso nello spazio, con i personaggi astronauti che risultano di scarso valore narrativo e le dinamiche interpersonali poco approfondite.
  • Sceneggiatura che potrebbe essere più forte e ben scritta per sorprendere e stupire il pubblico, mancando quel “qualcosa in più” che eleva la storia.
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Stefano Del Giudice
Stefano Del Giudice

Laureatosi alla triennale di Scienze umanistiche per la comunicazione e formatosi presso un accademia di Filmmaker a Roma, nel 2014 ha fondato la community di cinema L'occhio del cineasta per poter discutere in uno spazio fertile come il web sull'arte che ha sempre amato: la settima arte.

Articoli: 922

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