La Cinese (1967): Aspettando il ’68

La Cinese Locandina

La Cinese

Titolo originale: La Chinoise

Anno: 1967

Nazione: Francia

Genere: Drammatico

Casa di produzione: Productions De La Gueville, Parc Films, Athos Films, Simar Films, Anouchka Films

Distribuzione: Cormonse

Durata: 90 minuti

Regia: Jean-Luc Godard

Sceneggiatura: Jean-Luc Godard

Fotografia: Raoul Coutard

Montaggio: Agnès GuillemotDelphine Desfons

Musiche: Karl Heinz Stockhausen, Claude Channes

Attori:  Anne WiazemskyJean-Pierre Léaud, Juliet BertoEliane GiovagnoliBlandine JeansonFrancis Jeanson

Trailer del film La Cinese

La Cinese (La Chinoise; 1967) è un film di Jean-Luc Godard, che sembra cogliere e anticipare le tensioni sociali degli ambienti giovanili e universitari di sinistra, che esploderanno l’anno successivo. La pellicola vinse il Leone d’argento al Festival di Venezia del 1967

Trama de La Cinese

Véronique, nonostante sia figlia di una facoltosa famiglia borghese, diventa una maoista radicale. Lei e i suoi amici universitari, tra cui Guillaume, fidanzato della ragazza, occupano un appartamento, dove iniziano a discutere sul Marxismo-Leninismo. Ben presto, Véronique decide di passare all’azione e si inizia a parlare di terrorismo.

La Cinese scena 1
La Cinese: Véronique e Guillaume

Recensione de La Cinese

Riassumere la trama di un film di Godard non è mai così semplice, si rischia sempre di sminuire quella che è l’opera. Anche in questo caso, La Cinese non ha bisogno di una struttura narrativa solida per essere un gran film.

Godard ci mostra un gruppo di universitari, che vengono intervistati dalla stessa camera, facendo crollare ogni finzione cinematografica. Per estremizzare il tutto, il regista decide di tenere nel montaggio finale i ciak d’inizio scena, con gli attori che si preparano a realizzare la sequenza. Lo stesso Raoul Coutard, direttore della fotografia, viene mostrato dietro la macchina da presa in più punti. Siamo, quindi, di fronte a un vero e proprio straniamento, tecnica portata in auge dal Teatro Epico del grande Bertolt Brecht, autore più volte citato all’interno della pellicola.

Gli stessi personaggi seguono le tecniche attoriali del drammaturgo tedesco: più che recitare, il cast accenna il proprio personaggio, cosciente di doverlo mostrare al pubblico. Tutto questo è reso esplicitamente nella scena in cui Jean-Pierre Léaud mette in scena davanti i compagni la guerra del Vietnam, narrando in modo stilizzato la vicenda.

La Cinese scena 3
La Cinese: scena del film

Non è difficile intuire che Godard porta avanti la sua frammentazione della narrazione e del linguaggio, inserendo lunghe sequenze in cui intervista i personaggi, mescolate a fotogrammi di opere d’arte, pubblicità e star contemporanee, che sembrano dialogare con gli attori e i loro ruoli.

Gli stessi oggetti hanno una propria autonomia, seguendo la logica del ready made di Marcel Duchamp. Assistiamo, infatti, alla trasformazione dei libretti rossi di Mao che diventano una trincea; così come una radio si trasforma in un fucile.
Nonostante tutte queste tecniche, possiamo individuare tre diverse parti nel film, con cui Godard gioca in maniera ambigua. Nella prima parte, infatti, assistiamo ai grandi discorsi rivoluzionari del gruppo di ragazzi, fermamente convinti della loro lotta e delle loro idee, pronti a sacrificarsi per una vittoria più grande.

Successivamente, una volta che lo spettatore prende coscienza della serietà degli intenti dei ragazzi, questo ideale crolla, mostrando la realtà dei fatti: Véronique ha una preparazione accademica, potrebbe discutere per ore di Marx o Lenin, ma nella pratica le idee della ragazza sembrano essere inadeguate e pericolose. Tutto questo viene reso perfettamente da un dialogo geniale, tra Véronique e Francis Jeanson, filosofo comunista, che le mostra l’infondatezza e l’inutilità delle posizioni filo-maoiste in Francia.

La colonna sonora del film è opera di Claude Channes, che con il brano Mao-Mao riprende lo stile dissacratorio e irriverente del film, creando un sottofondo perfetto per gli universitari e la loro fantomatica rivoluzione. 

La Cinese scena 2
La Cinese: scena del film

In Conclusione

Siamo quindi di fronte un film che vuole instaurare un dialogo con lo spettatore, iniziando una discussione sulla politica, per poi sfociare sul linguaggio e, infine, il cinema stesso. Un film in cui lo stile di Godard traspare in ogni inquadratura e anticipa i lavori successivi dell’artista, fuori la logica dell’Industria cinematografica.

Note positive

  • Regia
  • Messa in scena
  • Interpretazioni attori
  • Colonna sonora
  • Dialogo con lo spettatore

Note negative

  • A causa della sua struttura, il film potrebbe non piacere a tutti

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