Houria – La voce della libertà (2022): il secondo film della regista algerina Mounia Meddour

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Houria – La voce della libertà

Titolo originale: Houria

Anno: 2022

Nazione: Francia, Belgio

Genere: drammatico

Casa di produzione: The Ink Connection, High Sea Productions, France 2 Cìnema, Scope Pictures

Distribuzione italiana: I Wonder Pictures

Durata: 98′

Regia: Mounia Meddour

Sceneggiatura: Mounia Meddour

Fotografia: Leo Lefevre

Montaggio: Damien Keyeux

Musiche: Maxence Dussére, Yasmine Meddour

Attori: Lyna Khaoudri, Rachida Brakni, Amira Hilda Douaouda

Trailer e clip di Houria – La voce della libertà

Informazioni sul film e dove vederlo in streaming

Secondo film della regista algerina naturalizzata francese Mounia Meddour che nel 2019 ha portato a Cannes la sua opera prima, “Non conosci Papicha“, pellicola incentrata su una giovane donna algerina che sogna di diventare stilista ma che deve lottare contro il fondamentalismo islamico, lo stesso che impedisce alla giovane danzatrice di “Houria” di seguire i suoi sogni. Il film, presentato nel 2022 alla Festa del Cinema di Roma, arriva nei cinema il 21 giugno 2023 grazie a I Wonder Pictures. Prima dell’uscita, il film sarà presentato alla 19a edizione di Biografilm Festival (Bologna, 9-19 giugno), la cui immagine ufficiale è proprio una foto della sua coraggiosa protagonista.

Trama di Houria – La voce della libertà

La giovane Houria è una ragazza algerina che sogna con la sua miglior amica Sonia un futuro nella danza classica. Vive con la madre rimasta vedova dopo la morte del padre ucciso brutalmente dal regime. Una sera, viene aggredita da un ex terrorista per una grossa somma di denaro guadagnata con le scommesse clandestine. Tra mille difficoltà riuscirà a risorgere.

Lyna Khoudri in Houria - La voce della libertà
Lyna Khoudri in Houria – La voce della libertà

Recensione di Houria – La voce della libertà

A tre anni dalla nascita dell’Hirak grande movimento di protesta, il popolo algerino si solleva prima contro la candidatura del presidente Abdelaziz Bouteflika per il suo quinto mandato e poi contro il sistema al potere. Il paese è in ginocchio dal punto di vista economico, anche a causa della pandemia di Covid. Houria, la protagonista del film, sogna una carriera nella danza classica fino a un incidente che le spezzerà le ali. Questo è solo l’antefatto di una storia che parte leggera per diventare pian piano sempre più cupa, ma non per questo priva di speranza.

Mounia Meddour

“Tre anni fa, l’Algeria è stata scossa da un movimento politico di grande portata. L’Hirak, nato nel febbraio 2019, è stata l’espressione potente di un divorzio inevitabile tra il popolo e il regime che governa il Paese dall’indipendenza del luglio 1962. Purtroppo, dopo solo un anno, la crisi pandemica ha dato un colpo fatale a questo movimento popolare. Sono nata e cresciuta ad Algeri, e ho immaginato Houria come un’eroina “grandiosa” nella sua capacità di sopportazione. Un personaggio a immagine dell’Algeria: ammaccato e ferito ma ancora in piedi. Houria è il proseguimento del mio primo film, Papicha. Ancora una volta metto al centro della storia la lotta delle donne, la resilienza e la sorellanza.”

L’inizio del film è pieno di gioia e luce con Houria (Lyna Khoudri) e le sue amiche alla scuola di danza, tra cui spicca Sonia (Hilda Amira Douaouda) la sua migliore amica. La violenza c’è ma è sottotraccia ed è nelle scommesse clandestine sui caproni che hanno nomi iconici come Obama, Bin Laden e Trump. È la miccia che fa scoppiare la bomba. La ragazza è vittima di un’aggressione che la renderà muta. Qui il film decolla, ed è corale tutto al femminile con varie figure che si trovano attorno alla protagonista, un gruppo di donne mute alla ricerca di una rinascita.

“Houria” gioca sul dualismo luce/buio, uomo/donna e parola/danza. Il silenzio della protagonista dopo l’incidente è una potente metafora della situazione incandescente dell’Algeria dominata dal patriarcato. Le donne libere come Houria e sua madre vivono senza uomini ma in preda alla paura. Ci sono tanti temi in questo film potente, il cui titolo non a casa significa liberà. E tra questi, c’è il dramma dei migranti rappresentato dalla figura tragica di Sonia la più cara amica di Houria, che perde la vita nel Mediterraneo in uno dei tanti viaggi della speranza verso la Spagna dall’Algeria.

Fotogramma di Houria - La voce della libertà
Fotogramma di Houria – La voce della libertà

Scopri anche: Dichiarazioni di Mounia Meddour sul suo film Houria – La voce della libertà (2022)

In conclusione

Note positive

  • Un ottimo cast affiatato
  • Buone coreografie di danza
  • Una regia pulita e rigorosa

Note negative

  • /

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Ivana Faranda
Ivana Faranda
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