Hypnotic (2021): Quando si ricade nella banalità

Hypnotic - Locandina promozionale

Hypnotic

Titolo originale: Hypnotic

Anno: 2021

Paese: Stati Uniti d’America

Genere: Thriller, Horror

Casa di produzione: The Long Game

Distribuzione: Netflix

Durata: 88 minuti

Regia: Matt Angel, Suzanne Coote

Sceneggiatura: Richard D’Ovidio

Fotografia: John S. Stanley

Montaggio: Brian Ufberg

Musiche: Nathan Matthew David

Attori: Kate Siegel, Jason O’Mara, Dulé Hill, Lucie Guest, Jaime M. Callica, Tanja Dixon-Warren, Luc Roderique, Devyn Dalton

Trailer di Hypnotic

Halloween è la notte dell’orrore, il giorno in cui, avvolti nell’oscurità, i mostri infernali fanno ritorno sulla Terra. Nell’avvicinarci a questa festa celtica, le case di distribuzione cinematografiche danno il via a una marea di prodotti filmici e seriali a tema horror, pellicole in grado d’intrattenere e di spaventare quello spettatore che attende con ansia lo spooky season per immergersi nei film sanguinari. L’ottobre di casa Netflix ha portato all’interno del suo palinsesto una nuova varietà di pellicole che richiamano questo clima oscuro:  You 3, My Name, The Trip, Night Teeth, Locke & Key 2, Non dormire nel bosco stanotte 2 e infine Hypnotic disponibile dal 27 ottobre sulla piattaforma per la regia di Matt Angel e Suzanne Coote, con la presenza dell’attrice Kate Siegel, colei che ha fatto dei film horror il suo marchio di fabbrica, recitando esclusivamente in pellicole di questo genere come: Oculus – Il riflesso del male, Il terrore del silenzio e nelle serie del marito Flanagan come The Haunting e Midnight Mass.

Kate Siegel Hypnotic
Kate Siegel – Hypnotic

Trama di Hypnotic

Jennifer (Kate Siegel) è intrappolata dentro un trauma, un evento drammatico come la perdita del feto che aveva in grembo dopo sei mesi, un istante che ha scosso profondamente la sua sfera emotiva portandola ad allontanarsi dal suo compagno Brian e dal proprio lavoro d’informatica precipitando entro un vortice buio di depressione e di alcool.  Per aiutarla a guarire, una sua cara amica la costringe a rivolgersi a un famoso ipnositerapeuta, il dottor Meade (Jason O’Mara), un valido professionista che si dimostra in grado di aiutarla grazie all’utilizzo della terapia ipnotica, difatti Jenn nei mesi successivi ritrova una nuova forza interiore riuscendo a ricomporre la sua vita, ma tutto cambia quando si rende conto di essere oggetto di una pericolosa manipolazione psicologica, che mette in pericolo sia la sua personalità sia la vita dei suoi stessi amici. Jenn cosa farà? Riuscirà a combattere il terribile dottor Meade?

Hypnotic (2021): Quando si ricade nella banalità 1
Hypnotic (L-R). Lucie Guest as Gina, Kate Siegel as Jenn, Dulé Hill as Det. Wade Rollins, in Hypnotic. Cr. Eric Milner/Netflix © 2021

Recensione di Hypnotic

Kate Siegel si riconferma nuovamente come un ottimo interprete, riuscendo a entrare in simbiosi con Jennifer, un personaggio complesso e tormentato, una donna che si ritrova bloccata entro un vortice emotivo di depressione e tristezza da cui sembra incapace di venirne fuori, tanto che il trauma che l’ha annientata sta andando a definirla nelle sue scelte creando intorno a lei un vuoto emozionale, umano e professionale causato da un sentimento di colpa che lei si è data per non essere riuscita a portare a termine la sua gravidanza e dare alla luce il suo splendido figlio. La Siegel riesce a far trasparire, attraverso il suo volto, la sua postura e attraverso dei ticket nervosi che possiede, come quello di grattarsi le unghie e le dita delle mani, queste sensazioni, emozioni su cui la sceneggiatura rimarca costantemente, per tutta la durata, sottolineando un concetto espresso bene dalle parole dell’ipnositerapeuta a cui la protagonista si sottoporrà per compiere una terapia ipnotica al fine di superare i suoi problemi per ritornare alla vita pre – trauma. Le parole del dottor Meade sono:

Jennifer, è importante ricordare che essere una vittima è una scelta e possiamo farci definire dalle difficoltà, farci consumare da queste o possiamo accettare le straordinarie capacità che abbiamo in questa vita per creare l’esito che scegliamo. Per noi stessi.”

Hypnotic

Hypnotic si può racchiudere entro queste poche righe che danno il senso all’intera pellicola e alla psicologia stessa dei personaggi, sia quella di Jennifer sia quella del dottor Meade, il quale è a sua volta bloccato entro un trauma psichico che condiziona negativamente e pesantemente tutta la sua intera vita portandolo a compiere azioni da serial killer per ottenere il suo ultimo scopo.

Il problema proprio della pellicola del duo Matt Angel e Suzanne Coote non è nella regia, che si dimostra interessante, ma in un impianto drammaturgico di scrittura che svela tutti gli elementi maggiormente interessanti fin dal principio andando così a creare una storia alquanto banale dove lo spettatore sa già tutto, ancor prima che gli eventi accadono. Tale pecca di scrittura è causata indubbiamente dalla decisione di mostrare il dottor Meade come un individuo malato e pericoloso fin dall’incipit, infatti quando la protagonista lo incontra e inizia a fare delle sedute ipnotiche da lui noi siamo certi che l’uomo andrà a manipolarla mentalmente danneggiandola e rendendola sua schiava; ma se si è scelto di mostrare fin da subito tale natura infernale del dottore si doveva donare maggior minutaggio e respiro al suo lato oscuro, creando una pellicola più horror che non un ibrido tra il thriller e il poliziesco, dove si dà vita a un’indagine e alla ricerca di una verità che noi sappiamo già fin dal principio. La scelta di creare la narrazione come un poliziesco trascina la storia entro una mediocrità ritmica e una lunga sequenza di banalità, dove il colpo di scena è completamente inesistente, togliendo alla storia qualsiasi interesse filmico.

In conclusione Hypnotic è un film spento che, pur poggiandosi su una buona interpretazione di Kate Siegel e una regia più che discreta, non riesce a catturare l’interesse del pubblico che non si appassiona minimamente alla narrazione a causa di una sceneggiatura mal impostata e che crea un cattivo di poco spessore, quando doveva essere lui l’epicentro del racconto filmico. Peccato.  

Note positive

  • Intepretazione di Kate Siegel

Note negative

  • Il personaggio del dottor Meade
  • Sceneggiatura
  • Ritmo

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